Con il Capitolo 16: il Salvataggio, la seconda stagione di The Mandalorian giunge al termine, non senza un ultimo – potente – colpo di coda, che ci lascerà col fiato sospeso fino all’arrivo della terza stagione dello show.

Ma andiamo col calma, e analizziamo questo ultimo episodio di The Mandalorian.

CAPITOLO 16: IL SALVATAGGIO

L’episodio si apre con la Slave I all’inseguimento di una navetta Lambda imperiale, con all’interno due piloti e il dottor Pershing, l’esperto di clonazione al servizio di Moff Gideon. L’intenzione di Boba Fett è chiara, però: con un preciso colpo dei cannoni ionici disattiva i motori della navetta.

Din Djarin e Cara Dune abbordano la Lamda e, per difendere se stesso, un pilota uccide il suo collega e prende in ostaggio Pershing. Scopriamo che l’imperiale era stato sulla Morte Nera, presumibilmente durante l’attacco che portò alla distruzione di Alderaan, e cova ancora un profondo odio per coloro che distruggendo la stazione spaziale uccisero milioni di imperiali, militari e civili.

Con un colpo di blaster ben assestato Cara mette fine allo sproloquio dell’imperiale, liberando Pershing, ora ostaggio della banda.

SULLE TRACCE DI GROGU

La Slave I può dunque tornare sulle tracce di Gideon, non prima però di aver chiesto aiuto ad un possibile alleato. Su un pianeta non ben identificato (ma che somiglia terribilmente a Lothal), sovrastato da fumosi edifici giganti, Boba Fett e Din rintracciano Bo-Katan. Tra il leggendario cacciatore di taglie e la mandaloriana non corre certo buon sangue, tant’è che quando Bo-Katan rinfaccia a Boba di essere solo un clone di Jango Fett, tra Fett e Koska Reeves scoppia una rissa che si conclude solo quando Din e Bo-Katan arrivano ad un accordo: le due mandaloriane aiuteranno la squadra a salvare Grogu. In cambio dovranno lasciargli Moff Gideon e il suo incrociatore leggero.

L’obiettivo di Bo-Katan è ovviamente quello di recuperare la Spada Oscura, simbolo del potere su Mandalore, e sfruttare l’incrociatore per liberare il pianeta, probabilmente ancora sotto il giogo dei resti dell’Impero.

Il desiderio di Bo-Katan è anche un altro, però: se la missione si concluderà positivamente, Din dovrà prendere in considerazione l’idea di unirsi a loro.

Grazie alle indicazioni del dottor Pershing la squadra riesce a studiare un piano per abbordare l’incrociatore di Gideon. Scopriamo anche che i Soldati Oscuri (Dark Trooper) al servizio di Gideon appartengono alla terza generazione. Questa nozione differisce leggermente con la controparte legends: secondo Pershing infatti le prime due generazioni erano soltanto armature indossabili dagli assaltatori. Nel legends, invece, i Soldati Oscuri sono sempre stati droidi, dalla prima alla terza generazione.

Il piano prevede di sfruttare la navetta Lambda per inviare un segnale di soccorso all’incrociatore, e tentare quindi un atterraggio di emergenza nell’hangar della nave. Koska, Feccen, Dune e Bo-Katan si occuperanno di creare un diversivo, mentre Din dovrà infiltrarsi e recuperare Grogu. Il compito del mandaloriano sarà anche quello di liberarsi dei Soldati Oscuri prima che si attivino. Questi, infatti, sono conservati in delle crio-capsule poiché mantenerli perennemente attivi avrebbe un costo sproporzionato in termini energetici.

L’ABBORDAGGIO

La Slave I raggiunge le coordinate dell’incrociatore di Gideon, simulando l’inseguimento della Lambda. Il Moff però non concede l’atterraggio di emergenza, ordinando invece il lancio dei caccia TIE. Nonostante il rifiuto, Bo-Katan guida la navetta verso il tubo di lancio dell’incrociatore, atterrando nell’hangar e aprendo immediatamente il fuoco contro gli assaltatori imperiali.

Mentre la squadra di Bo-Katan si fa largo verso la plancia dell’incrociatore, Din prosegue furtivamente in direzione della cella di Grogu. Sul suo cammino incrocia, tra l’altro, anche un droide RA-7, un droide protocollare noto anche con il nome di droide insetto, per via del suo aspetto.

Il primo ordine di Gideon, resosi conto dell’abbordaggio, è attivare i Soldati Oscuri. Din Djarin fa appena in tempo a bloccare la stiva, ma uno dei droidi corazzati riesce comunque a liberarsi, mettendo il mandaloriano in seria difficoltà. Soltanto grazie alla lancia di beskar puro – dono di Ahsoka Tano e un tempo appartenuta al Magistrato di Corvus – Din riesce a sconfiggere il droide, liberandosi poi dell’intero plotone semplicemente eiettandolo nello spazio aperto.

Quando la squadra di Bo-Katan raggiunge la plancia, scopre che Gideon non c’è. Il Moff, come scoprirà pochi istanti più tardi lo stesso Din, è nella cella di Grogu. Il mandaloriano lo trova con la Spada Oscura minacciosamente vicina al piccolo alieno verde, visibilmente debilitato. Scopriamo inoltre che gli imperiali hanno già prelevato il sangue del bambino, e che quindi non ha più alcun valore.

