Editoriale
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I duelli con la spada laser sono diventati una forma di intrattenimento molto iconica nell’universo di Guerre Stellari. Durante la storia galattica, sono state inventate diverse forme di combattimento che richiedevano tutte un approccio molto differente. Ufficialmente oggi riconosciamo ben sette forme di combattimento.

Forma I

La forma I, detta anche Shii-Co, è la forma di combattimento più antica e basilare sviluppata dall’Ordine dei Jedi, che veniva insegnata a tutti i suoi membri fin dalla giovane età. Essa richiede un’applicazione calma e raccolta e consiste nell’eseguire colpi diretti e ampie parate molto elementari, che possono essere usati in diversi tipi di situazioni. I praticanti della forma attaccano frequentemente per approfittare dei punti deboli dell’avversario, senza però uscire troppo allo scoperto in modo da trovare il giusto equilibrio fra difesa e attacco. Questo stile di combattimento è molto utile quando si affrontano nemici multipli, ma può risultare vulnerabile se si stanno affrontando avversari equipaggiati con la spada laser. I Jedi più esperti a volte utilizzavano lo Shii-Co come ultima risorsa, nel caso non riuscissero a prevalere sul nemico con l’utilizzo delle forme più avanzate. Durante le guerre dei Cloni, nell’Ordine Jedi il più grande esperto della Forma I era il maestro Kit Fisto.

 

Forma II

La Forma II, nota anche come Makashi, è una forma che era stata creata in seguito all’apparizione dei Sith, avversari che a loro volta brandivano una spada laser. Questa forma è caratterizzata da un approccio elegante e aggraziato, il quale richiede di compiere colpi precisi e accurati a differenza delle ampie parate e colpi diretti della Forma I. Essendo più adatta ad affrontare i nemici singoli dotati di spada laser, l’obbiettivo di questo stile di combattimento è quello di analizzare la tecnica dell’avversario al fine di trovare un’apertura per poter sferrare il colpo di grazia. Il più grande esperto del Makashi era senza dubbio il Conte Dooku.

Forma III

La forma III, nota anche come Soresu, è uno stile prevalentemente difensivo che era stato creato in seguito all’aumento esponenziale dei blaster nella galassia. Per utilizzare la Forma in un modo corretto, il praticante deve concentrarsi interamente sulla difesa, impiegando tutte le energie mentali per esaminare tutte le mosse effettuate dal nemico, e contrastarle attraverso strette parate e varie schivate. È quindi uno stile che ha come obbiettivo principale quello di sopravvivere il più a lungo possibile, e approfittare alla prima occasione di un errore del nemico, che a causa della stanchezza poteva lasciare scoperta la propria formazione. Questa forma è molto vantaggiosa perché è poco dispendiosa a livello fisico, e può essere utilizzata sia contro avversari multipli che contro singoli nemici muniti di spada laser. Il massimo esponente di questa forma era il maestro Jedi Obi Wan Kenobi.

spada laser

Forma IV

La forma IV, nota anche come Ataru, è una forma di combattimento che si concentra quasi esclusivamente sulla offensiva. I praticanti di questa forma cercano di porre fine al combattimento il prima possibile tentando di imporsi sull’avversario con l’uso di una serie di colpi rapidi e imprevedibili che lo potevano mettere estremamente in difficoltà. Nonostante la sua efficacia l’Ataru presenta anche diversi svantaggi, poichè si tratta di una forma che per poter essere sfruttata al massimo, richiede la presenza di una ambientazione molto aperta, e oltre a questo la sua applicazione prolungata ti poteva far esaurire rapidamente le energie fisiche; infatti molti praticanti ritenevano che ad un certo punto della battaglia, in caso di non successo, bisognasse accettare la sconfitta e ritirarsi. Durante le Guerre dei Cloni Anakin Skywalker ha anche incorporato nella froma IV alcune lezioni della Forma III, per fare in modo di avere più copertura difensiva. Il maggiore praticante di questa forma era il Gran maestro Yoda il quale la utilizzava per compensare la sua piccola statura.

