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THX 1138: la fuga di Lucas dagli Studios

George Walton Lucas Jr. è universalmente conosciuto come innovatore, se non creatore, del cinema moderno ed a lui si deve il concetto dell’odierno blockbuster.
Regista, sceneggiatore, produttore dalle idee visionarie, padre di Star Wars ed Indiana Jones nonché creatore di un enorme realtà come Lucasfilm. Per decenni è stato un caso più unico che raro nell’ambiente hollywoodiano, essendo capace di produrre autonomamente dall’inizio alla fine i suoi film e la sua personale saga, senza interferenze da parte di studios o produttori. Viene spesso associato alla figura di padre padrone del suo prodotto, seduto nello Skywalker Ranch in California con l’ossessione per il controllo totale di ogni aspetto dei suoi film.

Questo suo bisogno ha radici profonde e possiamo sinceramente affermare che proviene da un film: THX 1138 (L’uomo che fuggì dal futuro in Italia), ovvero il primo particolarissimo lungometraggio diretto da George.

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Labirinto elettronico:

Siamo nel 1967 ed il giovane Lucas studia, assieme al suo amico Francis Ford Coppola, alla University of Southern California di Los Angeles, una delle prime università a tenere un corso dedicato alla settima arte, cercando di far coincidere le sue gradi passioni per cinema, macchine sportive e fantascienza.

Come saggio conclusivo dei suoi studi propone un cortometraggio dal titolo Electronic Labyrinth THX 1138 4EB, basato sul suo personale concetto che “viviamo nel futuro e si potrebbe fare un film futuristico utilizzando materiale esistente”, dove nonostante la giovane età si distingue per il suo talento ed il suo lato visionario, presentando ai suoi docenti un lavoro fortemente sperimentale che nei suoi 15 minuti di durata si rivela essere un opera distopica ed interessante.

L’uomo che fuggì dal futuro:

Dopo essersi laureato nel 1969 assieme a Coppola fonda l’American Zoetrope, studio cinematografico inizialmente situato in un magazzino di San Francisco. La prima pellicola prodotta dalla neonata casa è The Rain People (Non torno a casa stasera) diretta proprio dal futuro regista di Apocalyspe Now ed Il Padrino, con Lucas impegnato sul set come assistente alla produzione. Nel frattempo George riprende l’idea alla base del suo precedente cortometraggio e decide di ampliarla e trasformarla nel soggetto del suo primo film:

“L’umanità si è rifugiata in agglomerati urbani sotterranei, in una civiltà strettamente controllata dalle macchine, determinata a diventare “perfetta”, dove la perfezione diventa pretesto per condizionare le menti di esseri umani soggiogati dalla politica e da una religione usata come sfogo per i cittadini, che assumono droghe fornite dal governo. Non esistono nomi per le persone ma numeri, non esistono espressioni individuali, tutti sono rasati a zero e vestiti di bianco. Ciò che conta sono l’efficienza e l’utilità. Chi infrange la legge viene bastonato in diretta olovisiva o semplicemente distrutto”

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La prima bozza della sceneggiatura viene ritenuta non soddisfacente sia da Lucas che da Coppola, ed i due decidono di farsi aiutare nella scrittura dal loro ex compagno di università Walter Murch (futuro vincitore di tre premi oscar per montaggio e sonoro). Una volta terminata la versione definitiva iniziano le ricerche per il cast, che portano dentro al progetto nomi interessanti come quello Robert Duvall, il futuro Tom Hagen de “Il Padrino”, nei panni del protagonista e Donald Pleasence (La Grande Fuga, Agente 007, Halloween) come co-protagonista ed una manciata di attori di contorno fra cui spiccano i volti di Ian Wolfe e Sid Haig. Il copione prevede che tutti gli attori si rasino completamente la testa, viene deciso di far radere gli attori in location insolite per poi riprendere il tutto ed usarlo come pubblicità al momento dell’uscita in sala.

Lucas ossessione controllo totale, THX 1138: la fuga di Lucas dagli Studios, Star Wars Addicted Le riprese iniziano a San Francisco nel settembre del 1969 e Lucas riesce ad avere accesso a zone particolari che bene si sposano con la sua visione del mondo di THX 1138. La troupe si ritrova quindi a girare nei tunnel incompiuti della metropolitana, presso l’aeroporto internazionale di San Francisco, nelle gallerie automobilistiche della baia e perfino in laboratori di ricerca del dipartimento per l’energia degli USA, mentre le riprese in studio sono effettuate a Los Angeles. Nel novembre dello stesso anno iniziano i lavori di post-produzione, che vengono stimati in un anno intero.

Il braccio violento degli studios:

Il futuro creatore di Star Wars passa l’anno successivo a lavorare al film, occupandosi del montaggio nella sua casa di Mill Valley, con l’amico Murch che di notte pensa invece al sonoro. Al termine dei lavori Coppola nelle vesti di produttore porta la pellicola ai finanziatori dei film, la Warner Bros. I dirigenti dello studio non gradiscono il lavoro dell’esordiente regista e decidono di consegnare il negativo ad un montatore interno della Warner che taglia diversi minuti del film, nonostante Lucas avesse fortemente preteso che ogni aspetto della sua opera rimanesse fedele alla propria visione artistica. Il film esce infine nel marzo del 1971 ed è subito evidente il flop commerciale, riceve però un giusto mix di recensioni: quelle negative ne criticano fortemente diverse sezioni della trama, mentre quelle positive che ne elogiano l’immaginazione visiva definendola speciale ed inquietante.

scrive il New York Times “Il risultato di Lucas nel suo primo lungometraggio è ancora più straordinario quando ti rendi conto che ha 25 anni e che ha girato la maggior parte del film a San Francisco, con un budget che probabilmente non coprirebbe il costo di metà di una delle navi spaziali in “2001” di Stanley”.

Deluso da questa prima esperienza con il mondo del cinema il regista californiano si ripromette di non scendere più a compromessi, arrivando perfino a chiudere i rapporti con l’American Zoetrope e fondando per proprio conto la Lucasfilm, con cui produrrà tutti i suoi futuri lavori.

La pellicola nel corso degli anni si trasformerà in un piccolo cult, immancabile nella videoteca degli appassionati del genere, tanto da ricevere citazioni ed omaggi in svariate opere da parte di artisti come Queen, Toto, Rush, Misfits e perfino dal regista Woody Allen che ne prenderà spunto per il suo Sleeper (Il dormiglione). George Lucas stesso inserirà in Star Wars diverse citazioni alla sua opera prima e nel 2004 sentirà il bisogno di rimettere mano al film, rimasterizzandolo con le tecniche del cinema moderno e cambiando, tagliando e cucendo ciò che meglio ritiene, forte degli innovativi effetti speciali della sua Industrial Light e Magic.

E’ innegabile che l’esperienza con THX 1138 si sia rivelata per lui decisiva e formativa sotto molti aspetti, andando a gettare le basi di quelle che in futuro saranno nel bene e nel male le sue caratteristiche principali: totale controllo creativo sulle proprie opere e necessità di portare al pubblico la propria storia così come la vede nella sua testa, senza dover tener conto di nessuno.

Senior Editor

Classe 1990, nel 2002 scopro la saga di Lucas e me ne innamoro, con la trilogia classica nel cuore. Appassionato di cinema in tutte le sue forme, di rock, heavy metal e trekking. Lo dico e lo ripeto: sono anni meravigliosi per amare la galassia lontana lontana.

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