Guida al Canone
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Piegare lo spazio e il tempo per percorrere anni luce di distanza è stato reso possibile dalla scoperta dell’iperspazio: una dimensione in cui vengono annullate le barriere della velocità, così da permettere di attraversare la Galassia, in giorni, ore, persino minuti.

Accedere a questa dimensione è possibile solo dopo aver infranto la velocità della luce nello “spazio reale”, attraverso un motore ad iperguida, alimentato ad ipermateria. Il principale carburante è il coassio, altamente volatile. Nella camera di reazione, il coassio viene energizzato e la spinta che ne deriva consente l’accesso all’iperspazio. Le navi più piccole, come i caccia TIE dell’era imperiale, sono sprovviste di iperguida. Possono però essere installati anelli esterni ad iperguida, come quelli impiegati dai caccia Jedi.

Iperspazio iperguida, Come funziona l’iperspazio – Guida al Canon, Star Wars Addicted

Nella fase di immissione, le stelle e lo spazio si deformano fino a scomparire in un vortice di luce blu che prende il nome di simu-tunnel. Benchè il viaggio sia normalmente piacevole, il salto nell’iperspazio richiede calcoli particolarmente complessi. È necessario, infatti, inserire le coordinate prestabilite su di una rotta sicura. A volte, occorre effettuare una serie di salti, qualora un percorso diretto verso il luogo di destinazione non sia stato tracciato. Il rischio, altrimenti, è di imbattersi in asteroidi, buchi neri, supernove o ammassi detriti, come il “Cimitero di Alderaan”, o ancora nei Purrgil.

Queste balene spaziali sono probabilmente l’ispirazione alla scoperta dell’iperspazio. I primi navigatori osservarono la capacità innata dei Purrgil di effettuare salti iperspaziali, dopo aver consumato ingenti quantità di gas Clouzon-36.

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Il viaggio nell’iperspazio ha subito un notevole incremento durante l’era dell’Alta Repubblica. Sotto la guida della Cancelliera Suprema Lina Soh, l’estensione delle rotte iperspaziali divenne una delle sue priorità, una delle cosiddette “Grandi Opere”. Nuovi sistemi sono stati raggiunti e annessi proprio grazie al tracciamento di nuove rotte.

Nel corso dei secoli, la famiglia dei San Tekka, di cui Lor è un esponente, nonchè seguace della Chiesa della Forza, ha contribuito, accumulando enormi ricchezze, alla individuazione di nuovi percorsi nell’iperspazio. Circa duecento anni prima della caduta della Repubblica, una banda di pirati chiamati Nihil sfruttò le conoscenze di Mari San Tekka, centenaria e tenuta in vita artificialmente, e in gran segreto, da Marchion Ro, per entrare nei Varchi.

A differenza del viaggio iperspaziale tradizionale, in cui si percorre una corsia, il salto nei Varchi è un continuo cambio di traiettoria, attraverso una tempesta di luci verdi, in cui non si tiene conto di inerzia, accelerazione o decelerazione. Solo un motore a Varco potrebbe tradurre calcoli, che qualsiasi sistema riterrebbe impensabili, in dati di navigazione e sostenere viaggi alquanto turbolenti.

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Il Grande Disastro

Il Grande Disastro del 232 BBY (prima della Battaglia di Yavin) fu causato proprio dalla tecnologia dei Varchi. Una saetta dei Nihil attraversò la rotta del trasporto Legacy Run. L’impatto fu violento e frammenti della nave, con passeggeri vivi a bordo, furono catapultati dall’iperspazio e scagliati come proiettili in quello reale, arrecando danni incalcolabili nell’Orlo Esterno, specie nel Sistema di Hetzal.

L’Impero Galattico studiò a lungo l’iperspazio, non solo per scopi di espansione, ma anche per stanare i propri nemici. Lo star destroyer di classe Interdictor era dotato di generatori di pozzi gravitazionali, capaci di attirare fuori dall’iperspazio coloro che attraversavano le rotte in prossimità della nave. I passeggeri vedevano il tunnel azzurro deformarsi in un caleidoscopio di colori, prima di trovarsi di fronte alla nave imperiale.

Iperspazio iperguida, Come funziona l’iperspazio – Guida al Canon, Star Wars Addicted
Una Corvetta CR90 catapultata fuori dall’iperspazio

Anche il Primo Ordine aveva manifestato interesse per l’iperspazio. In particolare, portò avanti gli studi dell’Iniziativa Tarkin sul tracciamento di navi nell’iperspazio, cosa fino ad allora impossibile. Un team scelto dal Generale Armitage Hux scoprì come implementare tale tecnologia. A bordo della Supremacy era situato un complesso generatore di campo iperspaziale, verso cui confluivano i dati provenienti da numerosi computer e databanks. È grazie a questa tecnologia che il Primo Ordine fu in grado di seguire la flotta della Resistenza fino al Sistema di Crait, dove fu quasi annientata nel 34 ABY.

Sempre in quell’occasione, la possibilità di saltare nell’iperspazio fu impiegata in modo molto creativo, come offensiva, dall’Ammiraglio Amylin Holdo, in quella che è stata ribattezzata la “Manovra Holdo”.

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