Guida al Canone
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Ne “L’impero colpisce ancora”, l’Imperatore Palpatine contattava Darth Vader sull’Executor, per informarlo che Luke Skywalker, il pilota ribelle che aveva distrutto la Morte Nera, era in realtà il figlio di Anakin Skywalker.

Le opere del canone ci hanno permesso di esplorare più a fondo il pensiero dei due interlocutori, che sembravano aver appreso l’informazione senza alcuna spiegazione.

La ricerca di Darth Vader

La serie a fumetti del 2015 “Star Wars” aveva mostrato il primo incontro faccia a faccia tra Darth Vader e Luke, sul pianeta Cymoon-1, la cui fabbrica imperiale era diventata obiettivo dei ribelli. Il duello durò ben poco, poiché Vader ebbe facilmente la meglio sul giovane inesperto, sottraendogli la spada laser.

Prima di finirlo, Vader riconobbe la lama (e probabilmente percepì il cristallo al suo interno) e, in un momento di incertezza, Luke riuscì a scamparla. Ma Vader aveva già cercato di acquisire informazioni sul pilota ribelle. Aveva, infatti, affidato l’incarico ai due cacciatori di taglie Boba Fett e Black Krrsantan. Quello che Fett riuscì a portare al suo cliente fu solo il cognome “Skywalker” e lasciò l’attonito, e non pagante, Signore dei Sith, immerso nei suoi pensieri. Nella sua rabbia, Vader ruppe persino i vetri di trasparacciaio dello star destroyer. Ciò nonostante, un’idea gli balenò.

Non è cosa ignota che i Sith si siano sempre fatti la guerra fra loro. La stessa Regola dei Due, creata per garantire la longevità e sopravvivenza dell’Ordine, si basava su una tacita ma accettata consapevolezza: il Maestro deteneva il potere e l’apprendista avrebbe cercato di appropriarsene. Se avesse vinto l’apprendista, sarebbe diventato il nuovo Signore dei Sith; altrimenti, il maestro avrebbe dovuto cercare un nuovo discepolo.

L’idea di avere un figlio illuminò Vader, forse in modi che neanche lui immaginava. Nel Signore dei Sith si insinuava l’idea di destituire il proprio maestro con il ragazzo.

Del resto, lo stesso Palpatine aveva già dimostrato di aver pensato a dei sostituti per Vader, il quale, dopo Mustafar, non rappresentava l’ideale di apprendista che avrebbe voluto, benché incredibilmente potente nella Forza.

Distrutta la prima Morte Nera, Palpatine mise alla prova Vader contro gli abomini del Dottor Cylo V, possibili candidati al ruolo di braccio armato dell’Imperatore. Vader ne uscì vincitore, pur nella consapevolezza che il suo maestro lo avrebbe rimpiazzato se avesse nuovamente fallito.

La visione di Palpatine

Le macchinazioni dell’apprendista non ebbero, però, vita lunga. L’Imperatore avvertì un’interferenza nella Forza. Queste parole, le prime ad essere pronunciate sul grande schermo da Palpatine, sono state riprese e approfondite nell’opera canonica From a certain point of view: The empire strikes Back, una raccolta, inedita in italiano, di 40 storie, scritte da 40 diversi autori, celebrative degli eventi di Episodio V.

Nel brano intitolato “Disturbance“, Palpatine percepì distintamente un fremito nella Forza, ben più potente di quello, fugace e improvviso, che aveva sentito nel momento in cui un giovane pilota ribelle, misteriosamente sensibile alla Forza, lanciava i missili protonici nell’unico punto vulnerabile della sua superarma. Sebbene fosse una sensazione molto più forte, Palpatine mostrò il grande potere di cui disponevano, non lasciandosi, per così dire, trasportare, ma imponendo la sua volontà sulla Forza stessa. Attraverso le sue grandi abilità nell’uso del Lato Oscuro, non si abbandonò ad alcuna emozione, tanto meno alla paura, e cavalcò le onde del caos scaturite dalla Forza, fino a vederne l’origine.

Ebbe una visione! Si trovava nella sua stanza nel Palazzo Imperiale e poteva vedere se stesso seduto dinanzi a lui, mentre una figura incappucciata avanzava. Emanava potere, come i Sith di una volta; brandiva una lama rossa ed aveva già ucciso due guardie reali.

Con la Forza cercò di strangolare l’Imperatore della visione. Quest’ultimo stravolgeva lo spazio attorno a sé e bersagliava il ragazzo con detriti. Ma questi mancavano il bersaglio. Il vero Palpatine era intrigato nel vedere il suo alter ego in ginocchio, impotente dinanzi alla minaccia incombente. Il Palpatine dell’illusione usò la Forza per attirare la sua spada nascosta; il ragazzo, però la bloccò con lo sguardo. Una voce gli intimò “uccidilo” (in originale, “do it”), espressione già usata dallo stesso Sidious.

Il potente giovane con la Forza la accese e trafisse l’Imperatore creato dall’illusione. Il vero Palpatine era, invece, incuriosito. Era rimasto impassibile dinanzi alla “propria morte”; aveva da tempo imparato a sfruttare e dominare le sue emozioni. Sapeva che la Forza gli stava comunicando qualcosa. Allora riconobbe la voce che aveva ordinato al giovane di ucciderlo. Apparteneva ad Anakin Skywalker.

La visione cambiò e Palpatine dovette resistere ancora per andare più a fondo. Coruscant! Il centro dell’Impero completamente oscurato dalla più grande flotta di star destroyer. Il ragazzo li ammirava mentre giungevano Anakin Skywalker e Padmé Amidala, immancabile quest’ultima secondo l’Imperatore nei desideri di Vader. Questi furono chiamati rispettivamente padre e madre dal ragazzo, poi chiamato a sua volta Luke.

L’illusione svanì e Palpatine comprese il suo significato. Il ragazzo era figlio di Vader ed il suo apprendista lo avrebbe usato per rovesciarlo. Di lì a poco, infatti, Vader avrebbe proposto a Luke di unirsi a lui per governare la Galassia come padre e figlio.

Era tipico dei Sith pugnalarsi le spalle a vicenda, perciò Sidious non era affatto sorpreso delle intenzioni del suo apprendista. Il ragazzo aveva il potere di distruggerlo e Vader lo avrebbe usato per questo. Il ragazzo andava eliminato! Ma se lo avesse portato lui al lato oscuro e fatto il suo nuovo apprendista, nulla lo avrebbe fermato. In ogni caso, la Contingenza era già in moto. Al pensiero del tradimento, non poté fare altro che provare soddisfazione, unica vera emozione di quel momento, e sorridere, mentre l’ologramma di Vader gli si rivolgeva dicendo “Quali sono i tuoi comandi mio padrone?”. Ormai smascherato, Palpatine rispose semplicemente “C’è una grande interferenza nella Forza”.

Cosa ne pensate delle trame dei Sith? Fatecelo sapere e che la Forza sia con voi!

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Appassionato di Star Wars dal 1996, quando mio padre mi regalò il primo Millenium Falcon. Da allora, continuo a seguire tutto ciò che riguarda la Galassia Lontana Lontana, con particolare attenzione al canone.


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