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Tentato dalla promessa di potere dell’Imperatore Palpatine, l’ex Cavaliere Jedi Anakin Skywalker ha ceduto al potere del Lato Oscuro. Anakin Skywalker è rinato come il Signore Oscuro dei Sith Darth Vader. Parliamo, ovviamente, dei fatti subito successivi alla trilogia prequel, dove ritroviamo un Darth Vader, a metà tra macchina ed essere umano, muovere i primi passi nel nuovo Impero Galattico. È molto diverso dal Darth Vader post-Yavin perché è ancora totalmente fiducioso della strada perseguita insieme a Palpatine.

Se dopo muoverà i suoi passi in maniera parallela, alle volte alternativa, a quelli dell’Imperatore, adesso è un Vader che deve scoprire molto del Lato Oscuro, e per certi versi ne è curioso. Predilige asservirsi a Palpatine piuttosto di ammettere il suo errore e riconoscere che Obi-Wan aveva ragione. Con l’Ordine 66 Palpatine è riuscito a compiere un qualcosa di cui nessun Sith era mai stato prima capace: annientare l’Ordine dei Jedi. Ha ucciso quasi tutti i Jedi, si è impossessato delle loro spade laser e, per mano del suo collaboratore, il Visir Mas Amedda, le ha fatte distruggere.

Palpatine offre una prima missione a Vader, forgiare la sua spada laser. Gli spiega che non può servirsi di un cristallo kyber di una spada laser di un Jedi morto. La sua missione, dunque, è trovare un Jedi ancora vivo, ucciderlo e sottrarre il cristallo kyber dalla sua spada laser per costruirne una nuova. Il cristallo riconoscerà i sentimenti del suo nuovo utilizzatore e, se questi sarà realmente passato al Lato Oscuro, sanguinerà e si colorerà di cremisi.

Per trovare un Jedi che è sopravvissuto alla grande purga dell’Imperatore, Vader viaggia fino a un monastero Jedi segreto, che si trova sulla luna di Al’doleem. Qui trova il Maestro Kirak Infil’a, un potente guerriero. La figura di Kirak Infil’a è molto particolare: non solo siamo al cospetto di un personaggio decisamente carismatico, ma la sua personalità spiega il tracollo dei Jedi. E non è tutto: introdotto con il fumetto Darth Vader Macchina Infernale uscito poco prima de Gli Ultimi Jedi, Kirak Infil’a, con le sue scelte, sembra ricordare il cammino intrapreso da Luke Skywalker molti anni dopo, e il suo rifugio su Ahch-To.

Il conflitto tra Kirak e Vader è evidente anche sul piano cromatico: quanto più complessa e tendente al nero la figura di Vader, quanto più stilizzata, pura e bianca è la figura di Kirak. Lui ha deciso di rimanere lontano dall’Ordine dei Jedi. Ha capito la contraddizione che sussiste nei Jedi e, per rimediare alle sue trasgressioni, ha deciso di perseguire una vita di assoluto rinnego del conflitto e dell’uso dell’arma laser come strumento di morte. Si è ritirato in cima a una montagna e vive in sintonia con la Forza, disinteressandosi di tutto ciò che avviene nella Galassia. Questo stile di vita dipende da una scelta ben precisa conosciuta come Voto di Barash.

Quando Vader si presenta al suo cospetto, Kirak percepisce che qualcosa di devastante è accaduto all’Ordine dei Jedi. E sa che Vader non è solo, è spronato da un Maestro. Dopo averlo sconfitto in combattimento, Kirak lo getta giù dal Monte Pasvaal e pensa che il Signore Oscuro sia morto.

A quel punto qualcosa cambia in lui. Riassapora il piacere del conflitto e del combattimento con la spada laser, e ora ritiene che c’è un posto per lui nella galassia. Adesso sa che lui deve ricostruire l’Ordine dei Jedi.

Vader si rimette sulle tracce di Kirar ad Am’balaar City e i due combattono di nuovo. Sfruttando il potere della Forza Vader scaraventa già per il pendio alcuni civili e, mentre Kirak è impegnato a salvarli, si impossessa della sua spada laser e a sua volta scaraventa Kirak in una diga. Vader ha il cristallo kyber che l’Imperatore gli ha chiesto di recuperare ed è pronto a forgiare la sua nuova spada laser, ovviamente su Mustafar.

Le vicende di Macchina Infernale si chiudono con l’Inquisitorio con Vader che fa la conoscenza del Grande Inquisitore che abbiamo visto in Rebels, e dei suoi collaboratori. Una conclusione forse un po’ forzata di un fumetto comunque molto significativo e che l’appassionato dell’immaginario di Star Wars deve conoscere. L’Inquisitorio introdurrà il rapporto di Palpatine e di Vader in una nuova fase, quella in cui l’Imperatore mette alla prova il suo apprendista.

Macchina Infernale ci fa toccare con mano l’arroganza dei Jedi e quanto la loro visione dei fatti fosse diventata personalistica. Ci porta anche al messaggio de Gli Ultimi Jedi, quella ricerca del pacifismo che dovrebbe essere in realtà il senso ultimo dell’Ordine, e il motivo della sua esistenza. È molto interessante anche per il Voto di Barash, chissà che non venga ulteriormente approfondito da qualcuno dei prossimi contenuti di Star Wars. Una menzione la troveremo nel romanzo Nell’Oscurità di Claudia Gray appartenente all’Alta Repubblica.

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