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I passi del cammino Jedi di Luke Skywalker – Guida al Canon

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I film della trilogia originale ci mostrano i primi passi di Luke Skywalkerdb nel cammino Jedi. Se in “Una Nuova Speranza”, Luke apprende le nozioni basilari di cosa sia la Forza e cosa facessero i Jedi, ne “L’Impero colpisce ancora” il giovane Jedi, sotto la guida del Maestro Yoda, sviluppa le sue abilità e si confronta con i suoi demoni, fino a diventare il Cavaliere Jedi de “Il Ritorno dello Jedi”.

Quella che potrebbe sembrare un’evoluzione repentina, in realtà, è costellata da diversi passaggi chiave, illustrati o raccontati nelle opere crossmediali di Star Wars. La ricerca di Luke dei segreti della Forza è un viaggio iniziato non appena scoperto il suo lignaggio. Ma anche dopo la sconfitta di Palpatine, il giovane Skywalker viaggiò per l’intera Galassia, alla scoperta delle conoscenze perdute dei Jedi.

Primi passi

Subito dopo la distruzione della prima Morte Nera, Luke venne mandato in missione dall’Ammiraglio Gial Ackbar sul pianeta di Rodia, per assicurarsi una nuova linea di rifornimenti per la Ribellione. Sul pianeta, conobbe Taneetch Soonta, nipote del Cavaliere Jedi Huulik, caduto nelle Guerre dei Cloni. La ragazza gli raccontò di come Huulik fu salvato da Anakin Skywalkerdb e di come un bambino rodiano fu salvato da Obi-Wan Kenobi, primo maestro di Luke.

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Incuriosito dalle storie e dai legami con  Huulik, Luke fece visita alla sua tomba, dalla quale prese la spada laser dalla lama color ametista appartenente al Jedi. Ebbe, così, l’opportunità di studiare le componenti di una spada laser. Non aveva il coraggio di smontare quella del padre, fu, perciò, ben grato di poter lavorare con quella di Huulik. A differenza di altri congegni, una spada laser non è costruita con viti, interruttori o altri soliti indicatori di assemblaggio. È vero che possono essere presenti, ma Luke imparò che ogni parte di una spada laser deve essere fissata con la Forza. In particolare, il cristallo Kyber primario e quegli eventuali aggiuntivi devono essere collocati secondo la giusta convergenza, altrimenti si rischia un’esplosione contenuta. Luke non si sentiva affatto così abile nella telecinesi, non avendola mai praticata fino a quel momento. Ma un giorno avrebbe affinato le sue abilità, completando il suo addestramento e costruendo la sua spada laser.

La Forza ha guidato Luke per tutta la sua vita, anche nei momenti più impensabili. Persino nel mezzo di un combattimento fra caccia stellari sopra Devaron, l’ala-Y di Luke precipitò sul pianeta. Ma quella che sembrava una sventura era solo un’altra possibilità di imparare. Su Devaron, la voce del defunto Obi-Wan lo guidò tra le rovine di un Tempio Jedi. Si lasciò  pervadere dalla Forza e così attivò 3 remoti d’addestramento. Era inutile cercare di evitarli con i sensi. L’unica possibilità era abbondarsi alla Forza. Se Obi-Wan gli aveva mostrato il cammino, solo a questo punto Luke fece proprio il suo insegnamento.

Il diario di Ben Kenobi

Ma il Maestro Kenobi aveva altro da tramandare, anche da morto. In alcune occasioni, si manifestò al giovane come voce; in altre, i suoi insegnamenti venivano da un diario, che Luke trovò subito dopo la Battaglia di Yavin nell’abitazione del vecchio Ben su Tatooine. Luke aveva passato poco tempo sotto la guida di Obi-Wan. Non aveva avuto modo di conoscerlo più a fondo. Così, il diario divenne un’occasione perfetta. Scoprì quali enormi difficoltà ebbe il suo maestro a nascondersi fra la gente, povera e assetata, taglieggiata dagli scagnozzi di Jabba the Hutt. Se i Jedi fossero stati ancora un simbolo di speranza e non cacciati dall’Impero, avrebbe dato una lezione a quei mostri. Ma non poteva fare nulla; se non osservare il piccolo Luke che cresceva, da lontano. Infatti, lo zio Owen Lars non voleva che Luke facesse la stessa fine del padre e cercava in ogni modo di nascondergli la verità.

