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Malakili è un nome che probabilmente suonerà nuovo alle orecchie di molti fan della Galassia lontana lontana eppure, secondo chi scrive, fa parte di quei piccoli personaggi secondari che con il loro breve minutaggio rappresentano la forza e la magia di Star Wars. Oggi andiamo a conoscere la storia di questo tenerone dal cuore d’oro.

Concept art di Malakili.

Da Corellia a Tatooine

Malakili era un maschio di razza umana nato su Corellia. Ancora giovanissimo decise di lasciare il suo pianeta natale finendo in una baraccopoli sul pianeta di Nar Shaddaa. Sul pianeta noto anche come la luna dei contrabbandieri, Malakili iniziò ad interagire con le feroci creature chiamate Gugverm, nel tentativo di farle smetterle di rubare sistematicamente cibo dai negozi locali. Con il tempo il ragazzo riuscì ad addomesticare le creature fino al punto in cui alcuni di loro diventarono animali domestici e protettori del giovane umano. Questa esperienza servì a fare emergere la sua innata predisposizione a trattare con animali e bestie feroci al punto che, dopo qualche tempo, venne assunto come ammaestratore di bestie per i circhi itineranti degli Hutt, fra cui il noto Circus Horrificus. Nel tempo in cui ricoprì questo ruolo ebbe modo di addomesticare ed insegnare alle più diverse creature fra cui Draghi della sabbia, Kill-Wing, Ratti Womp e perfino i temibili Rancor, ma purtroppo la sua carriera circense terminò bruscamente durante uno spettacolo su Nar Shaddaa quando una delle bestie sfuggì al suo controllo e, fiondandosi fra il pubblico, mise fine alla vita di alcuni spettatori paganti.

Nar Shaddaa, la luna dei contrabbandieri.

Come conseguenza allo spiacevole incidente Malakili venne licenziato e trasformato in schiavo e nello 0 BBY fu venduto a Jabba The Hutt, finendo a servire l’imponente signore del crimine come custode nel suo palazzo fra le sabbie del pianeta Tatooine; oltre a questo ruolo gli venne anche affidata la cura delle creature dell’Hutt, incluso il pregiato maschio di Rancor dal nome di Pateesa, regalato a Jabba per il suo compleanno dal suo fedele maggiordomo Bib Fortuna.

Durante gli anni a palazzo il Corelliano si affezionò molto all’animale, tanto da iniziare a desiderare di scappare via dal giogo di Jabba portando Pateesa con se, e dal canto suo il Rancor ricambiò sinceramente il sentimento al punto di arrivare perfino a salvare la vita di Malakili quando un giorno l’uomo venne attaccato dai predoni Tusken.

 

Poco prima della Battaglia di Endor, nel 4 ABY, il Jedi Luke Skywalker si presentò al cospetto di Jabba nel tentativo di negoziare un accordo per la vita di Han Solo, allora ibernato nella grafite ed esposto dentro il palazzo come trofeo. L’Hutt declinò l’offerta con una fragorosa risata ed ingannò il Jedi facendolo cadere in una botola che conduceva sotto la sala del trono, direttamente alla fossa del Rancor, dove Skywalker fece appello alla Forza e riuscì ad eliminare la bestia, facendola finire schiacciata sotto un pesante cancello.

Malakili osservò tutta la scena da vicino, inizialmente ridendo e puntando la propria lancia contro i giovane Jedi, ma si rese conto troppo tardi di ciò che stava accedendo e non riuscì a fare nulla per il suo amico Pateesa se non piangere ed inginocchiarsi tristemente al suo fianco.

La ricerca di una nuova vita

Dopo la morte del Rancor, mentre Jabba e gran parte dei suoi scagnozzi si recavano al Grande pozzo di Crakoon per assistere all’esecuzione di Skywalker e dei suoi compagni, Malakili rimase al palazzo e poco dopo ricevette la notizia della morte del suo padrone e decise di restare li, convinto che un nuovo Hutt sarebbe venuto a reclamare il possesso del palazzo, dandogli un nuovo lavoro.
Per diverso tempo restò ad aspettare l’avvento di questo nuovo signore del crimine ma con il passare delle settimane e dei mesi l’umano iniziò a capire che nessun Hutt sarebbe arrivato ed infine decise a malincuore di uscire dalla porta ed andarsene senza voltarsi, lasciando dietro di se il palazzo e la carcassa fredda ed immobile di Pateesa.

