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Uno dei poemi epici più importanti della tradizione mandaloriana, questa opera è divenuta con il passare del tempo anche un canto guerriero, giungendo ad essere intonato dai cloni di Jango Fett. Nella sua forma letteraria, la storia narra di un grande scontro fra i Taung – antica razza capostipite culturale dei mandaloriani – e degli Zhell, umani nativi di Coruscant. La battaglia in questione avvenne proprio sul pianeta del nucleo, futura capitale della Repubblica Galattica. L’eruzione di un grosso vulcano interruppe le ostilità, oscurando i cieli sopra le due armate che si fronteggiavano. Sfruttando la cenere e le tenebre createsi, i mandaloriani vinsero la battaglia e scacciarono – temporaneamente – gli Zhell.

Un Taung, razza guerriera originaria di Coruscant che darà origine ai mandaloriani

Da quel giorno il poema epico, la cui traduzione letterale è “Guerrieri dell’Ombra”, venne tramandato di generazione in generazione, finché non venne adattato a canto nella forma intitolata: “Rabbia dei Guerrieri Ombra”. Nel 30 BBY Jango Fett, già assoldato come prototipo dei futuri cloni della Grande Armata della Repubblica, chiamò a sé i Cuy’val Dar, letteralmente “Coloro che non esistono più” a simboleggiare la segretezza della loro missione. Questo gruppo di cento sergenti istruttori – di cui settantacinque mandaloriani – non solo addestrò i cloni nelle più svariate pratiche marziali, ma insegnò loro anche numerosi canti tradizionali. Uno di questi era proprio il canto dei Guerrieri dell’Ombra, solitamente accompagnato dal rombo dei tamburi e da una vera e propria danza rituale.

Jango Fett e Kal Skirata supervisionano l’addestramento dei cloni assieme a due clonatori kaminoani

Fu Kal Skirata, mandaloriano di lungo corso e addetto all’addestramento dei commando della Repubblica, ad insegnare le intonazioni e le movenze ai cloni. L’arrangiamento dovette per forza di cose prevedere una sostituzione di rimandi troppo marcati alla gloria bellica dei mandaloriani, in favore di riferimenti alla Repubblica e ai Jedi. All’inizio Skirata tramandò questo particolare canto/danza solo alle forze speciali da lui addestrate, ma già dopo il primo anno di guerra, nel 20 BBY circa, un gran numero di soldati semplici aveva già appreso la canzone per vie traverse. Ecco il testo in Mando’a:

 

Taung sa rang broka jetiise ka’rta.

Dha Werda Verda a’den tratu,

Coruscanta kandosii adu.

Duum motir ca’tra nau tracinya.

Gra’tua cuun hett su dralshy’a.

 

Kom’rk tsad droten troch nyn ures adenn.

Dha Werda Verda a’den tratu,

Coruscanta kandosii adu.

Duum motir ca’tra nau tracinya.

Gra’tua cuun hett su dralshy’a.

 

Ed ecco la versione tradotta in italiano dall’originale inglese:

 

La cenere dei Taung batte forte nel cuore dei Jedi.

Noi siamo la rabbia dei Guerrieri dell’Ombra,

I primi nobili figli di Coruscant.

Che tutti coloro che stanno davanti a noi accendano il cielo notturno in fiamme.

La nostra vendetta brucia ancora più luminosa.

 

Il guanto di Coruscant colpisce senza pietà.

Noi siamo la rabbia dei Guerrieri dell’Ombra,

I primi nobili figli di Coruscant.

Che tutti coloro che stanno davanti a noi accendano il cielo notturno in fiamme.

La nostra vendetta brucia ancora più luminosa.

 

Questa che potete ascoltare di seguito è la versione cantata dai cloni a mo’ di marcia militare sostenuta.

Le parti strumentali sono incentrate sul didgeridoo, strumento aborigeno australiano che rimanda lontanamente alle sonorità tipiche del continente oceanico – e sottolinea le origini maori di Temuera Morrison –. Questa è una delle molte marce che andremo a scoprire prossimamente ripercorrendo il tracciato musicale di Star Wars: Republic Commando.


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