Questo includeva anche allontanare Ben Kenobi, che, secondo Owen, era responsabile della “morte” di Anakin. Obi-Wan cercò di rispettare lo zio, proteggendo il ragazzo da lontano. Stava perdendo la speranza, però, che un giorno qualcosa potesse cambiare, che Luke si ergesse a qualcosa di più che un coltivatore di umidità. Non ci volle molto prima che fu Luke ad insegnare ad Obi-Wan quando sia giusto lottare, non lasciarsi abbattere per difendere gli altri. Era questo che significava essere un Jedi e Luke, solo un bambino, aveva già dimostrato di essere destinato a far rifiorire l’Ordine Jedi.

Il duello su Bespin

Obi-Wan non aveva potuto completare l’addestramento di Luke, a malapena lo aveva iniziato alla vie dei Jedi. Benchè dalla sua sconfitta, il ragazzo avesse appreso molto in solitaria, necessitava di un maestro, il migliore. Yoda attendeva Luke, era pronto ad addestrarlo, nonostante, a primo impatto, il ragazzo fosse troppo grande, testardo e ancorato ai suoi legami affettivi. Yoda temeva che l’attaccamento a questi potesse condurlo al Lato Oscuro. Ed il fallimento nella Caverna del Male ne fu la prova, così come anche l’interruzione del suo addestramento per salvare i suoi compagni ed affrontare Darth Vader. Non solo lo scontro gli mostrò quanto fosse stato arrogante, ma decretò un momento essenziale della sua vita: la scoperta su chi fosse diventato suo padre.

Oltre a perdere una mano, Luke mise in discussione quanto i suoi maestri gli avevano nascosto ed il perchè lo avessero fatto. Yoda gli aveva detto che non era ancora un Jedi e, forse, proprio per i suoi forti sentimenti, non lo sarebbe mai stato. In un momento di profondo sconforto, la Forza gli parlò: una figura incappucciata su Bespin aveva raccolto la sua spada laser e lo invitava a seguire il suo destino. La Forza lo condusse fino a Serelia, un pianeta acquatico dove aveva trovato rifugio Verla. La donna era stata salvata, poco dopo la proclamazione dell’Impero, dal Jedi Ferren Barr, a dire il vero un Padawan che non aveva completato l’addestramento e che aveva raccolto alcuni individui sensibili alla Forza sul pianeta di Mon Cala. Ferren voleva ricreare l’ordine e tendere un tranello agli Inquisitori ed a Vader, di cui conosceva l’identità. Verla fu l’unica sopravvissuta e per anni fu perseguitata dal Sith e dai suoi galoppini.

Infine, decise di andare in esilio, perchè la Forza prometteva grandi destini, ma in verità sfruttava chiunque potesse percepirla, senza distinzioni tra Jedi e Sith, per chissà quale scopo. Per la Forza, gli individui sono solo strumenti. Verla percepì che Luke fosse figlio di Vader e tentò di ucciderlo, solo per essere, poi, stordita da R2. Al suo risveglio potè confrontarsi con Luke, il quale, pur comprendendo il suo punto di vista, credeva che i Jedi avrebbero potuto ancora salvare la Galassia dalla sofferenza che aveva visto. La donna, dinanzi alla incrollabile convinzione del ragazzo, non potè che aiutarlo, indirizzandolo verso un avamposto Jedi dell’Alta Repubblica, dove avrebbe potuto trovare una spada laser.

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Il Tempio di Tempes era sorvegliato da un’ombra, ciò che era rimasto del Grande Inquisitore, costretto da Vader a servirlo anche da morto, per l’eternità. Luke recuperò una picca laser della Guardia del Tempio, per ironia, la stessa di cui aveva fatto parte un tempo l’Inquisitore. Nonostante il giovane fosse alla prime armi, la sua fermezza nella missione di un Cavaliere Jedi, di sacrificarsi per un bene superiore, fu sufficiente a scacciare il Jedi rinnegato.

