Chi segue costantemente Star Wars Addicted sa bene che abbiamo gradito, e non poco, la presenza di Cobb Vanth nel primo capitolo della seconda stagione di The Mandalorian. Un personaggio proveniente da un romanzo importante come Aftermath finalmente protagonista di un capitolo, con la promessa di un suo ritorno nel futuro di The Mandalorian e una presenza ancora più importante.

Tuttavia, permangono alcune perplessità sull’uso che è stato fatto di questo personaggio, nella misura in cui certi eventi sono in contraddizione con gli eventi narrati in Aftermath. Abbiamo gridato al miracolo per il tipo di cross-medialità che Disney sta strutturando con Star Wars, ma questo progetto funzionerà, a nostro modo di vedere le cose, solo se sarà completamente coerente in tutte le sue parti. E questo vuol dire che quanto narrato da The Mandalorian, come dai film o dalle serie animate, non dovrà sovrascrivere i romanzi.

Succede, in parte, nel capitolo con Cobb Vanth. Naturalmente la parte interessante, che ci ha lasciati molto soddisfatti, è coerente con il fatto che Vanth fosse effettivamente lo Sceriffo di un avamposto di Tatooine e avesse recuperato l’armatura che fu di Boba Fett, ma alcune vicende del passato dello Sceriffo, che in The Mandalorian vengono narrate con un flashback, non corrispondono con il romanzo di Chuck Wendig.

Nel romanzo Vanth ruba l’armatura a un certo Adwn Charu, un impiegato della compagnia mineraria che in The Mandalorian è la causa scatenante della vicenda di Vanth. Nella serie TV quest’ultimo è costretto a fuggire da Mos Pelgo e, solo dopo aver ritrovato l’armatura dai Jawa, torna nel villaggio, scaccia la compagnia mineraria e diventa lo Sceriffo.

Nel romanzo, invece, Vanth è già sceriffo di Mos Pelgo quando, dopo una colluttazione con Charu, entra in possesso dell’armatura che fu di Boba. Nel romanzo si dice anche che Vanth è entrato in possesso di una perla Krayt, l’Icore che nella serie televisiva si ottiene con l’uccisione del Drago, in seguito a negoziati con i Predatori Tusken al fine di fronteggiare la gilda mineraria.

È vero si tratta di piccole contraddizioni, comunque secondarie rispetto all’emozione di vedere Vanth finalmente in chiave fotorealistica. Però, danno fastidio all’appassionato incallito di Star Wars, che ama il fatto che tutto sia completamente fedele. Alcuni sostengono che le divergenze derivano dal fatto che nel romanzo le vicende sono narrate dal punto di vista di Charu, che può essere divergente dalla realtà sulla base delle sue emozioni. In ogni caso, The Mandalorian ha, e questo è un dato di fatto, un valore canonico superiore rispetto ad Aftermath.

In altri termini, parliamo di una spiegazione simile a quella che fu data nel caso delle divergenze tra la settima stagione di Clone Wars e il romanzo Ahsoka di Emily Kate Johnston, anch’esso canonico. Le contraddizioni in quel caso riguardavano i fatti dell’Assedio di Mandalore, che tra romanzo e serie TV differivano in maniera sensibile. Anche in quel caso si disse che, a causa del trauma subito, Ahsoka ha alterato i suoi ricordi.

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Perché Dave Filoni e la sua squadra non si impegnano maggiormente a rispettare fedelmente i romanzi? Probabilmente hanno esigenze narrative per le opere filmiche che li costringono ad accelerare e a cambiare alcuni passaggi per questioni di ritmo e di velocizzazione della narrazione. Ma, andando avanti così, opere canoniche come Aftermath e il romanzo su Ahsoka rischiano di diventare non canoniche?


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