Guida al Canone
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Una vergenza è una intensa concentrazione di Forza attorno ad una persona, come nel caso di Anakin Skywalker, secondo il Maestro Qui Gon Jinn; ad un oggetto, ovvero in un luogo, la cui vicinanza scatena visioni in coloro che sono sensibili all’energia che tiene unita la Galassia.

La Caverna del Male su Dagobah è un luogo oscuro, ben noto ai fans de L’Impero colpisce ancora. Luke ignora i consigli del Maestro Yoda e cede alla rabbia nei confronti di Vader, la cui maschera cela proprio il volto del giovane Skywalker. Se affronterà Vader cedendo alle sue passioni, diventerà un servo del lato oscuro.

La scena mostra quelli che sono gli effetti della Caverna, ma il racconto Vergence, una delle 40 storie raccolte in  From a Certain Point of View: The Empire Strikes Back (Star Wars), ci mostra la vera natura della Caverna.

La Forza scorre in tutto, dalla pietra agli esseri viventi. Laddove sia particolarmente potente, anche un qualcosa di inanimato può risvegliarsi. È ben noto che i cristalli kyber siano, in qualche modo, vivi. Non deve sorprendere perciò che la Caverna sia non soltanto viva, ma abbia sviluppato una coscienza.

Per millenni la Caverna ha percepito le emozioni, i desideri, le pulsioni di coloro che da essa erano attirati. In questo lungo lasso di tempo, il riflettersi nei pensieri e nelle menti altrui ha fatto sì che la Caverna progredisse nella consapevolezza di sé, attraverso una serie di passaggi graduali.

Tempo

La Caverna ha vissuto in un eterno presente, ignara del suo inizio e del suo sviluppo, concetti acquisiti solo guardando dentro i visitatori e dalla loro concezione di vita, crescita, morte.

Ha imparato che il tempo è un flusso, composto dal passato che precede gli esseri che avvicina; da un presente che si ignora e da un futuro verso cui si protende costantemente.

Pensieri

L’eco dei soggetti in grado di percepire la Forza è così potente che ciò ha consentito alla Caverna di distinguere tra le diversi menti che l’hanno toccata e dai desideri che ciascun viaggiatore spingono.

Li poteva sentire mentre, titubanti, si chiedevano cosa avrebbero visto nella caverna; se fossero pronti o meno. Erano questi i timori di coloro che si addentravano nel suo regno. Timori più che giustificati, poiché una volta varcata la soglia, superati i gradini che alcuni impunemente avevano costruito, poteva cibarsi delle loro menti.

Ricordi

È scrutando all’interno dell’animo degli invasori  che la Caverna ha potuto apprendere, ha potuto conoscere della varietà di creature e pianeti che abitano la Galassia. Si è nutrita dei ricordi e dei desideri di chi si addentrava al punto di diventare consapevole di sè, in sostanza viva.

Paura

Così la Caverna ha appreso che dalle emozioni poteva trarre sostentamento. Una in particolare era la più utile. Piegare i pensieri di coloro che da questa erano attratti, deviarne le emozioni, alimentava la sua fame. Così poteva sostenere la sua evoluzione ed acquisire più potere. Non è un caso che fosse definita oscura anche da coloro che praticavano le vie del Lato Oscuro.

Un giorno, Qui Gon, che evidentemente la Caverna già aveva conosciuto, portò un piccolo essere verde. Yoda aveva vissuto un tempo lunghissimo, più di chiunque fosse venuto prima su Dagobah. Provava solo curiosità ed aveva un atteggiamento di circospezione. Era ricco di memorie ed era gravato da un enorme peso. La paura appunto, non per sè, ma per il suo Ordine.

L’occasione era troppo ghiotta e la Caverna gli mostrò ciò che più temeva: un turbinio di spade laser Jedi, avvolte in una nube rossa, dietro alla quale si celava il vero nemico: Sidious.

Nonostante la terribile visione, Yoda, tempo dopo, vi tornò, cosa che nessuno mai prima d’ora aveva fatto. E molte furono le visite, in cui la Caverna poteva percepire Yoda e i suoi pensieri, le sollecitazioni di Obi-Wan, attraverso la Forza, a prendere un nuovo apprendista.

Al primo accenno di paura, la Caverna gli rammentava i fallimenti dell’Ordine Jedi: Dooku, l’esercito di cloni, l’abbandono di Ahsoka Tano, il tradimento di Vader.

Ma Yoda non si scoraggiava. Al contrario di molti, era grato per quei moniti, per il ricordare paure, antiche, insistenti, che doveva ancora affrontare.

Un giorno Yoda mandò Luke Skywalker ad affrontare la Caverna. Non fu difficile  far cadere in trappola il Jedi inesperto, mostrandogli la sua più grande paura, dinanzi alla quale fallì.

Eppure, il ragazzo non si fece scoraggiare. Dal fallimento apprese la lezione. La Vergenza si domandava se fosse stato il piano di Yoda sin dall’inizio.

L’antico Maestro conosceva bene i suoi metodi, così come quelli della Caverna, opposti fra loro, ma entrambi in grado di insegnare qualcosa, in un gioco di riflessi, contrari e speculari.

La Caverna raggiunse un nuovo livello di consapevolezza: l’alleanza.

Luke non fu l’ultimo Skywalker a farvi visita. Trascorsi decenni, Snoke portò Kylo Ren, per sottoporlo alla medesima prova; tuttavia, era ancora forte la presenza di Ben Solo. Mentre la rabbia infuriava contro suo zio, Ben non potè abbattere le visioni dei suoi genitori, nonostanteil desiderio. Snoke, entusiasta della passione del suo apprendista fu però ingannato, così come sarebbe accaduto prima della sua morte.

Nel tentativo di mascherare il suo fallimento, Kylo Ren fece esplodere la Caverna, segnando così la tappa finale della sua evoluzione.

Cosa ne pensate della Caverna del Male? Fatecelo sapere e che la Forza sia con voi!


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