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Irvin Kershner – I registi della Saga

Irvin Kershner, nasce nell’aprile del lontano 1923 a Philadelphia e fin da giovane si dedica allo studio della musica, imparando a comporre ed a suonare il violino e la viola; in seguito decide di frequentare la Temple University – Tyler School of Fine Arts della sua città natale fino al momento in cui trasferisce prima a New York, dove inizia una collaborazione con il pittore Hans Hoffman, e poi a Los Angelse dove studia fotografia all’Art Center College of Desing.

Irvin Kershner, Irvin Kershner – I registi della Saga, Star Wars Addicted
Irvin Kershner.

Muove i suoi primi passi nel mondo della settima arte ottenendo il ruolo di insegnante di fotografia alla scuola di Cinema della University of Southern California (dove nella sua aula avrà modo di sedere negli anni anche un giovane George Lucas) grazie a questo lavoro riesce a permettersi di seguire le lezioni del corso di cinema. Tempo dopo accetta un nuovo impiego come fotografo per la sezione cinematografica del dipartimento di stato, che decide di assegnare a Kershner la cura di regia e fotografia di alcuni documentari in Iran, Grecia e Turchia. Grazie all’esperienza maturata con i documentari riesce ad entrare nel mondo della televisione e si ritrova presto dietro la macchina da presa per realizzare episodi di serie TV come Peyton Place e Philip Marlowe. Successivamente inizia a dirigere i suoi primi lungometraggi fra cui spiccano Face in the Rrain, Una splendida canaglia, La vendetta dell’uomo chiamato cavallo e Occhi di Laura Mars.

Nel frattempo, a fine anni settanta, il creatore di Star Wars, George Lucas, è fortemente stressato dalla supervisione del suo impero in continua crescita e dalla riorganizzazione della Lucasfilm. Dopo averci pensato sopra per diverso tempo decide di non riservarsi il ruolo di regista del secondo tassello della sua saga, preferendo ritagliarsi invece quello di produttore esecutivo, si mette quindi alla ricerca di un valido sostituto che si accolli l’onore e l’onere della regia del sequel di Star Wars.

Gary Kurtz, amico di Lucas nonché partner produttivo del film, in alcune interviste raccolte durante gli anni descrive quel periodo come un momento molto stressante perché “La percezione comune è quella per cui se un sequel funziona è merito del regista originale, se invece fallisce è colpa tua”. Lucas e Kurtz si mettono alla ricerca di un valido regista e prendono in considerazione diversi nomi (fra cui quello di un giovanissimo Paul Verhoeven) e decidono infine di offrire la sedia della regia proprio a Irvin Kershner, da sempre particolarmente apprezzato da George per la sua capacità di esplorare i personaggi. Il giovane Lucas, ancora scottato dalla sua precedente esperienza con Hollywood, in uno dei loro primi incontri di lavoro afferma:

“Sai tutto ciò che un regista di Hollywood dovrebbe sapere, ma non sei Hollywood.”

Inizialmente Kershner, fermamente convinto che nessuno possa realizzare un film migliore dello Star Wars originale, rifiuta il lavoro. E’ solo dopo una solida insistenza da parte del suo ex allievo (e del suo stesso agente, che vede in questo lavoro un ottima svolta per la carriera di Irvin) che Kershner accetta l’ingaggio, chiedendo l’assoluta libertà creativa riguardo ciò lui stesso ritiene sia meglio per la buona riuscita della pellicola, incluse eventuali riscritture. Lucas accetta e chiarisce che, diversamente dalla maggior parte dei titoli del periodo, il nome di Kershner non sarà accreditato all’inizio del film ma bensì alla fine, in modo da non spezzare la magia della galassia di Star Wars.

Con un budget stimato fra i 18 ed i 25 milioni di dollari la lavorazione de L’Impero colpisce ancora ha inizio nel marzo del 1979 e nella mente del regista questo secondo capitolo ha già una sua chiara forma: deve essere un film più tetro e concentrato sulla psicologia dei personaggi. Il regista dichiara:

«Sentivo di aver bisogno di umorismo, ma non di gag. Sentivo di aver bisogno di una storia d’amore, ma non di smancerie, doveva essere tutto più implicito. E sapevo di aver bisogno che qualcosa di potente accadesse nell’animo di Luke».

Irvin Kershner, Irvin Kershner – I registi della Saga, Star Wars Addicted
Il momento in cui l’animo di Skywalker viene spezzato.

La pellicola, sempre secondo la visione del regista, dovrà avere le peculiarità tipiche del secondo atto di un dramma, in cui la situazione iniziale si complica drasticamente e gli equilibri a cui gli spettatori si sono oramai abituati vengono scossi.

