Editoriale
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Nell’episodio 5 di “The Mandalorian”, l’ex Jedi Ahsoka Tano rifiuta di addestrare Grogu (fortunatamente si può smettere di chiamarlo baby Yoda) per via dell’attaccamento a Mando. Ricordiamo che il piccolo ha cercato di strangolare anche Cara Dune, pensando che il “padre” fosse in pericolo. Ahsoka ci rivela di aver visto cosa accade quando non si è in grado di controllare le proprie emozioni. Le sue parole danno modo di riflettere su uno dei tanti aspetti per cui Star Wars non è soltanto una storia, ma è una grande metafora della vita.

Prima di andare avanti, è bene spiegare le ragioni per cui Ahsoka è stata testimone di cosa è successo al “migliore” di tutti loro. Ci si può chiedere, infatti, come facesse a sapere che la caduta di Anakin Skywalker fosse dovuta all’attaccamento verso i cari. Nell’episodio “Unexpected Company”, inedito in Italia, ma reperibile in lingua originale su Youtube, della serie di corti “Forces of Destiny”, la giovane Togruta si unisce ad Anakin e Padmè, in quella che doveva essere una missione, o solo una scusa, per loro due. Durante il viaggio, scopre l’affetto che li lega, e decide in ogni caso di mantenere il segreto. Ahsoka sapeva quanto Anakin amasse Padmè ed ha compreso che questo legame lo ha portato al Lato Oscuro.

Risuonano, allora, le parole del maestro Yoda. La paura apre la via per il lato oscuro. Coloro che lo abbracciano sono dominati dalle loro passioni. Chiunque può sperimentare quel senso di atterrimento che genera la paura, non una sana e gestibile, che spinge a superare i propri limiti, ma quella paralizzante, quella che annebbia la capacità di vedere lucidamente le cose. A chi non è capitato di trovarsi di fronte ad un “pericolo” incontrollabile, di avere paura e fare sciocchezze.

 

“La paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all’ira, l’ira all’odio; l’odio conduce alla sofferenza.”

 

Una particolare paura è quella di perdere ciò che si ama. Nel quotidiano, quanto spesso accade di avere paura di perdere il proprio/a compagno/a per gelosia e questo porta ad atteggiamenti astiosi e nocivi, sia verso l’oggetto del desiderio che verso ciò che può portarlo via. Quante volte queste sensazioni avvelenano un rapporto. La paura genera l’odio, odio verso chiunque sia una minaccia per il proprio bene, inclusa la persona amata. Come Anakin ha dimostrato, questo odio può respingere qualsiasi pensiero ragionevole e “uccidere” ciò che invece desideriamo. Nel suo caso, la sua amata è morta, ma la vicenda simboleggia qualcosa di più profondo e comune. Ad essere morto è il rapporto. Sentimenti di gelosia che celano la volontà di “possedere” gli altri inquinano qualsiasi relazione, al punto di doversi respingere pur di stare bene e nonostante si sia ancora legati.

I Sith sono egoisti ed egocentrici per definizione; i Jedi altruisti. L’essere rivolti sempre a se stessi fa sì che le proprie emozioni non siano filtrate da un altro punto di vista, cosa che il più delle volte aiuta a stemperare quei sentimenti più forti, quelle passioni, che da soli non si riesce a gestire. Nella saga si parla di disciplina. Innegabilmente questa gioca un ruolo, ma è, anche questa, una metafora. Oltre alla disciplina, serve un po’ di empatia, di compassione. Sono emozioni che nella vita comune consentono di avere una visione più equilibrata. Del resto, una passione fuori controllo non può che essere vista come insana perchè squilibrata.

Spesso si pensa che dominare le proprie emozioni significhi reprimerle. Niente di più sbagliato! Se si reprimono esse riusciranno più prepotentemente di prima fino a scatenare un enorme impulso rabbioso. Quel tipo di rabbia, che dà una forte scarica ed una sensazione di forza e invincibilità, lascia l’amaro in bocca poco dopo. Essa rivela la parte più animalesca dell’individuo, priva di freni, puro istinto, capace di ferire indiscriminatamente. E questo genera, a sua volta, sofferenza. Pentimento, ad esempio, per aver commesso un errore in una relazione, che tradisce anche il nostro pensiero solito, ma, purtroppo, irreparabile. È la sua negazione a renderla forte.

Saper accettare le proprie debolezze emotive e le proprie paure riesce, al contrario, a placarle e a dar loro la giusta posizione nel nostro sistema emotivo. Il Cavaliere Jedi Obi-Wan Kenobi ha visto Maul uccidere la donna che lui segretamente amava. Eppure non ha mai ceduto. Ha trovato il significato nella sofferenza ed è stato in grado di accettarla. L’evidente prova ci viene data proprio da Obi-Wan che, dopo aver definitivamente sconfitto il suo nemico, quello che lo aveva privato del suo mentore e della sua amata, ha compassione per lui in punto di morte e chiude gli occhi di colui che, invece, era sempre stato manipolato dalle sue passioni.

Questi sono solo alcuni dei tanti esempi per cui la Saga che dura da ormai 43 anni ha ancora successo e continua a toccare nel profondo chiunque sia aperto a cogliere anche questi aspetti. Una storia è bella perchè vera e Star Wars sa tradurre in fantastico quello che tutti possono provare.

Cosa ne pensate? Fatecelo sapere e che la Forza sia con voi.

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Appassionato di Star Wars dal 1996, quando mio padre mi regalò il primo Millenium Falcon. Da allora, continuo a seguire tutto ciò che riguarda la Galassia Lontana Lontana, con particolare attenzione al canone.


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