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Come The Mandalorian rispetta il Legend e non ci condurrà alla Trilogia Sequel

Editoriale
Questo articolo è un editoriale. Significa che contiene un'opinione, un parere o un'interpretazione personale dell'autore che può - eventualmente - essere diversa o discordante dalle opinioni del resto della redazione di Star Wars Addicted.

Si fa presente che il seguente articolo tratta di argomenti ad oggi classificati nell’Universo Espanso “Legends”.

In seguito ad una approfondita lettura dell’esaustivo ed intrigante pezzo del collega di redazione Ransolm Casterfo, sono spuntate alcune domande e considerazioni da parte di chi a buon titolo, considera l’UE come il bacino imprescindibile da cui il canone attinge. Ebbene, l’ultima serie targata Filoni & Favreau, può essere vista ed apprezzata da chi (e ce ne sono molti) non riesce a farsi andare giù le passate scelte di produzione Disney? La risposta è fortunatamente sì.

The Mandalorian, Come The Mandalorian rispetta il Legend e non ci condurrà alla Trilogia Sequel, Star Wars Addicted
Una plastica rappresentazione: Favreau, Filoni e Lucas in prima fila, Kennedy dietro

Riprendendo le già famose parole dell’Executive dello Storygroup Matt Martin del 9 maggio scorso, nessuno impedirà a nessuno, in maniera del tutto ufficiale, di fare mix veri e propri fra le continuities, fino ad arrivare a inserire ponti di collegamento fra una storia ed un’altra, purché ovviamente il tutto sia coerente con la logica di Star Wars.

Favreau, ma Soprattutto Filoni, conoscono bene la materia in questione e con un incredibile lavoro di fino, sono riusciti a rimettere d’accordo la stragrande maggioranza, facendo riferimenti al nuovo canone – si pensi al pianeta Canto Bight nominato nel capitolo 6 oppure all’operazione Cinder, nominata nel capitolo 15 – ma creando atmosfere, presentando scene o servendo chiari riferimenti al mare magnum dell’UE.

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Matt Martin, l’Executive dello Storygroup che ha aperto agli intrecci fra Universo Espanso e Canone

Pensiamo al ritrovamento della perla di drago Krayt nel capitolo 9 – un chiaro rimando a KOTOR I e alla missione su Tatooine – alle unità HK al servizio della settima flotta imperiale di Thrawn – rimando alle svariate tipologie dell’UE, fra cui le più note unità HK-47 di KOTOR I/II, HK-51 ed HK-55 di SWTOR – ai Dark Troopers degli ultimi capitoli, l’impianto minerario segreto su Morak – che ricorda molto le prigioni di Empire at War, oppure la famosa prigione imperiale di Dathomir comparsa nel romanzo The Courtship of Princess Leia –, o se vogliamo ancora a Luke Skywalker e la ricerca dei nuovi fruitori della Forza – l’intera collana di Jedi Academy –.

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Il grande omaggio a KOTOR

Qualcuno chiederà: e le taniche di clonazione su Navarro? Quelle non possono essere di certo fraintese. Ebbene il fan dell’UE potrà sempre riferirsi ai progetti di clonazione di Palpatine sul pianeta Kejim e tutte le storie ad esso collegate – Dark Empire sopra ogni altra –. Ma Canto Bight e l’operazione Cinder? Il primo un nome di un casinò di Nar Shaddaa – o in extremis un pianeta succursale degli Hutt di cui ancora non si è parlato ampiamente – e la seconda una generica operazione di rappresaglia post Endor. E la menzione al “Nuovo Ordine” che viene fatta dall’ufficiale di Gideon nel capitolo 12? Non potrebbe che essere il Primo Ordine molti penserebbero, ma invece no, ci si potrebbe semplicemente riferire al Dark Empire del redivivo Palpatine. Insomma, per ogni possibile collegamento al nuovo canone e alla trilogia sequel, non mancherà una pezza fornita dall’UE. Provare per credere.

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La raffineria di Morak e la prigione di Dathomir. La prima riprende stilemi tipici imperiali già visti nell’UE. Altro riferimento è la prigione standardizzata utilizzabile nel famoso videogioco Star Wars: Empire at War

Constatando dunque l’ottima permeabilità fra The Mandalorian e l’UE, Filoni ha riconfermato anche quei già esistenti ponti fra nuovo canone ed UE, quale è The Clone Wars ad esempio, grazie alla perfetta immissione di un personaggio chiave come Ahsoka Tano. Ma è vero che The Mandalorian si sta avvicinando sempre più alla trilogia sequel? Forse sì, ma anche no. Filoni sa benissimo che immettendo un personaggio come Grogu e scomodando una leggenda come Luke Skywalker non può che creare nuove ed alte aspettative su entrambi e se queste dovessero essere disattese, la delusione non potrebbe che rompere prepotentemente gli argini. Questo lo vogliono evitare tutti, Disney in primis.

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Una delle scene più importanti e toccanti dell’ultimo episodio

Per come sono andate le cose, seguendo la trilogia sequel e il nuovo canone, Filoni dovrebbe sostanzialmente azzoppare lo stesso lavoro che ha firmato con questo ultimo episodio. Come morirà/scomparirà Grogu? Lo farà davvero uscire di scena in favore di una stabile quiete per la trilogia sequel? Tutte domande a cui solo il tempo potrà rispondere. Ma c’è già chi spinge per un pesante retcon, si sente più spesso parlare di reboot, sicché il lavoro di Filoni, potrebbe benissimo darlo a pensare.

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“I was aiming for the other one”

Ad oggi ci rimangono due fantastiche stagioni ed un finale della seconda che è stato capace di accontentare ed entusiasmare davvero tutti, dal fan della domenica fino al talebano. La strada da seguire è semplice: continuare ad accontentare i fan con materiale originale e al contempo coerente, nel quadro di una serie finalmente interpretabile e non a senso unico. Abbiamo rivisto un Luke Skywalker raggiante come non mai e si è dato un caloroso bentornato all’adoratissimo Temuera Morrison, altro caposaldo per le future speranze dei fan. C’è una morale in tutta questa narrazione ad ogni modo: prendete ciò che vi aggrada e lasciate perdere il resto, potete farlo!

Nato a Roma l’8 settembre del 1991. Dottore in Scienze Archeologiche e giornalista, è da sempre un grande appassionato di Star Wars, con particolare predilezione per le narrazioni legate all’Età d’Oro dei Sith, alla Vecchia Repubblica e a tutto il materiale riguardante l’Universo Espanso, di cui è un forte sostenitore ed ammiratore.

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