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Una delle componenti immancabili di qualsiasi prodotto di Star wars è la presenza di droidi, esseri meccanici dotati di intelligenza artificiale, costruiti per dare assistenza agli organici nel compimento di svariate attività.

Ciò che rende speciali i droidi della Galassia Lontana Lontana è la capacità che alcuni sperimentano di sviluppare una personalità complessa. Alcuni hanno superato le impostazioni della loro programmazione, al punto di provare emozioni e sensazioni. L’esatta antitesi di ciò che si penserebbe normalmente di qualsiasi cosa non sia “vivo”.

Sembra che con il passare del tempo e l’accumulo di esperienze i droidi possano imparare dalle stesse, arricchendosi non solo sul piano empirico, ma anche ad un livello più profondo. Di norma, il comportamento di un droide risponde a quella che è la sua programmazione e non va oltre i confini da questa stabiliti. In alcuni casi, allo scopo di reprimere anche condotte consentite, ai droidi vengono applicati bulloni di restrizione, così da indurli ad una cieca obbedienza.

Eppure, se la personalità di un droide si esaurisce nella programmazione, perchè non limitarsi a modificarla? Alla stessa previsione di un meccanismo di controllo risponde la possibilità che i droidi possano, appunto, ribellarsi ai propri padroni ed, in senso figurato, ad un loro innato comando.

Seguire i propri istinti

Il droide L3-37, nato dalla combinazione di parti di altri droidi, ha mostrato una forte inclinazione alla libertà, rivendicando il diritto di tutti i suoi simili di rompere le catene dell’oppressione degli organici. La condotta di L3 esula da qualsiasi schema di preimpostazione; ciò nonostante, ha sviluppato un pensiero indipendentemente, nato probabilmente dalla combinazione delle diverse parti da cui è composta.

Che permangano residui di personalità in ogni componente di un droide? In ogni suo arto? Del resto, il concetto di vita o morte difficilmente si attaglia ad essere meccanici. Eppure, un briciolo di “anima” sembra sempre residuare. Proprio al fine di evitare che possa verificarsi un fenomeno di sviluppo di una personalità anomala o, comunque, non conforme alla originaria programmazione, è consuetudine cancellare la memoria dei droidi.

L’unità astromeccanica R2-D2 non è mai stata sottoposta a cancellazione della memoria. R2 ha dimostrato negli anni un aspetto non comune e tipicamente organico: la lealtà. Numerosi sono stati i padroni di R2, e il droide ha sempre mostrato un forte attaccamento, anche verso soggetti con cui non aveva una relazione di soggezione diretta. Come si spiega un droide che accompagna uno dei maestri del suo padrone alla ricerca dei misteri della Forza? Cosa spinge un droide, in questo caso C1-10P, meglio noto come Chopper, ad avvicinarsi alla padrona in lacrime ed a confortarla con una delle sue braccia meccaniche per sostenerla in un momento di lutto? In fondo, Chopper è un droide costruito per l’assistenza su vascelli ed ad altre apparecchiature elettroniche, non è di certo un droide medico o simile.

Altri droidi, invece, sono spinti da istinti tipicamente animaleschi o istintivi. Ne sono un esempio i droidi assassini come quelli della serie IG o il cacciatore di taglie AD-W4, desideroso solo di arricchirsi, forse per spendere i crediti di cui è tanto avido in qualche centro benessere per droidi di Coruscant.

Interrogarsi sul proprio passato

L’aspetto che più sicuramente stupisce è il modo in cui alcuni droidi si approcciano a momenti impressi nella loro memoria, esprimendo una sorta di nostalgia, sentimento tutt’affatto che “inorganico”. Lo dimostra Chopper dinanzi ai resti dell’Ala-Y, con cui si è schiantato durante le Guerre dei Cloni.

Il droide rimane assopito nei suoi pensieri, noncurante dei padroni che lo chiamano. Come sopra detto, tale fenomeno può esser evitato con la cancellazione della memoria. Ma è sufficiente? E’ C-3PO a fornirci la risposta. In una conversazione con il droide O-MR1, quest’ultimo si pone delle domande sull’importanza della sua esistenza. È la consapevolezza a spingerlo a porsi degli interrogativi e sembra frustrato dall’atteggiamento servile del droide protocollare. Con grande sorpresa, 3PO rivela di avere dei lampi, vaghe memorie, di rocce e battaglie in un’arena, della lava e della sofferenza che Vader ha portato su Mustafar, nonostante abbia visitato il pianeta in una sola occasione.

A volte si perde in queste memorie, nonostante fossero state cancellate circa 30 anni prima; tuttavia continua a vivere al servizio di un maestro, in quanto ha accettato che gran parte della sua vita è dedicata all’assistenza altrui. Lo stesso 3PO è stato in grado di comunicare con un’altra forma di vita, apparentemente inorganica. Il pianeta K43 è abitato dai Kakrani, esseri composti da roccia e lava. Toccato da uno di questi, 3PO ha mostrato alcuni ricordi alla creatura, perchè “la pietra parla al minerale”.


Che sia la Forza ad operare in qualche modo? Alcuni negherebbero questa affermazione. La Forza scorre negli essere viventi e non dei droidi. Essi non sarebbero in grado di generare la Forza Vivente, e per questo sfuggirebbero alla percezione di un soggetto sensibile alla Forza. Come se avvertisse un vuoto.

Eppure, Yoda insegna a Luke che ogni cosa è circondata dalla Forza, persino le rocce di Dagobah. E poi ci sono le teorie dell’assassino Triplo 0, secondo cui drenando un corpo di tutti i suoi liquidi, un droide può acquisire una qualche percezione della Forza.

E voi cosa pensate dei droidi? Fatecelo sapere e che la Forza sia con voi!

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Appassionato di Star Wars dal 1996, quando mio padre mi regalò il primo Millenium Falcon. Da allora, continuo a seguire tutto ciò che riguarda la Galassia Lontana Lontana, con particolare attenzione al canone.


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