Dopo la Battaglia di Endor

All’alba della Battaglia di Endor, Luke aveva appreso ciò che gli serviva per padroneggiare tutte le facoltà Jedi, ivi compresa la costruzione di una propria spada laser, basata sul modello di quella di Obi-Wan Kenobi, ma dalla lama verde.

La sconfitta dell’Imperatore Palpatine ed il salvataggio di Anakin Skywalker hanno rappresentato una tappa fondamentale del percorso di Luke come Jedi. Aveva affrontato il lato oscuro dentro di sè, memore del suo fallimento nella Caverna del male; aveva imparato la compassione e compreso il significato di essere un Cavaliere Jedi. Eppure, il suo viaggio di conoscenza della Forza era ben lontano dall’essere concluso. Ricostituire l’Ordine degli Jedi sembrava la via più sicura per mantenere l’equilibrio nella Galassia dopo la caduta dei Sith. Ma avrebbe dovuto imparare molto di più sulle tradizioni legate alla Forza.

Caccia a manufatti e segreti Jedi

Nonostante i Maestri Yoda e Kenobi potessero manifestarsi a lui come fantasmi della Forza, così come il padre, Luke aveva bisogno di fonti dirette e più facilmente conoscibili. Si diede così alla ricerca di Templi Jedi e di oggetti connessi alla Forza. L’Impero, tuttavia, aveva praticamente cancellato ognitraccia dei Jedi; lo stesso Imperatore aveva saccheggiato il Tempio di Coruscant, acquisito la Collezione Bogan e tutto ciò che avesse un legame con i Jedi. Doveva, perciò, disfare l’operato di Palpatine ed andare a caccia dei luoghi in cui il Sith aveva nascosto i suoi tesori.

L’imperatore Palpatine aveva disseminato numerosi Osservatori, come quello su Jakku da cui avrebbe messo in moto l’ultima fase della Contingenza. Erano luoghi situati solitamente su pianeti inospitali per proteggere al meglio i segreti dell’ultimo Signore Oscuro dei Sith. Uno di questi si trovava su Pillio.

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L’Osservatorio andava distrutto e della missione fu incaricato Del Meeko, membro della Squadra Inferno. Luke e Del furono costretti a collaborare ed alla fine trovarono l’Osservatorio. Del stava per distruggerlo quando Luke lo fermò. L’uomo rimase colpito da come il Jedi non fosse il mostro che l’Impero aveva propagandato, ma neache un fanatico della Ribellione. Era un uomo disposto ad aiutare persino un nemico, perchè qualunque vita è giusto che sia preservata. Del sapeva che l’Impero aveva fatto cose terribili e Luke gli disse che c’era un’altra scelta. L’imperiale si chiese se fosse unirsi alla Ribellione; ma per il Jedi era la scelta di essere migliore. Questo momento ha segnato la vita di Del e la sua defezione dall’Impero. Mostra, però, anche un altro aspetto del carattere e delle convinzioni di Luke, che col tempo andarono a delineare una visione della Forza meno ancorata ai dogmi Jedi.

Da Pillio, Luke prese solo una bussola, apparentemente un comune gingillo, spazzatura per Del. Era, invece, una bussola astronomica Jedi, una sorta di equivalente del puntatore Sith. La bussola era fatta di aurodium ed al suo interno conteneva una pietra  di supraluminite, in grado di sintonizzarsi su alcune rotte iperspaziali. In particolare, la strada per il primo Tempio Jedi su Ahch-To.

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Luke aveva imparato che ogni forma di vita fosse meritevole di protezione; e se questa fosse anche connessa in modo significativo alla Forza, era compito di Luke recuperarla e preservarla. Nel cuore del Tempio Jedi di Coruscant cresceva un albero, di cui rimanevano solo due rami. L’Imperatore, sempre pronto a studiare e sfruttare ogni manifestazione della Forza, li aveva fatti portare nel suo laboratorio su Vetine, nel settore Merrick. Con l’aiuto del tenente Shara Bey, madre di Poe Dameron, riuscì a recuperare entrambi i rami.

