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Star Wars: Droids – Guida al Legends

Tra i contenuti presenti su Disney+ nella sezione Star Wars Vintage troviamo la serie televisiva Star Wars Droids. Così come la serie dedicata agli Ewok, Droids è un interessante esperimento di espansione della storia raccontata dalla trilogia originale. Per certi versi, entrambe le serie anticipano ciò che Disney sta facendo oggi, rendendo Star Wars crossmediale.

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È dunque molto interessante analizzare gli esperimenti narrativi del passato, diretti, seppure indirettamente, dallo stesso George Lucas. Droids racconta una serie di avventure di R2-D2 e C-3PO e, non solo vede la galassia lontana lontana dal punto di vista dei suoi droidi più famosi, ma colloca questi ultimi al centro dell’immaginario. Tramite loro scopriamo personaggi e pianeti, seguiamo l’espandersi del malvagio Impero e apprezziamo vari tipi di riferimenti ai film.

La serie è un prequel rispetto a Una Nuova Speranza e, vale la pena ribadirlo, non appartiene al Canone. La sua narrazione, pertanto, non deve essere coerente con quella di altre opere, così come non lo sono i pianeti o i personaggi. La prima stagione si suddivide in 13 episodi, a loro volta suddivisi in archi narrativi che si compongono di 4 o 5 episodi. Per ciascuno arco narrativo R2-D2 e C-3PO fanno riferimento a “padroni” diversi, che in un modo o nell’altro ricordano il loro rapporto con Luke Skywalker e con gli altri personaggi incontrati nei film. La seconda stagione, invece, si compone di un unico film da poco meno di un’ora, che vede i due droidi alle prese con il cattivissimo androide il grande Heep.

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L’idea per Droids e per i contenuti sugli Ewok nasce durante la lavorazione dello Star Wars Holiday Special nel 1978, quando il regista David Acomba mostrò a Lucas un recente film realizzato dalla società di animazione Nelvana. Quella visione convinse Lucas ad acquisire la Nelvana, a cui nel 1984 assegnò la produzione delle due serie animate. L’obiettivo di Lucas era chiaro, avvicinare il pubblico più giovane a Star Wars e, infatti, entrambe le serie sono principalmente rivolte ai ragazzi.

Poiché Lucas non aveva ancora le idee chiare su quello che sarebbe stato il futuro di Star Wars, per queste serie scelse dei personaggi che non alterassero il senso principale dei film. Al tempo stesso puntava a creare qualcosa di molto vicino ai film, che ne espandesse le storie e i personaggi. In Star Wars Droids, infatti, abbiamo lo stesso Anthony Daniels, con il suo humour britannico, a doppiare 3PO, mentre R2-D2 sfoggia ancora tutto il campionario di suoni e di bip uditi nei film.

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Star Wars Droids, benché appartenga al Legends, come abbiamo detto, è costruito per essere in tutto e per tutto compatibile con il Canone. Tuttavia, la fase conclusiva di Episodio III: La Vendetta dei Sith introduce un problema di continuità rispetto a Droids. Infatti, R2-D2 e C-3PO vengono qui assegnati a Raymus Antilles, Capitano della Tantive IV ai tempi dei fatti di Una Nuova Speranza. Sembrerebbe che tra Episodio III ed Episodio IV R2-D2 e C-3PO abbiano avuto un solo padrone, mentre nella serie televisiva ne hanno diversi.

Star Wars: The Ultimate Visual Guide pone rimedio a questo problema di continuità, affermando che i due droidi si separano accidentalmente da Antilles per poi tornare sulla Tantive IV poco prima dei fatti raccontati in Una Nuova Speranza. Secondo la serie The Droids Re-Animated, pubblicata sul blog di Star Wars, la Tantive IV subisce un’incursione da parte di un gruppo di pirati, i quali costringono i droidi ad abbandonare la nave con una capsula di salvataggio.

Questa vicenda sembra essere ripresa dai primi quattro episodi di Droids, quando R2-D2 e C-3PO si ritrovano a bordo di una capsula di salvataggio tra le dune del pianeta desertico di Ingo. Qui, i due droidi fanno la conoscenza di Thall Joben, un umano dai capelli rossi, e di Jord Dusat, il suo corpulento amico. I due, amanti delle corse clandestine, sono proprio alla ricerca di un droide astromeccanico per la loro nave da corsa, la White Witch, con cui vogliono partecipare alla famosa Boonta Speeder Race. Su Ingo, però, domina una famiglia di gangster, i Fromm, che limita la libertà personale dei cittadini mentre altre fazioni le si contrappongono. Tra i ribelli alle gang troviamo anche la giovane ragazza Kea Moll, che presto si unisce al gruppo, insieme alla madre Demma, originarie di Annoo.

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Thall Joben, Jord Dusat, Kea e Demma Moll

Insieme a Thall e Jord, infatti, Kea organizza il furto e la distruzione della Trigon One, una grossa nave spaziale con la quale i Fromm sperano di soggiogare definitivamente le gand rivali. Mentre i Fromm rapiscono Demma e Jord, R2D2 e Thall sabotano la Trigon One in modo che si schianti sulla base della famiglia Fromm su Annoo. Il gruppo libera i prigionieri dalla base proprio prima dello schianto, in cui la Trigon One, come da piani, rimane distrutta. Nell’ultima puntata dell’arco narrativo, invece, il gruppo di ribelli deve vedersela addirittura con Boba Fett, assoldato dai Fromm per catturarli. Quando la Zebulon Dak Speeder Corporation offre un lavoro a Thall e Jord, R2-D2 e C-3PO decidono di abbandonarli: la corporazione, infatti, non accetta i droidi fra i suoi lavoratori e, restando, avrebbero rischiato di far perdere il lavoro ai loro amici.

