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Perché The Bad Batch esalta la crossmedialità di Star Wars

Editoriale
Questo articolo è un editoriale. Significa che contiene un'opinione, un parere o un'interpretazione personale dell'autore che può - eventualmente - essere diversa o discordante dalle opinioni del resto della redazione di Star Wars Addicted.

Dopo la visione di un super emozionante episodio 15 di The Bad Batch, mi sembra doveroso in un blog dedicato alla serie sulla galassia lontana lontana cercare di fare il punto della situazione. Si, perché questo episodio esalta i punti cardine di Star Wars, in un modo che riesce solo a Dave Filoni, che già in passato ha dimostrato di avere una grande familiarità con il senso ultimo della saga creata da George Lucas.

Non per niente l’episodio inizia con il tema musicale di Kamino in una forma, e questo non succede spesso, quasi del tutto identica al tema che abbiamo sentito nella trilogia prequel. The Bad Batch esalta alcuni punti degli Episodi 1, 2 e 3, e in particolare de L’Attacco dei Cloni. Ma soprattutto esalta quello che è forse il messaggio più importante in assoluto di Star Wars, il conflitto tra il lato buono e il lato cattivo che esiste in ogni essere vivente. Non importa se sensibile alla Forza o meno.

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Lo avevamo visto anche in The Clone Wars 7, quando Rex ha avuto la forza di volontà per liberarsi del chip inibitore nonostante lui non sia un utilizzatore della Forza. Qui la Bad Batch, frammentata in due con il lato buono di Hunter, Wrecker, Tech ed Echo e il lato cattivo con Crosshair, ma con lo stesso scopo, in fin dei conti. Proteggere i cloni dalla malvagità dell’Impero, che con l’operazione Artiglio Guerriero punta a sostituirli con gli assaltatori, ovvero dei volontari arruolati in giro per la galassia che teoricamente sono più fedeli all’Imperatore Palpatine.

Che non si fida dei cloni. Loro, in fin dei conti, sono un parto della Repubblica e, per questo, ci sarà sempre del buono in loro. Stesso scopo, dicevamo. Ma da due punti di vista: quello del lato buono e quello del lato cattivo. È il concetto dell’equilibrio, dove il lato cattivo non è necessariamente un male, ma concorre con quello buono al conseguimento dello scopo. Lo stesso Dave Filoni in un’intervista ha detto che l’equilibrio si spezza quando realizzi qualcosa di egoistico, quando cedi alle tue paure e conseguentemente cadi in una spirale fuori controllo. Se fai delle scelte egostiche e perseveri su questa strada sei condotto alla rabbia, all’odio e alla sofferenza.

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Ma la scelta tra oscurità e luce è sottile, e non è certo limitata ai Jedi e ai Sith, perché tutti lottano per mantenere il proprio equilibrio, per reprimere il lato oscuro. Il Mandaloriano fa una scelta, l’azione disinteressata di proteggere il Bambino, e tutti i Jedi fanno una scelta, mettono in secondo piano le loro stesse vite per proteggere gli altri. Ma fin quando non faranno i conti con il proprio lato oscuro non saranno in equilibrio, e questo può avere conseguenze devastanti.

La Bad Batch, e i cloni, devono fare i conti con tutto questo, Hunter deve affrontare Crosshair. Ma entrambi i lati della Bad Batch concorrono allo stesso scopo, dare una possibilità ai cloni. In maniera anche non completamente volontaria, perché non è tanto il libero arbitrio a determinare le loro azioni, quanto la predisposizione innata in ognuno di noi al conflitto, a schierarci nel bene o nel male perché qualcosa più forte di noi ci impone di farlo.

Il quindicesimo episodio di Bad Batch può essere considerato ripetitivo, perché tratta ancora qualcosa che abbiamo già vissuto in Star Wars, ma è probabilmente questo che i fan cercano: l’esaltazione degli stessi concetti in nuove storie. Forse perché non ne abbiamo mai abbastanza di Star Wars, neanche di una trilogia tanto vituperata come la trilogia prequel.

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Ma attenzione perché The Bad Batch episodio 15 è solo la prima parte del finale. C’è qualcosa d’altro. Sono due gli aspetti centrali di questa narrazione, il conflitto all’interno della Bad Batch (e tutto ciò che consegue dall’operazione Artiglio Guerriero) e Omega, ovviamente. Ne abbiamo già parlato in questo editoriale, ed è per questo che mi aspetto che prima o poi Omega si confronti con Boba Fett. Potrebbe succedere nell’episodio 16, ma potrebbe anche succedere nel prossimo The Book of Boba Fett.

E qui arriviamo al vero snodo della faccenda. Da qui in avanti sono mie considerazioni personalissime, quindi prendetele con le pinze. Ho l’impressione che la coppia Filoni/Favreau con queste serie televisive voglia spiegare la trilogia sequel. The Mandalorian, fra i temi portanti, ha quello delle tecnologie di clonazione kaminoane, ormai evolute fino a conferire a un essere vivente la sensibilità alla Forza. The Bad Batch ci racconta, invece, di come l’Impero si sia impossessato delle tecnologie di clonazione dei kaminoani per piegarle ai propri scopi. Anche se non sappiamo come questo si incrocerà con i piani dell’Imperatore (si noti come il Dr. Pershing in The Mandalorian indossi una tenuta con i simboli kaminoani pur non essendo un kaminoano. Nel frattempo l’Impero ha sterminato l’intera popolazione kaminoana per sostiturla con esseri umani?)

Insomma, Filoni/Favreau ci stanno raccontando non solo come l’Imperatore è stato clonato, ma anche e soprattutto come Rey è stata creata. Rey potrebbe essere il frutto degli esperimenti genetici e di clonazione dell’Impero, iniziati già al tempo della Bad Batch. Potrebbe essere un clone, e NON la nipote di Palpatine nel senso classico come qualcuno vuole farci credere.

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