Non sapeva, però, che ve ne fossero due. Uno di questi era già assegnato, ma l’altro aveva bisogno di una nuova casa e lo affidò a Shara ed al compagno Kes Dameron, che lo seppellirono su Yavin 4, vicino la base ribelle nel Tempio Massassi. Per quanto fosse importante conservare ciò che era caro all’Ordine Jedi, Luke era interessato anche a tutelare la vita, anche al di fuori di rigidi dogmi.

Tra le più importanti scoperte, vi fu l’archivio di Jocasta Nu, archivista del Tempio di Coruscant, probabilmente la maggiore esperta di tradizioni e segreti Jedi al tempo della caduta della Repubblica. Era riuscita a sopravvivere alla Purga e a trascrivere su alcuni holocron tutto il contenuto degli archivi, prima di trovare la morte per mano di Darth Vader.

Luke viaggiava, di norma, in solitaria, eccetto la compagnia datagli dal fedele R2-D2, anche se moltissime furono le conoscenze fatte nel corso dei suoi viaggi. Una di queste gli sarebbe stata accanto fino alla fine. Lor San Tekka era un membro della Chiesa della Forza, un culto che venerava le vie della Forza secondo i dettami Jedi ed un profondo conoscitore delle loro tradizioni. Era un compagno ideale per chiunque volesse approfondire le proprie conoscenze sulla Forza, nonchè un fedele amico. A lui ed a R2 Luke affidò le parti della mappa che avrebbero condotto al primo Tempio Jedi su Ahch-To.

Le leggende su Luke Skywalker

Sono state raccontate molte storie di Luke sui suoi viaggi. Non si sa se siano vere o meno, ma, se contengono anche solo un briciolo di verità, il Jedi ha incontrato nel corso della sua vita popoli che utilizzavano la Forza. Ciascuna cultura aveva una propria visione della Forza.

Durante un’esplorazione con un caccia ala-A (sì, Luke usava anche modelli diversi dall’ala-X), Luke si imbattè in strane luci che lo guidarono sino ad un’asteroide, insieme a una biologa pantorana. Queste li condussero all’interno di una limaccia spaziale, un exogorth. La creatura ospitava un vero e proprio habitat, dove i due trascorsero molti mesi. Nello corso della loro avventura, Luke scopriva strani simboli, che in qualche modo sembravano muoversi e che credeva fossero legati ai Jedi.

Infine, giunsero in una sorta di ampio salone, in cui risiedevano tre esseri, immobili come statue. Shareen, Awglk e Wkk’e erano Maestri Tessitori della Foschia Luminosa, un altro modo di definire la Forza, che collega tutta la vita e la Galassia in un’unica tela. Erano così abili da addirittura bloccare il tempo, così impedendo alla morte di sopraggiungere. Credevano di averla vinta, ma erano rimasti sconfitti. Luke possedeva un  Cuore Splendente di Foschia del tutto eccezionale e i tre gli chiesero di infrangere la tela che li avvolgeva, così da permettere al tempo di entrare. In questo modo, i Maestri tessitori avrebbero potuto salvare coloro che erano destinati alla medesima sorte.

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Lew’el era un pianeta oceanico in cui si rifugiarono gli antenati di quelli che si definivano “la punta della civiltà galattica“, prima ancora dei Jedi, prima ancora della Vecchia Repubblica. Erano capaci di percepire la Marea, che con i suoi flussi e reflussi, può sommergere ed innalzare. Alcuni cercarono di corrompere questa conoscenza per sfruttarla e nella guerra che ne conseguì, innumerevoli pianeti vennero distrutti. Per questo cercarono rifugio su Lew’el. La storia raccontata dall’Anziana Kailla fece intendere a Luke che stesse parlando dei Sith. Ma loro non concepivano la Marea in questi termini: non apparteneva a nessun gruppo o fazione, è unica e non divisa tra due opposti. Servirsi della Marea significa corromperla; perciò gli insegnamenti sulla Marea possono essere destinati soltanto a chi si dimostri libero dal desiderio di padroneggiarla. In un atto di profondità umiltà, Luke decise di sottoporsi alle prove per dimostrare di esserne degno, disimparando ciò che aveva già appreso sulla Forza.