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Boba Fett

Nell’arco narrativo successivo R2-D2 e C-3PO si rendono conto di quanto siano poco utili nei lavori tradizionali: senza l’avventura e il rischio, si perde quel qualcosa in più che hanno rispetto agli altri droidi. Questo è l’arco narrativo migliore, perché la storia dell’erede al trono di Tammuz-an Mon Julpa è di quelle che meriterebbero di essere riprese nel Canone. Quando R2-D2 e C-3PO si ritrovano in un’asta per droidi insieme a Mon Julpa vengono acquistati da un giovane contadino di nome Jann Tosh, che li porta dallo zio per il lavoro nelle miniere.

I due, però, si rendono conto che il terzo droide tale non è, ed è proprio un essere vivente, scopriranno trattarsi di Mon Julpa. Scoprono che il visir Ko Zatec-Cha ha ingaggiato un cacciatore di taglie, IG-88 (già visto ne L’Impero Colpisce Ancora), per uccidere Mon Julpa. Lui è infatti il legittimo erede al trono di Tammuz-an, che il visir vuole usurpare. Mentre il gruppo si avvicina a Tammuz-an, inoltre, viene attaccato da un gruppo di pirati guidato da Gir Kybo Ren-Cha, meglio conosciuto come Kybo Ren. Ora, non si tratta ovviamente di una coincidenza: quando è stato deciso il nome di Kylo Ren evidentemente si è preso ispirazione da questo personaggio o, per meglio dire, da questo nome.

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Kybo Ren

Corpulento e ben distante dal leader dei Cavalieri di Ren, Kybo Ren diventerà presto il principale ostacolo per Mon Julpa. Lui riesce a sconfiggere il visir e a riconquistare il trono, ma Kybo Ren e la sua squadra rubano dei caccia imperiali e rapiscono Jann, i droidi e la pilota Jessica Meade sul pianeta acquatico di Tarnoonga. I pirati vogliono attaccare Tammuz-an e per indebolirlo ostacolano i rifornimenti di carburante verso il pianeta. Quando Mon Julpa entra in conflitto con il suo rivale politico Lord Toda per la spartizione dei territori di Tammuz-an, Kybo Ren cerca di ostacolare le trattive rapendo la figlia di Lord Toda, Gerin, per la quale Mon Julpa ha una cotta.

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Mon Julpa con i figli Coby e Gerin

Dopo alterne vicende Ren riesce a imprigionare Gerin grazie all’aiuto del suoi braccio destro Jyn Obah (altro riferimento del Canone? Jyn Erso?). Infine, Mon Julpa, Gerin e i droidi aiutano Lord Toda e i suoi guerrieri a sottomettere Ren e i pirati e ad arrestare Kybo Ren, mentre Mon Julpa e Lord Toda raggiungono un accordo.

Nell’arco narrativo successivo, R2-D2 e C-3PO incontrano il loro nuovo padrone, Mungo Baobab, sul pianeta di Manda. Baobab gestisce la compagnia commerciale Baobab Merchant Fleet ed è ricercato dall’Impero. Per rinvigorire i suoi affari vuole trovare un percorso sicuro attraverso il Mantello dei Sith per raggiungere il sistema di Roon, dal quale può trasportare minerali preziosi e rivenderli in altri posti della galassia. Il suo piano però è ostacolato dall’Impero e in particolare dal malvagio Ammiraglio Terrinald Screed.

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Mungo Baobab

In particolare, sono le Roonstones che possono dare la ricchezza a Baobab e per impossessarsene deve partecipare ai Roon Colonial Games, alla cui vittoria ambisce anche Nilz Yomm insieme alla figlia Auren, verso la quale Mungo prova dei sentimenti. Mungo scopre che anche lo zio Oggem Baobab è stato alla ricerca delle Roonstones e grazie alle sue ricerche si mette sulla traccia delle pietre. Nel suo viaggio verso Roon si imbatte nel Governatore Koong, anche lui alla ricerca delle Roonstones e disposto a tutto, anche a scendere a patti con Screed, pur di arrivare prima di Baobab.

Per impressionare l’Ammiraglio, Koong scatena una malattia letale su Umboo, pianeta natale di Nilz e Auren, e tra le altre vittime colpisce anche la madre di Auren, Bola Yomm. Solo un particolare siero può salvarla. Nel frattempo anche lo stesso Koong si ammala di Rooze, la malattia che ha contribuito a diffondere. Mentre Koong scompare definitivamente, Nilz e Mungo ottengono il siero e salvano Bola, dichiarando la fine della tirannia di Koong.

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L’Ammiraglio Screed e il Governatore Koong

Finisce così la prima stagione, mentre nella seconda troviamo R2-D2 e C-3PO ricongiungersi con padron Mungo. Non prima di essere catturati dal terribile e gigantesco Heep, che li mette in grossa difficoltà. Heep, infatti, deve periodicamente ricaricare la sua energia ingurgitando delle unità R2. Allo stesso tempo, Heep fa installare un divoratore di umidità che aspira tutta la pioggia sul pianeta agricolo di Biitu, mettendo in difficoltà tutti i suoi abitanti. Heep ha bisogno che tutto sia asciutto per estrarre il minerale combustibile che serve a lui e all’Impero.

Rapisce anche Mungo che, solo con l’aiuto di R2-D2 e C-3PO, insieme a un giovane ragazzo di Biitu, Fidge, riesce a fuggire. R2 prende il controllo di una nave spaziale e fa fuoco sul divoratore di umidità, distruggendonolo. È la mossa vincente per un finale decisamente commovente.

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