A tale proposito Kershner definisce il film:

«Il secondo movimento della sinfonia, per questo volevo che alcune cose rallentassero, che finisse in un modo che ti facesse venir voglia di sentire il vivace, il prossimo film, l’allegretto».

Irvin Kershner revisiona più volte la sceneggiatura durante le riprese, dichiarando: «Lavoro così a lungo sul copione che so cosa ci aspetta da una scena quando la giro. Ma quando giro il mio concetto cambia per via di quello che ho già girato o capisco che quella scena non serve, che devo mostrare meglio un personaggio. Ci sono centinaia di considerazioni da fare prima di girare una scena». Un esempio delle sue riscritture lo si trova nell’introduzione del personaggio di Yoda, che inizialmente veniva presentato in maniera molto più seria e solenne mentre Kershner decide di alleggerire il tutto, ideando la scena dell’incontro con Luke in cui il nostro piccolo verdastro amico si comporta in maniera dispettosa. Anche la sequenza in cui Han Solo viene congelato nella grafite inizialmente viene scritta con un dialogo diverso, alla dichiarazione d’amore di Leia il contrabbandiere avrebbe dovuto rispondere con un “Ti amo anch’io”, ma il regista si rende conto che la battuta non è adeguata al personaggio e chiama Harrison Ford per un colloquio in cui quest’ultimo elabora l’oramai leggendaria battuta “Lo so”; battuta che Lucas ritiene inizialmente troppo comica, salvo poi ricredersi sulla bontà della scena dopo una proiezione di prova con il pubblico.

Irvin Kershner, Irvin Kershner – I registi della Saga, Star Wars Addicted
Un momento di pura ilarità fra Ford e Kershner.

Durante le riprese del film il rapporto fra Lucas e Kershner nel complesso risulta sereno, se pur con qualche sporadica tensione, come facilmente prevedibile visto l‘attaccamento e l’amore di George per la sua creatura. In tal senso una lente d’ingrandimento interessante sul quel periodo viene data dall’addetto agli effetti speciali (e futuro regista) Joe Johnston, che afferma:

«Penso ci siano un sacco di cose che non sapremo della loro relazione professionale. Credo che George fosse occasionalmente frustrato con lo stile di Kershner. Si rifiutava di girare i totali, un peccato capitale nel manuale da regista di George».

Irvin Kershner, Irvin Kershner – I registi della Saga, Star Wars Addicted
Irvin, George e Vader in posa sul set.

Negli anni dopo l’uscita del film Kershner non risparmia frasi di encomio rivolte al suo ex allievo: “George è stato il miglior produttore con cui abbia mai lavorato. Mi ha lasciato lavorare da solo ed è venuto in Inghilterra poche volte. A un certo punto gli dissi che ero in ritardo, non che fosse colpa di nessuno, ma perché il film era così complesso… molti degli effetti speciali che sono stati fatti sul set spesso non hanno funzionato affatto. La sua risposta fu, “Continuate a fare quello che state facendo. Continuate a sperare “. Questa è stata la cosa più grande che un regista possa sentire da un produttore.”

Irvin Kershner, Irvin Kershner – I registi della Saga, Star Wars Addicted
Kershner mentre impartisce le sue direttive a C-3PO (Anthony Daniels).

Riguardo al proprio stile cinematografico Kershner dichiara:

“Mi piace riempire la cornice con le facce dei personaggi. Non c’è niente di più interessante del paesaggio del volto umano.”

Dopo l’esperienza nella Galassia lontana lontana Irvin Kershner ha continuato la sua carriera di regista, purtroppo senza mai riuscire a replicare il successo avuto con Star Wars. Nel 1983 ha diretto Mai dire mai, pellicola che, se pur non facente parte della saga principale, vedeva il ritorno di Sean Connery nei panni di James Bond. Nel 1990 ha diretto il sequel di Robocop, suo ultimo film uscito al cinema. Nel 2010 infine scompare dopo lunga malattia all’età di 87 anni.

Non possiamo che essere grati a Irvin Kershner per il suo importante lavoro all’interno della nostra amata saga, è anche grazie a lui che la Trilogia Originale di Star Wars è così amata e che Episodio V: L’Impero Colpisce Ancora viene da molti considerato il miglior film della saga.

Irvin Kershner, Irvin Kershner – I registi della Saga, Star Wars Addicted
That’s amore!

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Senior Editor

Classe 1990, nel 2002 scopro la saga di Lucas e me ne innamoro, con la trilogia classica nel cuore. Appassionato di cinema in tutte le sue forme, di rock, heavy metal e trekking. Lo dico e lo ripeto: sono anni meravigliosi per amare la galassia lontana lontana.

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