Sentendosi solo, senza nessuno scopo e senza le sue tanto amate creature Malakili si diresse verso il Grande pozzo di Carkoon per affrontare una sfida personale: domare il Sarlacc o porre fine alla propria vita gettandosi fra le fauci di esso; ma quando raggiunse il posto si rese conto che la bestia era agonizzante e che i Jawa avevano colto l’occasione per scavare all’interno dell’apparato digerente della creatura, in cerca di oggetti da rivendicare come propri. Alla vista della condizioni del Sarlacc l’uomo non riuscì a trattenersi dallo scoppiare in un pianto sofferente.

Diversi mesi dopo, nel 5 ABY, durante il viaggio verso la città di Mos Pelgo fu intercettato da due scagnozzi del sindacato criminale noto come Red Key, per evitare guai tentò subito la fuga ma oramai il suo corpo era vecchio e lento ed i criminali ebbero vita facile, sbattendolo a terra, rovistando tra i suoi pochi effetti personali ed informandolo che la zona in cui stava transitando era territorio della Red Key e di come il loro capo, un Weequay di nome Lorgan Movellan, esigesse un tributo a titolo di lasciapassare. Pochi attimi dopo un colpo di blaster uccise entrambi i criminali ed un umano ed una Twi’lek si avvicinarono a Malakili presentandosi come Cobb Vanth e Issa-Or. Vanth spiegò a Malakili di essere un uomo di legge e “sindaco” di Mos Pelgo, da poco rinominata Freetown, e che per superare i cancelli della città l’umano avrebbe dovuto prima spiegare loro come intendesse rendersi utile all’interno della comunità.

“Io non valgo niente. Uccidetemi. Il mio animale, Pateesa, è morto. Tutti i miei animali sono morti e io…”

Inizialmente in preda allo sconforto l’ex servitore di Jabba dichiarò di essere inutile e supplicò che la sua vita terminasse seduta stante ma la Twi’lek e Vanth riuscirono a calmarlo, tirandogli fuori qualche informazione in più, arrivando a scoprire la sua abilità nell’addomesticare le bestie feroci ed infine offrendo lui un doppio incarico: addomesticare dei Ronto con cui gli abitanti di Freetown stavano avendo seri problemi e successivamente insegnare ad un piccolo Hutt di cui i due erano da poco entrati in possesso, offrendogli perfino una casa tutta sua.

Con lacrime di gratitudine agli occhi Malakili accettò e svolse il suo lavoro con la rinata sensazione di sentirsi di nuovo utile, arrivando ad instaurare un rapporto di amicizia con il piccolo Hutt a cui diede il nome di Borgo. Non molto tempo dopo Malakili aiutò Vanth a formare un alleanza con un gruppo di predoni Tusken ed infine ebbe modo di riunirsi a Porcellus, ex capo chef del palazzo di Jabba, ed insieme a lui viaggiò fino a Mos Eisley dove aprirono il Crystal Moon Resturant.

Curiosità

Il personaggio di Malakili è stato concepito da George Lucas, a cui piaceva l’idea che qualcuno amasse il Rancor, e fu immaginato inizialmente come un alieno.

“Mi piace l’idea che tutti amano qualcuno. E che anche il mostro peggiore e più orribile che si possa immaginare è amato dal suo custode” George Lucas

Nelle note di produzione del Il ritorno dello Jedi è nominato solamente come “il custode umano del Rancor” ed è interpretato da Paul Brooke (La tana del serpente bianco, Il fantasma dell’Opera) ed il rumore del suo pianto singhiozzante è opera di Ernie Fosselius, tuttavia entrambi non sono accreditati nei titoli di coda del film. Secondo Ben Burtt, sound designer della pellicola, Fosselius ha basato il singhiozzo di Malakili su quello del leggendario comico Stan Laurel. In merito al personaggio Roger Ebert del Chicago Sun-Times ha dichiarato che dettagli come l’angoscia di Malakili sono ciò che rende i film di Star Wars “più di sole opere spaziali”.

E voi cosa ne pensate di questi personaggi secondari della saga? Fatecelo sapere e che la forza sia con voi!


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