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Darth Maul: echi e paradossi tra fumetto Canon e Legends – Parte 1

Sin dal suo debutto in La minaccia fantasma, Darth Maul ha saputo imporsi come uno dei personaggi più rappresentativi dell’intera saga. Col tempo, altri archi narrativi esterni ai film hanno sviluppato il personaggio: serie tv e diversi episodi a fumetti hanno visto la sua ascesa da folle relitto vivente a re di Mandalore, fino ad arrivare al suo confronto finale con Kenobi.

In questo approfondimento, ci occuperemo dei fumetti che hanno come protagonista proprio il primo apprendista di Darth Sidious, alla ricerca di echi e paradossi fra Canon e Legends.

Parte 1: un paradosso stilistico

Quando nel 2013 si decise di escludere dalla sesta stagione di The Clone Wars (TCW) l’arco narrativo dedicato alla fuga di Darth Maul dalla prigionia di Sidious, fu proposto alla Dark Horse Comics di produrre, da quella sceneggiatura già pronta, una serie a fumetti. L’adattamento fu affidato a Jeremy Barlow e i disegni a Juan Frigeri, anche se lo stesso Filoni ha rivelato che dialoghi, trama e sviluppo del personaggio erano già tutti negli script di TCW consegnati alla casa editrice. La serie, dal titolo Son of Dathomir (SOD), fu pubblicata nel 2014, in quattro numeri (che ricalcavano i quattro episodi inizialmente concepiti).

Proprio a causa di queste sue radici nella serie televisiva, l’opera rimase nel Canon quando nel 2015 la Disney, nuova proprietaria del marchio “Star Wars”, decise di ascrivere al Legends tutte le produzioni narrative inerenti alla galassia lontana lontana ed esterne a serie televisive o film fino ad allora usciti.

Andiamo ad analizzare più nel dettaglio la narrazione.

Trama e stile: Son of DathomirDeath Sentence

La storia si apre sul pianeta Stygeon, con un’immagine della prigione dove Maul, dopo l’epilogo della stagione 5, è rinchiuso. In un’ottica di progressivo avvicinamento, questa prima pagina si chiude con un’immagine della porta della prigione dello zabrak, sorvegliata da due superdoridi da battaglia, e con un primo piano della parte inferiore del volto di Darth Sidious.

Darth Maul: echi e paradossi tra fumetto Canon e Legends – Parte 1, Star Wars Addicted

Nella pagina successiva, vediamo Maul imprigionato: dopo un breve colloquio con il maestro di un tempo, entra Dooku.

Darth Maul: echi e paradossi tra fumetto Canon e Legends – Parte 1, Star Wars Addicted

Un inizio sicuramente molto dinamico: dopo una pagina di contestualizzazione, vediamo subito i personaggi dialogare. Confrontiamolo con l’inizio di un altro fumetto che vede Maul protagonista: Death Sentence (DS), scritto da Tom Taylor e disegnato da Bruno Redondo. Pubblicato sempre dalla Dark Horse ma nel 2012, questo fumetto Legends è idealmente ambientato tra le stagioni 4 e 5 di TCW, e vede quindi Maul in duo con Savage Oppress.

L’incipit è il seguente: sul pianeta Paklan un informatore avverte un gruppo armato di aver avvistato Maul e Savage dentro un locale. A pagina 2, un negoziatore entra per tentare una mediazione. Questo è quello che succede a p. 3:

Darth Maul: echi e paradossi tra fumetto Canon e Legends – Parte 1, Star Wars Addicted

Una mano vestita di nero si muove nel buio: servono solo due vignette a mostrarci il suo uso violento della Forza.

A p.4 il gruppo decide di fare irruzione, e intima ai due di arrendersi. Questo è quello che leggiamo a p. 5:

Darth Maul: echi e paradossi tra fumetto Canon e Legends – Parte 1, Star Wars Addicted

Un mantello scuro, due occhi chiari e brillanti. Poi le parole, “Savage, pensaci tu”. È proprio Maul. Dopo un intermezzo che ci porta nel tempio jedi di Coruscant, la storia prosegue. A p. 9 Maul si difende con la sua gamba meccanica da un wookie che si avvicina in modo ostile. A p.10, finalmente, si scatena:

Darth Maul: echi e paradossi tra fumetto Canon e Legends – Parte 1, Star Wars Addicted

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Quello che leggiamo in Death Sentence è sicuramente un inizio che si costruisce con una progressione, ed è pensato per attirare l’attenzione del lettore rivelando Maul un poco alla volta, lasciandolo definire da piccoli indizi: una mano, gli occhi, la gamba meccanica.