Forma V

La forma V era stata creata dagli esperti della Forma III che hanno visto la necessità di un miglioramento delle capacità offensive. La prima variante di questa forma, denominata Shien, è caratterizzata da una presa inversa sulle spade laser e si pone come obbiettivo principale non solo quello di deviare i colpi che arrivano ma anche di rifletterli verso l’avversario, in modo da poter sfruttare le armi dei nemici a proprio vantaggio. La seconda disciplina, chiamata Djem So, seppure presenti di base gli stessi principi della prima variante, è più adatta alle situazioni in cui si affronta un avversario munito di spada laser, cercando di contrattaccarlo in maniera inaspettata. Nonostante ciò, questo stile di combattimento ha lo svantaggio di essere molto dispendioso a livello fisico a causa delle continue transizioni tra difesa e attacco. I maggiori praticanti della Forma V erano Ahsoka Tano e il suo maestro Anakin Skywalker, il quale continuò ad usarla anche quando divenne Darth Vader.

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Forma VI

La forma VI, nota anche come Niman, era l’ultimo stile di combattimento ad essere accettato dai Jedi dell’Ordine. Utilizzata anche dai possessori di una spada a doppia lama, questa forma mette insieme le caratteristiche di tutte e cinque le forme precedenti, evitando le loro debolezze, ma allo stesso tempo senza aggiungere ulteriori punti di forza. Il Niman risulta abbastanza bilanciato tra attacco e difesa nonostante quest’ultima tenda ad essere presa un pochino più in considerazione. In tutto questo ha anche il vantaggio di essere poco dispendioso a livello fisico a causa dell’integrazione dei poteri della Forza. Con il tempo divenne la forma più famosa all’interno dell’ordine, al punto tale da essere considerata il nuovo standard da diversi membri. Il più noto praticante di questo stile era Darth Maul che per l’appunto possedeva una spada laser a doppia lama.

Forma VII

La forma VII, nota per le discipline di Juyo e Vaapad, è considerata come la forma della ferocia per via della sua natura aggressiva è imprevedibile. Lo Juyo era ritenuto lo stile più controverso all’interno dell’Ordine Jedi, non tanto per il fatto che fosse una forma molto aggressiva, ma perchè richiedeva al praticante di attingere alla rabbia e alle proprie emozioni negative per alimentare l’aggressione, una cosa che veniva vista come una violazione del codice Jedi. A causa di questa caratteristica, molti Jedi cadevano vittima del Lato Oscuro o ne andavano molto vicini, motivo per il quale l’Alto Consiglio dei Jedi proibì lo studio di tale forma. L’unica variante della Forma VII ad aver ottenuto il riconoscimento da parte del Consiglio è stata il Vaapad, creata solamente negli ultimi decenni dell’Ordine Jedi da Mace Windu. Il maestro Jedi, sviluppò questa variante per fare in modo di riuscire a controllare l’oscurità interiore e ad indirizzarla verso fini benevoli. Nonostante ciò, a causa del pericolo che poteva rappresentare Windu era molto scettico nel permettere agli studenti di studiare tale forma; infatti egli era l’unico fra tutti i membri dell’Ordine che riusciva a padroneggiarla.

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Jar’Kai

Il Jar’Kai non è propriamente una forma riconosciuta ma un metodo particolare per utilizzare al meglio due spade laser contemporaneamente. Il suo utilizzo è molto difficoltoso in quanto richiede una buona coordinazione, ma una volta imparata la tecnica, si riesce benissimo a mantenere un blocco offensivo molto efficace. Tuttavia i praticanti di tale metodo, non possono bloccare o attaccare con due spade laser contemporaneamente e risultavano molto indeboliti se perdevano una delle due lame.

Voi cosa ne pensate? Quale è la vostra forma preferita? Fatecelo sapere con un commento e che la Forza sia con voi.

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Fan di Star Wars da inizio anni 2000, che nel corso della sua vita ha continuato ad ampliare la sua conoscenza della galassia lontana lontana attraverso videogiochi, serie animate, libri e fumetti.


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