E alla fine i Midi-Chlorian tornarono. Uno degli elementi dell’immaginario di Star Wars più odiati dalla fanbase torna prepotentemente con il Capitolo 12 di The Mandalorian (qui la nostra guida). Prepotentemente perché il capitolo, come mai prima d’ora in The Mandalorian, ha forti legami con la trilogia sequel, rappresentando una sorta di testa di ponte rispetto al punto in cui tutto è iniziato, ovvero la trilogia prequel.

Parliamo di Midi-Chlorian perché nella registrazione del dottor Pershing che Din Djarin, Cara Dune, Greef Karga e il Mythrol ascoltano sulla base imperiale di Nevarro, lo scienziato parla di “valore M”. Ora, Qui-Gon Jinn in Episodio I analizza il sangue del piccolo Anakin e manda il campione a Obi-Wan, che pronuncia le parole “Il livello va oltre la scala. Supera i ventimila. Neppure il maestro Yoda ha una quantità tale di midi-chlorian”. Bene, come spesso capita con Star Wars, purtroppo, con le localizzazioni in italiano continuano a perdersi dettagli. Se in italiano abbiamo una volta “valore” e l’altra “quantità” in abbinamento ai Midi-Chlorian, nelle versioni originali sia Pershing che Obi-Wan usano la parola “count”, “midi-chlorian count” nel caso del Jedi e “M-count” per quanto riguarda lo scienziato kaminoano.

Anche il fatto che in entrambi i casi la rilevazione sia fatta sulla base dell’analisi del sangue, di Anakin prima e del Bambino dopo, sembra un’ulteriore implicita conferma che si tratta proprio dei Midi-Chlorian. Odiati dalla fanbase, come dicevamo. Motivo? Sconosciuto. Di solito quando chiedi loro spiegazioni ti rispondono: “Ma dai…sono una *bip*!!”, senza ulteriori argomentazioni, ma questo è un altro discorso, che non ci interessa affrontare in questa sede.

Più interessanti le connessioni con la trilogia sequel. Partiamo dal fatto che la base imperiale, a insaputa di Karga e di Dune, è un laboratorio e l’Impero sta compiendo non meglio determinati esperimenti. Nell’installazione diversi scienziati portano la stessa uniforme indossata da Galen Erso in Rogue One: A Star Wars Story con il simbolo del Dipartimento Imperiale di Ricerca Militare. Inoltre, è curioso come sia in Episodio I che in The Mandalorian si faccia riferimento a un individuo ben specifico rispetto all’alto numero di Midi-Chlorian come punto di riferimento quasi irraggiungibile: insomma, dovrebbe essere chiaro dove voglio arrivare: il Bambino potrebbe essere in qualche modo lo stesso Yoda tornato in vita chissà come?

Ma se quest’ultima è solo una personale speculazione, Pershing inavvertitamente rivela ai protagonisti che l’Impero non sta progredendo come sperato nella sua ricerca. Confessa di essere riuscito a prelevare un campione di sangue del Bambino (evidentemente nel ristretto lasso di tempo tra l’originale consegna di Djarin, il suo cambio di idea e il conseguente salvataggio). Questo però si è rivelato insufficiente e i risultati ottenuti grazie a esso non sono stati replicabili. In questa stessa sequenza i più attenti avranno notato la presenza di una creatura dall’aspetto deforme in una delle vasche di clonazione. Sembra trattarsi proprio dell’ex-Leader Supremo Snoke.

Questa creatura mostra una cicatrice sul cranio molto simile a quella che riporta Snoke nella trilogia sequel. Inoltre, questa scena è accompagnata da un motivo musicale che ricorda il tema di Darth Plagueis di Episodio III, peraltro quasi del tutto coincidente con il tema di Snoke presente in Episodio VII (altri dettagli qui). In altri termini, in forza al periodo in cui è ambientato e per via di tutti questi riferimenti, in The Mandalorian potrebbero potenzialmente apparire personaggi molto importanti dell’universo di Star Wars. Non solo Snoke, ma anche l’Imperatore, Han Solo, Leia e Luke Skywalker. L’epoca scelta da Favreau e Filoni per l’ambientazione di questa serie televisiva, in altri termini, conferisce loro una versatilità praticamente sconfinata.

Ora, come avevamo probabilmente anticipato correttamente tempo fa, il tema finale di The Mandalorian e il senso della ricerca di Din Djarin potrebbero coincidere con un semplice quesito: “Come ha fatto l’Imperatore a rendere sensibili alla Forza il suo esercito di cloni e il suo stesso clone?” Qui subentra il concetto di Strand-Cast, di cui abbiamo già parlato, anch’esso di difficile, se non impossibile, individuazione con la versione localizzata in italiano di The Mandalorian. Nel Capitolo 7, quando se ne è parlato per la prima volta, Strand-Cast è stato tradotto con “esperimento incompiuto”, un bel po’ fuorviante rispetto al senso originale.

Gli Strand-Cast sono delle creature nate a partire da una genetica personalizzata, prendendo una varietà di filamenti di DNA e mettendoli insieme in una nuova forma. A quanto pare è possibile rendere sensibile alla Forza una creatura instillandole il filamento di DNA opportuno, e probabilmente Palpatine ha incaricato Gideon di recuperarlo dal Bambino. Potrebbe essere proprio questa la tecnica insegnatagli dal suo Maestro Plagueis, ovvero riportare in vita tramite DNA e campioni di sangue.

In definitiva, questo capitolo è sicuramente entusiasmante, per quanto si caratterizzi da uno sviluppo molto semplicistico. Il lato negativo della medaglia è che, come spesso accade in The Mandalorian, dà la sensazione del pretesto per raccontare l’ennesima battaglia e l’ennesima avventura del “Mandaloriano” e del “Bambino”. I due si recano su Nevarro per riparare la Razor Crest rispetto ai danni rimediati in seguito all’incontro con i piloti della Nuova Repubblica. Apparentemente, riescono nel loro scopo ma a un costo molto serio: mettono l’Impero sulle tracce di una delle poche Jedi sopravvissute, Ahsoka Tano.

The Mandalorian in questa seconda stagione conferma la sua struttura da “roller-coaster”. Si è partiti subito in quinta marcia con il capitolo con Cobb Vanth e Boba Fett, per poi “rallentare” con la storia della famiglia Frog. Il terzo capitolo della stagione è stato nuovamente incredibilmente emozionante con il ritorno di Bo-Katan Kryze e la rivelazione che Ahsoka è ancora viva, per poi prendersi nuovamente una pausa prima del ritorno di Ahsoka, stavolta in carne e ossa. E se è vero che il prossimo capitolo sarà diretto da un certo Dave Filoni, allora il ritorno della nostra Jedi preferita si fa molto vicino.


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