Gideon finge di cedere Grogu al mandaloriano, attaccandolo però alle spalle e dando vita ad un acceso scontro in cui vediamo la lancia di beskar resistere (quasi con difficoltà) al plasma della spada laser. Din Djarin ha però la meglio, e con Gideon ammanettato raggiunge la plancia e il resto della squadra.

IL RITORNO DELLO JEDI

Nel tentativo di creare tensione tra Bo-Katan e Din, Gideon spiega che ora la spada laser appartiene al mandaloriano, e solo lui ha il diritto di reclamare il trono di Mandalore. Questo perché la Spada Oscura può essere conquistata solo tramite un duello, e non donata come invece vorrebbe fare Din.

La discussione viene presto interrotta dall’incessante sirena dell’allarma di prossimità: oggetti non identificati si stanno avvicinando velocemente all’incrociatore. Si tratta dei Soldati Oscuri, ancora operativi, che abbordano la nave approfittando di un varco negli scudi. In pochi minuti il plotone di letali droidi è alle porte della Plancia, pronto a fare irruzione.

I Soldati Oscuri iniziano a colpire prepotentemente la porta della plancia. I nostri eroi sono pronti a respingerli, con la consapevolezza che difendersi da un plotone di droidi è un suicidio. Improvvisamente però un allarme segnala l’arrivo di un veicolo: è un’Ala-X. Pochi istanti più tardi sulle telecamere di sicurezza compare il baluginio tipico di una spada laser, che con estrema facilità inizia a fare a pezzi i Soldati Oscuri.

La lama verde, l’elsa lavorata e la mano meccanica non lasciano alcun dubbio: è Luke Skywalker, l’eroe della Ribellione, che si fa strada verso la plancia senza risparmiare i droidi. Addirittura lo vediamo utilizzare una presa della Forza simile a quelle tanto care a Darth Vader, e proprio come suo padre affronta il nemico in una sequenza – quella del corridoio – che richiama l’epico finale di Rogue One.

Lo Jedi compare sulla soglia, solcando una nube di vapore: ha percepito Grogu, su Tython, ed è lì per portarlo con sé e addestrarlo nelle vie della Forza. A Din non resta che dare il formale permesso al bambino di andare, in una scena drammatica: Grogu allunga una piccola mano verso l’elmo di Din, come a chiedere di poterlo guardare almeno una volta negli occhi. Il mandaloriano, allora, toglie il casco rivelando gli occhi umidi e commossi.

Nel frattempo sopraggiunge un altro iconico personaggio: è R2-D2, che sembra subito far amicizia con il piccolo alieno verde. Che la Forza sia con te, augura poi Luke Skywalker, portando poi via Grogu e scindendo definitivamente le strade del bambino e del mandaloriano.

TITOLI DI CODA

Questo episodio ha anche una sequenza post titoli di coda. Se per qualche motivo non l’avete vista, fermatevi di leggere, correte a recuperarla, e poi tornate qui!

Siamo su Tatooine. Per l’esattezza in quello che fu il palazzo di Jabba. Bib Fortuna, dopo aver ereditato il potere del suo ex padrone, siede sul trono riverito da una platea di brutti ceffi. Dopo aver fatto fuori le guardie gamorreane, si palesano Fennec Shand e Boba Fett. Uno ad uno tutti i guardaspalle di Bib vengono fatti fuori, e persino la sua twi’lek schiava viene liberata. Boba, credevo fossi morto, balbetta Fortuna, prima di beccarsi un colpo di blaster in pieno petto.

Vediamo quindi Boba Fett scostare il cadavere sovrappeso di Bib, e sedere finalmente al suo posto: il trono di Tatooine. Su schermo compare poi il titolo The Book of Boba Fett (il libro di Boba Fett), Dicembre 2021.

CONCLUSIONI

Il finale della seconda stagione è esplosivo, e non solo perché vediamo di nuovo Luke Skywalker nei suoi anni migliori. Favreau e Filoni si dimostrano coraggiosi, come forse non lo è stato nemmeno Lucas stesso a suo tempo. Cambiano le carte in tavola, rinunciano – apparentemente – a Grogu e al suo potente appeal, muovono una pedina sacra e fondamentale come Luke e più di ogni altra cosa fanno tutto in maniera impeccabile e perfetta.

Luke Skywalker è realistico e regge bene lo schermo. Sarà interessante, sicuramente grazie a Disney Gallery, scoprire come sia stato ‘riportato in vita’, dal momento che Mark Hamill figura nei credits. Il volto dello storico interprete dovrebbe essere stato sovrapposto a quello dell’attore Max Lloyd-Jones, che ha prestato il corpo.

Che dire di The Book of Boba Fett? Nel momento in cui stiamo scrivendo questo articolo non abbiamo ancora informazioni ufficiali. Possiamo immaginare però che si tratti di una miniserie spinoff con protagonista Boba Fett, che possa magari finalmente svelare come il più grande cacciatore di taglie di tutti i tempi sia sopravvissuto al Sarlacc.

Giorgio Fabrizi

Fondatore di Star Wars Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d’Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari. Nel 2021 ha pubblicato il suo romanzo di esordio, La Luna del Colosso, edito da PAV Edizioni.


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