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Qualcuno fermi l’uomo col cappello

Editoriale
Questo articolo è un editoriale. Significa che contiene un'opinione, un parere o un'interpretazione personale dell'autore che può - eventualmente - essere diversa o discordante dalle opinioni del resto della redazione di Star Wars Addicted.

Dave Filoni, si sa, è una personalità estremamente amata dai fan di Star Wars. L’autore americano deve la sua fama principalmente per aver scritto The Clone Wars e poi, più recentemente, per aver collaborato con Jon Favreau alla produzione di The Mandalorian.

Dal mio punto di vista -spesso in controtendenza, ma mai forzatamente tale- Filoni deve ancora dimostrare molto. Se è vero che la serie animata ambientata durante le Guerre dei Cloni ha riscosso giustamente successi di critica e pubblico, di fatto rivitalizzando e reintegrando, almeno parzialmente, la trilogia prequel, lo stesso non si può certo dire per The Mandalorian. L’opera con protagonista Din Djarin non è infatti esente da grossi difetti, che anzi soprattutto nella seconda stagione (ove la mando di Filoni è più marcata) soffre di evidenti problemi nella narrazione, spezzettata e ostacolata continuamente da occhiolini all’universo animato. Una ricerca del fattore ‘wow’ che si spegne subito, dopo i primi curiosi cameo. Lo stesso mi sento di dire delle capacità tecniche del Filoni regista, che in un episodio come ‘La Jedi’ (dove appare Rosario Dawson nei panni di Ahsoka) restituisce un lavoro piuttosto mediocre, più adatto ad una produzione animata e alla ricerca in maniera ossessiva di scene ‘epiche’, che sfociano spesso in banale imbarazzo visivo.

The Bad Batch

Un preambolo su Filoni utile a parlarvi del vero argomento di questo pezzo: The Bad Batch. La serie con protagonista la Clone Force 99 ha ricevuto il suo primo, lungo, episodio proprio ieri. La sequenza iniziale della puntata è ambientata su Kaller, dove la squadra capitanata da Hunter si ritrova a fare i conti con l’Ordine 66 ed un padawan fuggito: Caleb Dume. Per chi non lo sapesse questa storia è già raccontata nella miniserie del 2015 Kanan, l’ultimo padawan. In questa versione (l’originale) il giovane Jedi non entra in contatto con la Bad Batch, e la maestra Depa Billaba viene uccisa da due cloni che successivamente, nel racconto della fuga di Caleb, si troveranno protagonisti di una sequenza che porterà il futuro Kanan Jarrus a sopravvivere.

Con un colpo di spugna Dave Filoni butta alle ortiche quest’opera, di fatto sovrapponendosi totalmente con i 5 minuti iniziali di The Bad Batch. 5 minuti in realtà inutili ai fini della trama, e congeniali solamente all’autore per portare in scena un personaggio che sente suo, e per questo chiaramente intoccabile da altri autori. L’Ultimo Padawan era una miniserie non solo con una propria dignità (l’Ordine 66 e la fuga di Caleb trovano spazi più ampi e con una dose maggiore di pathos), ma soprattutto con un valore artistico intrinseco, frutto di una collaborazione tra scrittori, disegnatori, coloristi. Il capriccio di Filoni -perché di questo si tratta- non solo, perciò, ha portato alla cancellazione di un’intera opera, ma ha messo in discussione il canone nel suo obiettivo finale: la coerenza narrativa. Se io, in maniera del tutto personale, non ho mai detto il contrario, ovvero che la libertà creativa DEVE essere più importante del fattore ‘universo condiviso’, al tempo stesso trovo inutile e dannoso questo comportamento irrispettoso da parte di un solo autore che pretende di avere il controllo assoluto su una parte importante dell’universo di Star Wars. Un controllo che si declina in una sequenza narrativamente superficiale, e utile solamente a Filoni per mettere la sua firma, per marcare il suo territorio. La dichiarazione d’intenti è palese, e lo StoryGroup trema inevitabilmente di fronte ad una libertà che non doveva essere concessa, soprattutto perché non avvalorata da alcun vero motivo creativo.

Un’opera è stata calpestata per pochi minuti di egocentrismo. Attenzione perciò ad idolatrare una figura come Dave Filoni, è inevitabile altrimenti che le cose finiscano per ritorcersi contro.

 

Executive Editor

Appassionato di Star Wars e della sua vena fantasy, di cinema e di lettura. Prima di tutto però Videogiocatore, hobby che occupa gran parte del mio tempo libero e che cerco di coniugare con l’amore per le storie, in particolare quelle di una galassia lontana lontana.

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