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The Book of Boba Fett come il Padrino: il presagio del secondo episodio

Editoriale
Questo articolo è un editoriale. Significa che contiene un'opinione, un parere o un'interpretazione personale dell'autore che può - eventualmente - essere diversa o discordante dalle opinioni del resto della redazione di Star Wars Addicted.

The Book of Boba Fettdb, la nuova serie di Star Wars che ha visto Temuera Morrison tornare nei panni del leggendario cacciatore di taglie, ha mostrato fino a questo momento una duplice narrazione: da una parte vediamo Boba Fett e Fennec Shanddb adoperarsi per stabilire il loro controllo su Mos Espa, e da lì sui traffici dell’intero pianeta, mentre da un’altra abbiamo un redivivo Fett ancora scosso dall’esperienza vissuta nelle fauci del Sarlacc, costretto a convivere con i Tusken che, come abbiamo visto nel Capitolo 2, alla fine decidono di accoglierlo come uno di loro.

Mentre la narrazione legata ai flashback ricorda un polveroso western (del genere revisionista, quello dei cowboy contro gli indiani per intenderci), il ‘presente‘ strizza l’occhio ai classici del gangster movie. Il Sindaco Mok Shaiz avvisa Boba Fett di quanto complesso possa rivelarsi gestire una famiglia, alludendo chiaramente ad un nucleo criminale non necessariamente legato dal sangue. Un termine, comunque, estremamente legato alla cultura del film di mafia, di cui il Padrino (capolavoro di Coppola del 1972, ispirato all’omonimo romanzo di Mario Puzo) è sicuramente il rappresentante più prestigioso.

The Book of Boba Fett come il Padrino: il presagio del secondo episodio, Star Wars Addicted

The Book of Boba Fett come il Padrino: il presagio del secondo episodio

Nel cortile del Rifugio di Garsa Boba Fett affronta per la prima volta i gemelli Hutt, cugini di Jabba arrivati su Tatooine per reclamare il territorio a loro detta usurpato dall’ex cacciatore di taglie. Una sequenza dalla tensione altissima, smorzata improvvisamente dalle parole dell’hutt maschio: gli spargimenti di sangue sono dannosi per gli affari. Un apparente tentativo di appianare le cose e cercare di sistemare la faccenda senza ricorrere alla violenza.

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Chi ha amato il Padrino, o comunque ricorda a grandi linee la trama del capolavoro di Coppola, avrà invece compreso benissimo cosa sta succedendo.
Il film del 1972 è ambientato nella New York del secondo dopoguerra, in cui la criminalità italoamericana si è letteralmente divisa ogni angolo della città. Vito Corleone (Marlon Brando) boss della famiglia Corleone, dopo aver rifiutato di entrare nel business dei narcotici gestito da Virgil Sollozzo, soprannominato il Turco, subisce un attentato alla sua vita, a cui però sopravvive: esattamente come succede a Boba Fett, che nel primo episodio dello show sfugge, seppur ferito, all’attacco dei killer dell’ordine del vento notturno.

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Una volta fatto fuori Vito, ricoverato e privo di sensi, Virgil Sollozzo sequestra Tom Hagen (Robert Duvall) figlioccio e consigliere del boss, per metterlo in guardia: ora che Vito è fuori dai giochi, dovrà convincere il nuovo boss (Santino Corleone, il primogenito di Vito interpretato da James Caan) ad accettare le richieste del Turco. Proprio durante questo incontro Sollozzo dice a Tom: a me non piace la violenza Tommy. Io sono un uomo d’affari, e il sangue costa troppo caro.

Chiaramente niente andrà come previsto: accecato dalla rabbia per l’attentato a suo padre Michael Corleone (Al Pacino), terzogenito di Vito mai entrato negli affari di famiglia, uccide Sollozzo facendo scoppiare una sanguinosa guerra tra le cinque famiglie di New York. Più avanti nella pellicola, poi, si scoprirà che dietro Sollozzo in realtà si nasconde un nemico ancora più grande e pericoloso (non vi dirò come finisce: recuperate questo film immediatamente se non lo avete ancora visto!).

E se la palese citazione a Il Padrino non fosse solo un omaggio, ma un indizio su cosa sta per succedere a Mos Espa? I gemelli Hutt in questo caso rivestirebbero il ruolo di Sollozzo, apparentemente il nemico del protagonista, dietro cui però si cela il vero villain: un pericolo inaspettato e letale.

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Difficile dire chi sia questa eminenza grigia, anche se in molti vorrebbero vedere Qi’Ra (Emilia Clarke) in testa all’Alba Cremisi come vero antagonista di The Book of Boba Fett. Dopotutto la presenza dei Pyke su Tatooine lascia intendere che il sabbioso e remoto pianeta stia nascondendo oscuri segreti oltre le caratteristiche dune.

Che The Book of Boba Fett sia stato ispirato da Il Padrino, in fondo, lo sapevamo già: Ming-Na Wen (Fennec Shand) lo scorso dicembre aveva infatti rivelato a Entertainment Weekly che lo show sarebbe stato meno il buono il brutto e il cattivo e più il Padrino. E così sembra essere.


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Editor-in-Chief

Fondatore di Star Wars Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d’Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari. Nel 2021 ha pubblicato il suo romanzo di esordio, La Luna del Colosso, edito da PAV Edizioni.

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