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Lo Slave I, la nave che tutti temono. Tutto sul vascello di Jango e Boba Fett – Guida al Canon

Guida al Canone
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Qualunque cacciatore di taglie deve contare su di una nave solida, ben equipaggiata e pronta alla fuga. Se sei il migliore cacciatore della Galassia, lo Slave I è la nave perfetta. Di padre in figlio, da Fett a Fett, quest’astronave personalizzata incute un giusto timore in chiunque ne riconosca il ronzio o l’iconica forma.

Slave I, Lo Slave I, la nave che tutti temono. Tutto sul vascello di Jango e Boba Fett – Guida al Canon, Star Wars Addicted

Caratteristiche tecniche

Lo Slave I è un modello Firespray – classe – 31, costruito dalla Kuat Systems Engineering, alto 7,8 m; lungo 21, 5 m e dall’apertura alare di 21,3 m. È dotato di iperguida di classe 2. Il vascello nasceva come nave da pattuglia e di polizia, prima di subire svariate modifiche. I motori a propulsione sono contenuti nelle derive che, poste in posizione perpendicolare rispetto al piano di appoggio quando la nave è attraccata, ruotano in maniera tale da rimanere parallele ad esso, in fase di decollo. Insieme alle derive, anche la cabina interna ruota nello stesso senso, grazie ad un sistema di gravità artificiale, per consentire al ponte di riorientarsi a seconda della modalità di volo.

Slave I, Lo Slave I, la nave che tutti temono. Tutto sul vascello di Jango e Boba Fett – Guida al Canon, Star Wars Addicted

Il cacciatore Mandaloriano (almeno per adozione, checchè ne dica il Ministro Almec) Jango Fett modificò la nave per renderla adatta alla sua particolare professione. Gli armadietti interni furono convertiti per fare spazio alle prede e gli alloggi ampliati per fornire maggiore spazio all’equipaggio durante le lunghe battute di caccia. Il “figlio”, Boba, aveva apportato ulteriori miglioramenti, fra cui dispositivi disturba segnali e un sistema di occultamento per sfuggire ai sensori che avessero cercato intrusi.

È dotato di armamenti particolarmente pesanti. Le uniche armi visibili all’esterno sono due cannoni blaster girevoli binati, con rotazione di 360° e angolo d’alzo di 10°,in grado di produrre 600 gigajoule per colpo, a corto raggio. Sono, invece, numerosissimi gli strumenti e gli altri sistemi offensivi di cui dispone, tutti nascosti, per poter avvicinare più facilmente la preda e sorprenderla. Oltra a cannoni blaster e laser pesanti, la Slave I nasconde nella prua lanciamissili a concussione, usati per abbattere il nemico; mentre, quando la taglia prevede che la preda catturata sia consegnata viva, può disabilitare i sistemi dell’obiettivo con i cannoni ionici. È proprio così che lo Slave I catturó lo shuttle imperiale di classe Lambda, usato dall’equipaggio capeggiato da Din Djarin per abbordare l’incrociatore leggero di classe Arquitens di comando del Moff Gideon. L’arma più devastante è sicuramente la carica sismica di cui lo Slave I è equipaggiato nella poppa della nave. In caso di inseguimento, la mina, la cui attivazione è indicata dal lampeggiare di una luce gialla, viene sganciata. Al suo impatto, rilascia un’onda d’urto dall’enorme potenza distruttiva.

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Proprietari

La nave apparteneva originalmente a Jango Fett, finchè non venne ucciso dal Maestro Jedi Mace Windu. Passò così nelle mani del figlio – clone non modificato Boba, poco più che un bambino, solo e senza guida. Il giovane Fett, però, era già stato addestrato dal padre e conosceva perfettamente la nave, tanto che nel duello con Obi-Wan kenobi su Kamino usò i blaster della nave per aiutare il padre. In cerca di un nuovo mentore, lo trovò nella nota cacciatrice di tagie Aurra Sing. Quest’ultima ideò un piano per dare a Boba la sua vendetta contro il Jedi. Grazie al Trandoshano Bossk ed al Klatooiniano Castas, il piano riuscì nell’intento di catturare dei progionieri, anche se Windu si era salvato. Su Florrum, nella base del pirata Weequay ed ex amante di Aurra Sing, nonchè amico di lunga data di Jango Fett, Hondo Ohnaka, si tennero le trattative per il rilascio dei prigionieri con il membro del Consiglio Jedi Plo Koon e per offrire a Boba la possibilità di affrontare di nuovo Windu. Catturato dal Jedi, capendo che il padre non avrebbe trovato le sue azioni onorevoli, Boba decise di rivelare l’ubicazion degli ostaggi e di consegnarsi alla Repubblica. Aurra Sing trovò la fuga con lo Slave I, ma fu intercettata da Ahsoka Tano e la nave si schiantò.

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Dato per distrutta, lo Slave I fu recuperato da Hondo Ohnaka e riverniciato con i colori con cui appare nella trilogia originale, con l’aggiunta del marchio della banda di pirata, poi rimosso. In seguito, Boba ne ritornò in possesso. A distanza di anni dalla sua presunta morte, Boba Fett usò lo Slave I per recuperare l’armatura di suo padre e per aiutare il Mandaloriano Din Djarin a salvare il piccolo Grogu. Conclusa la missione, Fett tornò su Tatooine, presso il Palazzo di Jabba the Hutt, a soldo del quale un tempo lavorava. L’appena rivelata serie “Il libro di Boba Fett” preannuncia un Fett che vuole appropriarsi dei traffici del vecchio cartello degli atti. Non ci sono dubbi che avremo ulteriori occasioni per vedere lo Slave I in azione.

 

Cosa ne pensate di questa nave armata fino ai denti? Fatecelo sapere e che la Forza sia con voi!

Supervisor Editor

Appassionato di Star Wars dal 1996, quando mio padre mi regalò il primo Millennium Falcon. Da allora, continuo a seguire tutto ciò che riguarda la Galassia Lontana Lontana, con particolare attenzione al canone.

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