Questa esperienza, ammesso che sia vera, ha colpito Luke e definito la sua concezione futura di Forza, intesa, appunto, non come dualità, ma come un unico, che si compone di due elementi, in continuo bilanciamento reciproco. Tanto è potente l’uno, tanto deve esserlo l’altro, altrimenti la Forza stessa si ammalerebbe.

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L’Accademia Jedi

Una volta recuperato sufficiente materiale e svelato aspetti della Forza che prima gli erano ignoti, anche quelli meno ortodossi o comunque lontani dalla tradizione Jedi, Luke si sentì pronto per fondare una nuova Accademia, in un luogo segreto per garantirne la protezione. Non sorprende affatto che la sua prima apprendista fosse la sorella Leia Organa, che, come tutti gli Skywalker, si dimostrò potente nella Forza ed immediatamente capace, anche nel combattimento con la spada laser. All’esito di un addestramento su Ajan Kloss, da cui, in futuro, la Resistenza avrebbe lanciato l’attacco contro l’Ordine Finale di Palpatine, Leia ebbe una visione: la morte del figlio alla fine del suo cammino Jedi. Decise, quindi, di abbandonare le vie dei Jedi, per proseguire la lotta contro il Lato Oscuro in altri modi, più consoni alle sue spiccate abilità diplomatiche.

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Intorno al 5 AY, Luke ricevette un segnale attraverso la Forza dal piccolo Grogudb, proveniente dalla pietra veggente nel Tempio di Tython, poco prima della cattura del piccolo da parte dei soldati oscuri, inviati dal Moff Gideon. Luke corse al suo salvataggio a bordo del suo ala-X, abbattendo tutti i droidi che si trovavano sull’incrociatore leggero, e recuperò Grogu per fargli iniziare il suo addestramento.

Negli anni, l’Accademia Jedi di Skywalker cresceva, così come i suoi studenti. Tra questi, spiccava Ben Solodb, figlio di Leia ed Han Solodb, nonchè nipote di Luke. Il ragazzo aveva incominciato il suo addestramento poco prima del suo decimo compleanno e già aveva manifestato abilità straordinarie. In alcuni casi, frustrato dal senso di abbandono dovuto alle vite sempre impegnate dei genitori, sfogava la sua rabbia attraverso violenti attacchi, che spinsero i genitori, timorosi della natura cupa del figlio, ad affidarlo a Luke. Nel tempio, il giovane primeggiava e riuscì a crearsi stabili legami di amicizia; viaggiava con il suo maestro alla scoperta di antichi segreti Jedi. Eppure, la mano dell’Imperatore nascosto su Exegol, tramite il suo burattino Snokedb, alimentava i dubbi del ragazzo, fino a portarlo al Lato Oscuro. In un momento di estrema debolezza, LUke, che percepiva l’oscurità nel nipote, attivò la spada laser mentre Ben dormiva, per risparmiare alla Galassia la rabbia di un altro Skywalker caduto. Durò solo un istante, ma bastò perchè Ben se ne accorgesse. Ormai deluso dal suo mentore e familiare, Ben gli fece crollare il soffitto ed, al suo risveglio, Luke trovò solo le macerie del suo tempio e tutti i suoi apprendisti uccisi.

