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The Mandalorian: questioni di trucco

Editoriale
Questo articolo è un editoriale. Significa che contiene un'opinione, un parere o un'interpretazione personale dell'autore che può - eventualmente - essere diversa o discordante dalle opinioni del resto della redazione di Star Wars Addicted.

Si fa presente che il seguente articolo tratta di argomenti ad oggi classificati nell’Universo Espanso “Legends”.

A seconda stagione già avviata, non ci si può esimere dal fare alcune considerazioni sulle problematiche più lampanti che sono fino ad ora apparse agli occhi del fan più attento. Ci si limiterà tuttavia, in attesa di maggiori e più succosi sviluppi, a poche questioni tecniche, ma sicuramente non meno importanti. Se a livello generale la qualità dei costumi e del trucco è altamente da lodare, non si può fare a meno di constatare alcuni errori, banali verrebbe da dire, che Dave Filoni poteva certamente risparmiarci: disattenzione? Imposizione di nuovi stili? Motivazioni non spiegate? Intanto diamo la nostra.

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La twi’lek Xi’an e i suoi lekku solidi, plastici, fin troppo artefatti

Due delle specie aliene più note della Saga – Twi’lek e Togruta – si sono trovate modificate rispetto alle forme che già conoscevamo. Come si sarà potuto notare sia nella prima stagione che nelle fasi iniziali della seconda, i lekku dei Twi-lek apparsi sembrano fin troppo corti e rigidi, riprendendo almeno formalmente le sembianze di quelli della nota Hera Syndulla del nuovo canone, pur non condividendone la mobilità e scioltezza tipica che riscontriamo in Aayla Secura o Bib Fortuna. Sappiamo infatti che queste appendici simili a tentacoli contengono parti del cervello dei nativi di Ryloth ed ogni loro movimento o posizionamento, naturale o voluto che fosse, aveva un forte significato nella cultura dei Twi-lek. Il linguaggio di questi infatti era rappresentato non solo da parole, ma da quasi impercettibili movimenti delle appendici in questione che qui, come detto, sembrano totalmente ingessati.

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Alcuni significati legati ai movimenti dei lekku

Appare quindi evidente uno stacco fra i Twi-lek che abbiamo già visto nei film e nelle altre serie animate rispetto a quelli apparsi in The Mandalorian. Anche I montrals dei Togruta, pur avendo una funzione diversa rispetto alle appendici già viste, risultano diversi. Queste corna cave, aventi la funzione di ecolocalizzatori, nei membri adulti della specie si presentano alti e imponenti. Ahsoka Tano, finalmente apparsa in carne ed ossa grazie all’interpretazione di una prudente ma sempre abile Rosario Dawson, si ritrova i montrals drasticamente appiattiti e accorciati rispetto alla versione – certamente più stilizzata – che abbiamo conosciuto in Rebels.

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Le due tipologie di lekku apparse in Rebels

Anche i suoi lekku frontali sembrano più corti e meno decorati rispetto alla versione animata in cui la jedi rinnegata è adulta. Quest’ultima vicenda però, sembra più un errore distrazione, sempre che di vero e proprio errore si possa parlare. A tal proposito, Sarah Moran in una breve analisi pubblicata su Screen Rant, ipotizza che tale scelta possa essere dovuta a questioni meramente pratiche, obbligate dalle acrobazie e dai movimenti più vistosi che la Dawson e le sue controfigure avrebbe dovuto effettuare durante le riprese, cionondimeno, il dettaglio farebbe sorgere un plateale errore nella cosiddetta “continuity”.

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Chiare differenze fra Rebels e The Mandalorian

Ancora è troppo presto per abbandonarsi a considerazioni più approfondite o dettagliate, ma su una cosa si può essere certi fin da ora: The Mandalorian sta fortunatamente dando nuova dignità e impulso alla Saga che, per sfortuna del più minuzioso conoscitore del Lore, era stata gambizzata con la sedicente trilogia sequel. Nonostante le sbavature, l’UE è potente in questa serie!

Nato a Roma l’8 settembre del 1991. Dottore in Scienze Archeologiche e giornalista, è da sempre un grande appassionato di Star Wars, con particolare predilezione per le narrazioni legate all’Età d’Oro dei Sith, alla Vecchia Repubblica e a tutto il materiale riguardante l’Universo Espanso, di cui è un forte sostenitore ed ammiratore.

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