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La gang di Mos Espa: ecco perché NON è poi così fuori luogo

Editoriale
Questo articolo è un editoriale. Significa che contiene un'opinione, un parere o un'interpretazione personale dell'autore che può - eventualmente - essere diversa o discordante dalle opinioni del resto della redazione di Star Wars Addicted.

Il Capitolo Tre di The Book of Boba Fettdb (qui la nostra guida), diretto da Rober Rodriguez e scritto da Jon Favreau, ha sollevato non poche polemiche da parte di una frangia del fandom che considera (prematuramente, ndr) lo show inadeguato agli standard del brand.

Tra tutti gli elementi presentati in questo terzo episodio, che precede il vero e proprio giro di boa a cui assisteremo la prossima settimana, la gang di Mos Espa è sicuramente quello che ha attirato su di sé le antipatie degli spettatori. Un elemento effettivamente insolito, che fa fatica ad integrarsi con l’atmosfera sporca, sabbiosa e usurata con cui siamo abituati a identificare Tatooine.

La gang di Mos Espa: chi sono

La gang di Mos Espa: ecco perché NON è poi così fuori luogo, Star Wars Addicted

Abbiamo ancora poche informazioni sulla gang di Mos Espa. Quello che sappiamo ci viene detto dal mercante d’acqua, Lortha Peel, che allerta Boba Fett della presenza di una pericolosa gang di criminali, per metà uomini e per metà macchine. Una descrizione volutamente esasperata: quando il daimyo raggiunge la banda nei vicoli della città, infatti, si ritrova davanti solo un gruppo di giovani, la cui peculiarità è aver sostituito parti del loro corpo con protesi meccaniche.

Il leader della gang apparentemente è Drash (Sophie Thatcher) una giovane ragazza con il braccio sinistro cibernetico, affiancata da Skad (Jordan Bolger), che invece ha potenziato il suo occhio destro e la gamba sinistra. Del resto della banda, almeno in questa puntata, vediamo poco.

I ragazzi rubano per vivere, fondamentalmente acqua, e guidano insoliti speeder colorati. Vestono molto diversamente dal tipico abitante di Mos Espa, indossando abiti sfarzosi tipici più di un pianeta urbano come potrebbe essere Coruscant e Cantonica, che Tatooine.
Elementi, questi, che hanno suscitato negli spettatori dubbi e perplessità sull’appropriatezza della gang, appesantita da una regia non proprio eccelsa e a tratti inspiegabilmente statica.

La gang di Mos Espa non è poi così fuori luogo

Su Tatooine tutto deve essere logoro, sporco e polveroso. È così perché il pianeta dove tutto ha avuto inizio ci è stato raccontato in questo modo da sempre, dai tempi di Una Nuova Speranza. Non c’è spazio per una visione alternativa, apparentemente. L’accusa principale mossa alla gang di Mos Espa è di rappresentare un elemento troppo poco credibile, che lascia cadere il velo e permette alla sospensione dell’incredulità di crollare, mostrandosi goffo e fuori luogo.

La gang di Mos Espa: ecco perché NON è poi così fuori luogo, Star Wars Addicted

Eppure se guardiamo oltre i ferrei canoni a cui siamo abituati, la gang potrebbe assumere tutt’altro significato. In realtà non bisogna fare chissà quale sforzo di immaginazione per giustificare la presenza dei variopinti motociclisti a Mos Espa: basta guardare alla realtà, tornando indietro di qualche anno.

Erano gli anni 80 quando nella cultura giovanile – più o meno ovunque in occidente – iniziò a diffondersi una moda che andò a contrastare, in senso lato si intende, la cultura punk, metal e gothic, ampiamente diffuse all’epoca. Nel nostro paese il fenomeno si identificò nei cosiddetti paninari, mentre a Londra c’erano i mod, che arrivarono poi fino negli USA. Ragazzi spensierati, senza interessi sociali e politici, che amavano vestire in maniera sfarzosa e non certo economica, viaggiavano su moto vistose e tendevano ad aggregarsi in gruppi che andavano chiaramente controcorrente rispetto alle subculture giovanile in voga quegli anni.

E mentre i giovani compravano i dischi dei The Clash, dei Ramones e degli Slayer, i paninari ascoltavano i Duran Duran e gli Spandau Ballet. Erano per questo fuori luogo? Sicuramente non è il primo elemento che torna alla mente pensando agli anni 80, esattamente come la gang di Mos Espa non rappresenta il polveroso Tatooine, ma comunque sono esistiti e si sono integrati in una collettività che tendeva in tutt’altra direzione (ma no, non rubavano acqua, se ve lo state chiedendo).
La gang offre uno spaccato di una società che finora c’è stata mostrata sempre e soltanto in un modo: la subcultura dei giovani e il disagio di una generazione cresciuta ai margini della galassia tra la fine dell’Impero e la nascita della Nuova Repubblica. Mos Espa in fondo è un immenso agglomerato urbano e – per quanto insolita – una banda di ragazzi anticonformisti è un elemento più che reale in un ecosistema vario e complesso come può essere quello di una città su un pianeta abitato da centinaia di razze e specie diverse.

La gang di Mos Espa: ecco perché NON è poi così fuori luogo, Star Wars Addicted

Personalmente non mi sento di difendere l’effettiva resa visiva di alcune sequenze che – come detto all’inizio di questo articolo – risultano appesantite da una regia approssimativa e impacciata. Ma per quanto riguarda il diritto della gang di girare su moto truccate per i vicoli di Mos Espa, bhe, nulla in contrario: significa che da oggi Tatooine sarà anche questo.


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Editor-in-Chief

Fondatore di Star Wars Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d’Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari. Nel 2021 ha pubblicato il suo romanzo di esordio, La Luna del Colosso, edito da PAV Edizioni.

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