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L’Esilio e la nuova consapevolezza

L’impatto di quanto accaduto fu devastante. Il futuro dell’Ordine Jedi era stato spazzato via, come in passato da un altro Jedi, da un altro Skywalker passato al Lato Oscuro. Tutto ciò che aveva imparato ed acquisito era andato perso. In verità, non proprio tutto. Prese con sè ciò che era sopravvissuto alle fiamme, come gli antiche testi Jedi, e li portò nel Tempio su Ahch-To, dove Luke si sarebbe rifugiato in esilio per il suo fallimento. Il dolore per la perdita era troppo grande, così come il peso che condivideva con i Jedi del passato. Era stato un Jedi ad aver addestrato colui che sarebbe diventato Darth Vader; erano stati i Jedi a non accorgersi dei piani di Darth Sidious, nonostante avessero continui contatti con lui come Cancellerie Supremo Palpatine; era stato un Jedi ad aver illuso le aspettative di nuovi studenti e ad aver infranto le loro vite. Tagliò ogni contatto con la Forza. Non l’avrebbe più percepita, così come i suoi maestri ed il padre; non avrebbe più saputo cosa sarebbe successo alla Galassia. Risuonano le parole del Conte Dooku: “a doppia superbia, doppia caduta”. Tanto forte era stato il suo convincimento che i Jedi rinati avrebbero salvato la Galassia ancora una volta, che la distruzione del loro futuro, per mano sua, fece crollare qualsiasi fede. Si dedicò ad una vita da pescatore. Tempo prima, Verla gli aveva detto che un giorno si sarebbe pentito di aver intrapreso il cammino Jedi e che avrebbe voluto condurre una vita da pescatore, lontano dalla Forza. E così era stato.

L’esilio, però, gli insegnò qualcosa di nuovo. Ahch-To era pieno di vita, che si distruggeva e rinnovava in un continuo ciclo di eterno equilibrio. Alla luce seguiva l’oscurità, spazzata via da nuova luce e questa da nuova oscurità. In un certo senso, ciò valeva anche per la Forza e la storia della Galassia: non esisteva un equilibrio definitivo, ma una continua lotta tra due poli opposti di un’unica entità, che nel corso del tempo si erano fronteggiati. Alla caduta della Repubblica aveva fatto seguito l’oscurantismo, cui lui stesso aveva messo fine, se non altro per breve tempo.

Finchè non arrivò Reydb. La ragazza portava notizie orrende, la morte di Han e la distruzione del sistema di Hosnian, che Luke, poichè sconnesso dalla Forza, non aveva potuto percepire. Nonostante l’insistenza di Rey, Luke si rifiutò di addestrarla, poichè non avrebbe creato un altro Jedi destinato a fallire. Si convinse solo alla fine di impartirle tre lezioni, alla fine delle quali Rey avrebbe desistito, confermando i dubbi del maestro, oppure gli avrebbe dimostrato il contrario. Rey non era tanto diversa da Luke da giovane; coltivava la speranza sopra ogni cosa ed aveva un profondo senso di attaccamento verso i suoi amici, avvicinandosi spesso, in modo molto pericoloso, al lato oscuro. Non appena Rey partì per sfidare Kylo Ren e Snoke, Luke decise di indossare gli abiti cerimoniali Jedi, per dare all’Ordine Jedi una fine, seppure degna. Avrebbe bruciato l’albero-Tempio e con esso i testi sacri. L’arrivo di Yoda in forma di fantasma scosse Luke, che, a quanto pare, non voleva fino in fondo portare a compimento il suo piano. Fu Yoda a distruggere il tempio, con sgomento di Luke. Il passato oramai non solo apparteneva al passato, ma era un pantano da cui ci si sarebbe dovuti salvare. I Jedi avevano fallito, ciò non significava che non potessero essere ancora necessari, se avessero appreso come rinnovarsi. E proprio dalle sconfitte dei maestri, i nuovi studenti avrebbero potuto imparare. 

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In un ultimo atto di sacrificio, Luke proiettò un’illusione di un sè giovane contro Kylo Ren, impegnando l’intero Primo Ordine che aveva preso d’assalto la Resistenza su Crait. Lo sforzo fu immane e ne causò la morte. Con un ultimo sguardo, Luke vide i soli di Ahch-To tramontare: un giorno era terminato, con la consapevolezza ritrovata e la promessa che ne sarebbe venuto uno più splendente.


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Supervisor Editor

Appassionato di Star Wars dal 1996, quando mio padre mi regalò il primo Millennium Falcon. Da allora, continuo a seguire tutto ciò che riguarda la Galassia Lontana Lontana, con particolare attenzione al canone.

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