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La Collezione Bogan – Guida al Canon

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I Jedi perseguivano la luce e, allo scopo di difendere la vita, hanno sempre combattuto, qualunque fosse la forma che assumeva, il lato oscuro della Forza. Non si limitavano a fronteggiare i rivali Sith, ma anche ad indebolire il lato oscuro recuperando oggetti, manufatti e tutto ciò che da questo fosse stato toccato. Tali oggetti venivano custoditi nel Tempio Jedi su Coruscant e componevano la Collezione Bogan.

Il termine “Bogan” sta ad indicare il lato oscuro della Forza, al contrario dell'”Ashla“, la Luce, che bilancia il primo. Il Bendu usa questi due termini per riferirsi ai due aspetti della Forza, ma sono noti ed impiegati anche in altre culture. Ad esempio, i Lasat credono nell’Ashla, termine che sta ad indicare non solo il lato chiaro, ma , in generale, la Forza stessa. La Collezione Bogan, chiamata anche “Archivio degli Artefatti Proibiti”, è una raccolta di oggetti, fra cui spade laser, come quella di Darth Krall, elmetti e maschere Sith,  pergamene ed altri oggetti comunque legati al lato oscuro, non necessariamente ai Sith. All’interno della Collezione, infatti, vi erano anche strumenti e manufatti legati anche a culti diversi dagli acerrimi nemici dei Jedi, come gli Stregoni di Tunds e gli Yacombe, pur sempre devoti al Bogan.

La Collezione Bogan – Guida al Canon, Star Wars Addicted

La Collezione comprendeva, fra gli altri oggetti, delle statue raffiguranti una guerriera regina umana, una creatura insettoide, una aviaria ed una anfibia, che, ai tempi dell’Alta Repubblica, furono rinvenute dal Cavaliere Jedi Cercavia Orla Jareni e dal Maestro Chomac Vitus, a bordo della stazione spaziale Amaxine, orbitante attorno ad una stella morente, costruita sopra un mondo ricco di vita vegetale. I Jedi pensavano che le statue fossero la fonte di energia oscura. In verità, esse erano sì intrise del potere del lato oscuro ed erano state effettivamente costruite dai Sith; ma avevano una funzione particolare. Servivano a contenere i Drengir, mostruose piante senzienti connesse al lato oscuro che furono in passato sfruttate dai Sith, per essere poi segregate sul misterioso planetoide dagli stessi alleati che le avevano tradite.

La Collezione Bogan fu scoperta anche dal giovane Dooku, al tempo, un iniziato, insieme al compagno Sifo-Dyas. I due, poco inclini al rispetto delle regole, furono incuriositi da quei manufatti, nonostante fosse vietato l’accesso all’Archivio. Dooku, toccando un pezzo di metallo, fu sopraffatto dalle visioni di un Tirra’taka, bestia da guerra Sith, connessaal futuro Signore Oscuro da un legame con il suo mondo natio Serenno. Sconvolto da quanto stava accadendo, distrusse molti pezzi dell’Archivio e ferì il suo amico.

La Collezione Bogan – Guida al Canon, Star Wars Addicted

Sicuramente  il manufatto più interessante era l’elmo di Lord Momin, un Sith eretico persino per i simili, che omaggiava il lato oscuro con opere d’arte sadistiche, realizzate con i corpi, o i resti, delle sue vittime. I Jedi lo perseguirono fino a sconfiggerlo. Ma lo spirito di Momin perdurò all’interno del suo elmo, e passò, insieme al resto della Collezione, nelle mani dell’Imperatore Palpatine, bramoso di accrescere il proprio potere e la conoscenza del lato oscuro, in ogni sua manifestazione. Darth Sidious, infatti, non aveva una visione ortodossa del credo Sith, cosa che lo svincolava dal rispetto di regole troppo rigide. Si pensi al fatto che avesse apertamente violato la Regola dei Due, attirando Dooku verso il lato oscuro, nel periodo in cui Darth Maul era ancora suo apprendista. Aveva persino contattato Madre Talzin, potente Sorella della Notte, per “mescolare” la magia di Dathomir con i segreti dei Sith. In questa sua bramosa ricerca del potere, Palpatine era dedito alla scoperta di artefatti che fossero potenti nel lato oscuro. Una volta occupato il Tempio Jedi di Coruscant e trasformatolo nel Palazzo Imperiale, non dovette fare altro che stringere la Collezione fra le sue grinfie.

Cosa ne pensate della Collezione Bogan? Fatecelo sapere e che la Forza sia con voi!

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Supervisor Editor

Appassionato di Star Wars dal 1996, quando mio padre mi regalò il primo Millennium Falcon. Da allora, continuo a seguire tutto ciò che riguarda la Galassia Lontana Lontana, con particolare attenzione al canone.

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