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Perché The Book of Boba Fett ha una struttura narrativa migliore di The Mandalorian

Editoriale
Questo articolo è un editoriale. Significa che contiene un'opinione, un parere o un'interpretazione personale dell'autore che può - eventualmente - essere diversa o discordante dalle opinioni del resto della redazione di Star Wars Addicted.

Le ultime serie TV di Disney+ stanno cambiando tipo di struttura narrativa passando da una struttura focalizzata sull’episodio a una struttura che si focalizza sull’intera serie. Se The Mandalorian appartiene sicuramente al primo tipo di narrazione, per quanto si è avuto modo di vedere fino ad ora The Book of Boba Fettdb sembra rifarsi a una struttura focalizzata sull’intera serie.

Il primo tipo di narrazione prende a punto di riferimento il singolo episodio, gestisce il messaggio in modo che possa essere esautorato nel corso della puntata, e conseguentemente anche il climax emozionale. Questo non vuol dire che non ci siano rimandi a episodi successivi, ma che emozionalmente e concettualmente l’episodio è tendenzialmente auto-conclusivo. La struttura narrativa che punta all’intera serie, invece, diluisce una singola storia, come potrebbe essere il soggetto di un film, su tutti gli episodi della stagione.

Perché The Book of Boba Fett ha una struttura narrativa migliore di The Mandalorian, Star Wars Addicted

In altre parole, è come se fosse un film suddiviso in parti. Certo, di durata più lunga, e con vari tipi di riempitivi, ma inseriti in maniera continuativa tra i vari episodi. In opposizione, la serie focalizzata sull’episodio tende ad avere interi episodi che sono dei riempitivi, ovvero non proprio l’ideale per la qualità complessiva dello show. Inoltre, è più esposta all’enfasi del ritorno del grande personaggio. Non necessariamente una serie focalizzata sull’episodio è inferiore alla serie focalizzata sull’intera serie, ma dipende molto dal tipo di contenuto.

WandaVision, ad esempio, è a mio modo di vedere le cose una serie focalizzata sull’episodio che funziona. Ma anche nel Marvel Cinematic Universe si sta passando a un’impostazione che punta sull’intera serie: The Falcon and The Winter Soldier, Loki e Hawkeye li vedo come unico soggetto diluito su più episodi.

The Mandalorian, dunque, pur rimanendo uno show di grande successo per una serie di motivi, può essere considerato come basato su una narrazione in qualche modo obsoleta. Din Djarindb e Grogudb affrontano una serie di missioni, spesso limitate all’orizzonte del singolo episodio, mentre Boba Fett ha un unico incarico nella parte dello show sul passato e un unico incarico in quella del presente, con le due parti che con ogni probabilità in qualche modo confluiranno prima della fine dello show. The Mandalorian è meno solido di The Book of Boba Fett perché alcuni episodi sono troppo fini a sé stessi, inutili rispetto al senso generale dell’opera. Lo show su Fett, invece, pur avendo degli inevitabili passaggi a vuoto, sembra non soffrire di capitoli che sono esclusivamente dei riempitivi. Possono essere lenti, ma ciascuno di loro concorre al senso generale dell’opera e porta avanti un’unica storia coesa.

Perché The Book of Boba Fett ha una struttura narrativa migliore di The Mandalorian, Star Wars Addicted

Con queste sperimentazioni, Disney sta venendo incontro ai gusti del pubblico moderno, che sempre più preferisce serie TV con episodi corti a film di 120 o più minuti. Sta sperimentando su varie cose, come la crossmedialità e, appunto, la struttura narrativa di episodi e serie. Deve superare anche altri problemi legati alla profittabilità delle serie televisive: non essendoci l’introito garantito del biglietto pagato dallo spettatore, quasi sempre si tratta di produzioni con budget di gran lunga inferiore ai film.

E questo è evidente. In nessuna serie TV di Star Wars vedrete un set come quello di Pasaana di Episodio IX, che coinvolge un numero considerevole di comparse ed è stato allestito in Giordania, in un deserto vero. The Mandalorian e The Book of Boba Fett sono invece girati in “angusti” studi di ripresa, con il metodo dello Stagecraft. Gli attori sono circondati da un enorme pannello circolare che riproduce degli sfondi virtuali realizzati con il motore grafico di un videogioco, l’Unreal Engine. Detto in altri termini, è come se gli attori in carne ed ossa fossero posizionati all’interno di una realtà virtuale.

Perché The Book of Boba Fett ha una struttura narrativa migliore di The Mandalorian, Star Wars Addicted

Rispetto al “green screen” di vecchia concezione ci sono enormi vantaggi: gli attori possono perfezionare la loro recitazione contestualizzandola in quella che sarà la scena finale, beneficiando della luce finale e interagendo con luoghi fittizi. Ma rispetto a un film con enormi set reali e decine di comparse, la serie TV continua a pagare molto. Soprattutto in The Mandalorian, ad esempio, si avevano fastidiose sequenze con l’ “effetto passeggiata”: i personaggi davano l’impressione di camminare su percorsi prestabiliti e lineari perché non c’era sufficiente spazio d’azione. Questo non succedeva nell’episodio diretto da Robert Rodriguez con il debutto proprio di Boba Fett (Capitolo 14), dove i personaggi combattevano su una vasta area, proprio perché l’unico non girato con il sistema dello Stagecraft.

The Book of Boba Fett, a mio modo di vedere le cose, migliora molto anche in questo aspetto. Pur essendo ancora basato sullo Stagecraft, gli autori e i responsabili degli effetti speciali hanno acquisito una maturazione tale da smussare l’effetto provocato da certe limitazioni della tecnologia. Certo, rimane il punto che una serie di Star Wars sarà sempre più complicata da produrre rispetto a qualsiasi altra serie, e più costosa. Questo perché non puoi riciclare nessun set di altre produzioni o girare delle scene in contesti reali, proprio perché la galassia lontana lontana è intrinsecamente diversa da qualsiasi altra cosa mai creata prima.

Insomma, Disney sta cercando di capire se questo sistema di business può funzionare, investendo in tecnologie, autori e innovazione. Perché Star Wars possa andare avanti come immaginario crossmediale, in altri termini, devono continuare a succedere cose come questa.


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