Non è così in Son of Dathomir: un incipit molto più brusco ci presenta Darth Maul catapultandoci subito nell’azione. Si potrebbe obiettare, giustamente, che sono due inizi ben diversi: in SOD Maul è progioniero, in DS è invece libero di scatenare tutto il suo potere. Una scena dinamica, quindi, può offrire più libertà di scelta fra le tecniche narrative.

Quest’argomento perde forza se analizziamo altri passi delle due opere. Prendiamo un momento meno dinamico di Death Sentence e un frangente più movimentato di Son of Dathomir e mettiamoli a confronto. Osserviamo questa pagina di DS, per esempio, in cui Maul, dopo essere stato ferito in un combattimento sul pianeta Moorjhone, fugge nel deserto. Esausto, crolla a terra.

Darth Maul: echi e paradossi tra fumetto Canon e Legends – Parte 1, Star Wars Addicted

Le immagini di un Maul privo di sensi riempiono la pagina: a distinguere le quattro vignette è solo un avvicinamento progressivo allo zabrak, insieme alla sabbia del deserto che, portata dal vento, si accumula vicino al corpo esausto. Grazie a questa tecnica narrativa, con lo scorrere dell’occhio del lettore scorre anche il tempo della storia: le ore si sedimentano come la sabbia attorno a Maul.

Scene con questo taglio narrativo sono assenti in SOD. Osserviamo il duello iniziale tra Grievous e Maul: un momento sicuramente interessante per molti fan, visto che i due non si sono mai incontrati in The Clone Wars.

Darth Maul: echi e paradossi tra fumetto Canon e Legends – Parte 1, Star Wars Addicted

Eppure, lo scontro viene liquidato con tre vignette (due, se si esclude quella in cui Maul si lancia su Grievous) all’interno delle quali i due incrociano a malapena le spade. Si aggiungano le varie scene della battaglia intorno tra esercito separatista e mandaloriani: l’occhio del lettore è condotto attraverso molte scene diverse, e lo scontro tra due degli antagonisti principali dei Prequel passa quasi inosservato, scorrendo caotico insieme alle altre scene.

Conclusioni

Potremmo paragonare altre scene, ma già gli elementi che sono stati descritti ci portano alle prime conclusioni. Sembra proprio che Son of Dathomir sia un fumetto dal ritmo narrativo alto e totalmente proiettato verso l’azione. Death Sentence, invece, spicca come un’opera molto più attenta ai dettagli, e con una costruzione delle scene più elaborata.

Ma perché questa differenza se, in fin dei conti, sono entrambi fumetti di azione? Probabilmente, ciò che ha garantito a Son Of Dathomir il rango di fumetto Canon, cioè la sua base in una sceneggiatura per la televisione, è anche ciò che ne ha pregiudicato uno sviluppo narrativo più consono al medium che è stato scelto per l’adattamento, ovvero il fumetto. Lo ha detto lo stesso Filoni: gli script sono stati presentati alla Dark Horse già pronti. Ma pronti per la televisione.

A sostegno di questa ipotesi, possiamo confrontare le due intestazioni fuori campo all’inizio della prima pagina di ogni fumetto. Quella si Death Sentence recita semplicemente:

Il pianeta foresta di Paklan.

Quella di Son of Dathomir, invece:

Stygeon, sede di una prigione segreta nota a pochi…

L’intestazione di Death Sentence resta descrittiva, mentre quella di Son of Dathomir, nel suo tentativo di essere allusiva e accattivante, tradisce probabilmente le sue radici in quello che doveva essere il testo della voce narrante fuori campo che sentiamo all’inizio di ogni episodio di TCW.

Questo discorso, ovviamente, non ha l’obiettivo di screditare Son of Dathomir: il fumetto resta infatti una lettura obbligatoria non solo per i fan di Maul, ma per ogni ammiratore della serie The Clone Wars, dal momento che porta a conclusione alcuni archi narrativi iniziati nella quinta stagione e prepara gli spettatori alla settima.

Per questa prima parte è tutto. Appuntamento alla parte 2, in cui analizzeremo la trama della serie su Darth Maul di Cullen Bunn!

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Già lettore e recensore di fumetti Marvel e DC, è un appassionato della saga della galassia “lontana lontana” sin dalla tenera infanzia. Colleziona prevalentemente fumetti e set Lego ispirati a Star Wars.

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