Editoriale
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Certo, non è nata con i favori del pubblico di Star Wars. La violazione del Canone nella contraddizione del fumetto Kanan L’Ultimo Padawan ha certo scosso gli appassionati di Star Wars. Se non altro perché è apparsa ingiustificata: Dave Filoni e gli altri autori di The Bad Batch hanno fatto risalire la morte della Maestra di Caleb Dume, Depa Billaba, su Kaller, proprio come nel fumetto, ma ne hanno modificato i contorni, azzerando quello che rimane uno dei migliori momenti dei fumetti di Star Wars. “In questo volume viene raccontato in maniera molto emotiva il momento della morte di Depa Billaba” dicevamo, infatti, in questo approfondimento.

Tutto perduto. L’episodio pilota di The Bad Batch sovrascrive quella storia, ma perché poi? L’inizio della nuova serie TV ora in onda su Disney+ è parso scialbo: insomma, mi sono chiesto perché Dave Filoni abbia voluto raccontare la storia di questi cloni difettosi apparentemente slegati da tutto e da tutti. Beh, dopo la visione del terzo episodio, Sostituzioni, devo, in parte, ricredermi. The Bad Batch, come The Clone Wars prima di lui, racconta con grande lucidità un momento non troppo conosciuto della storia della galassia lontana lontana. Lucidità a parte la morte di Billaba ovviamente, ma quella è un’altra storia…

Uno dei punti nevralgici di questa narrazione riguarda il conflitto tra Assaltatori e Cloni e i motivi per cui l’Imperatore Palpatine, coadiuvato dal Governatore Tarkin, hanno deciso di rimpiazzare i secondi con i primi. Ovvero, dei punti mai doverosamente trattati nel Canone. Ma se il primo episodio della serie risolveva il problema adducendo una non troppo approfondita questione di costi, con il terzo, appunto, capiamo che la genesi delle milizie imperiali è molto più complessa. E quando c’è da ragionare e unire i puntini, la narrazione cross-mediale di Star Wars dà il meglio di sé (se qualcuno non deciderà di distruggerla definitivamente…)

Una figura centrale di The Bad Batch è l’Ammiraglio Rampart (sperando non prenda definitivamente il sopravvento su Tarkin nelle prossime puntate e che il Governatore di Eriadu rimanga tra i protagonisti), già ideatore del Codice a Catena. Lui ci spiega che l’Impero vuole contare sugli Assaltatori perché sono delle leve fresche, emotive e non opera di innesti genetici e per questo più devote alla causa. A detta sua, potenzialmente possono superare i Cloni perché mossi dalla lealtà di chi si arruola volontariamente. Insomma, sembra che l’Impero voglia che i suoi soldati credano veramente in quello che fanno, vuole un consenso tra la popolazione. Il progetto di Rampart prende il nome di Artiglio Guerriero, un nome che abbiamo già sentito nel film Rogue One.

Spesso si tratta di reietti della società, gente in difficoltà economica o all’ultima spiaggia perché perseguita dalla giustizia. Rancorosi, che credono che l’Impero sia la soluzione rispetto agli errori dell’appena tramontata Repubblica. Ma i nuovi Assaltatori hanno bisogno di maestri che possano addestrarli nell’arte del conflitto verso le prime cellule ribelli (alcune delle quali comandate da Saw Gerrera). Insomma, hanno bisogno dei Cloni.

È qui che nasce il conflitto, per niente banale. Mentre Hunter, Wrecker (decisamente il personaggio più debole della serie), Tech ed Echo hanno beneficiato di un malfunzionamento al loro chip inibitore (in fondo sono cloni difettosi il cui funzionamento di ogni parte non è garantito) per Crosshair qualcosa è andato diversamente. Non è ancora chiaro se il suo chip ha funzionato dove quelli degli altri non lo hanno fatto (si ricordi che anche Rex è riuscito a bypassare il giogo del suo chip inibitore in The Clone Wars 7, in quel caso aiutato dalla Forza e da Ahsoka), oppure se Crosshair creda volutamente alla causa dell’Impero. Come non sono chiari gli obiettivi di Nala Se, come vedremo meglio tra un attimo…

Fatto sta che Crosshair è cattivissimo, e non esita a sterminare i ribelli della cellula su Onderon (notate che scene così violente si vedono difficilmente pure nei film). Non sempre vediamo dei protagonisti agire in maniera così spietata, e questo potevamo aspettarcelo da una serie come The Bad Batch dove dei Cloni, in un momento successivo all’Ordine 66, sono i protagonisti.

Cloni che addestrano Assaltatori a creare il corpo armato di un giovane Impero, ma Cloni che al contempo sono i principali antagonisti degli Assaltatori. Sembra molto promettente. Ma non solo, perché The Bad Batch è anche una sorta di seguito diretto della Trilogia Prequel nella misura in cui Kamino è così centrale nella narrazione. Apprendiamo dettagli molto interessanti sui clonatori kaminoani, con le ottime figure di Nala Se e Lama Su, rispettivamente scienziata responsabile della creazione dei cloni e Primo Ministro di Kamino.

Con la sospensione del progetto di clonazione e con il progetto che rischia di essere mandato in soffitta dagli Imperiali, i kaminoani soffriranno gravi perdite finanziarie. Il materiale genetico di Jango Fett, inoltre, si sta degradando e non può più essere usato per portare avanti gli esperimenti di clonazione. Per questo, infatti, i kaminoani hanno bisogno di una matrice potenziata se vogliono che i Cloni rimangano superiori agli Assaltatori. Se da una parte, dunque, Kamino sembra asservito all’Impero, alcuni atteggiamenti di Nala Se ci fanno pensare che lei sia dalla parte dei cloni difettosi, della Bad Batch ma anche di Omega, e che stia in qualche modo supportando la loro insurrezione. Non solo, sembra che Nala Se abbia volontariamente dato il via al progetto dei cloni difettosi e che Omega, ma forse anche il resto della Bad Batch, sia opera sua.

Omega, appunto. Altro personaggio cruciale, forse il più cruciale. È fin troppo facile trovare delle analogie con The Mandalorian, tra Din Djarin e Hunter e tra Grogu e Omega. La strategia narrativa e psicologica sembra la stessa: conquistare il pubblico, anche quello che non conosce Star Wars, con la tenerezza dei personaggi più giovani, e attraverso il rapporto con i loro “genitori putativi”. Ma se le analogie non si fermassero qui?

Omega è un clone. Sappiamo che è difettoso come i cloni della Bad Batch e che è speciale, ma non sappiamo il motivo. Non solo sembra legata alla nuova matrice che Nala Se sta cercando, ma potrebbe ricongiungersi alla storia che parallelamente viviamo in The Mandalorian e, quindi, al modo in cui l’Imperatore è tornato in vita. Palpatine ha bisogno del DNA da utilizzatore della Forza di Grogu per rendere sensibili alla Forza i suoi cloni ma, prima, potrebbe aver avuto bisogno anche di una nuova tecnologia di clonazione, per clonare il suo corpo e realizzare il “vascello”, così come altri cloni come Snoke.

Al di là di questo, dopo un avvio che più terribile non si può, The Bad Batch, ora ne sono convinto, ha grande potenziale. Come The Clone Wars può essere un modo meraviglioso per il dispiegarsi di una parte della storia della galassia lontana lontana che in fin dei conti è (quasi) tutta da scrivere, con i suoi personaggi e i suoi mondi, i suoi eroi e i suoi cattivi…


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