Inizialmente era Project Maverick, poi, svelatosi ufficialmente, è diventato Star Wars Squadrons. L’ultimo titolo di EA Motive ha ricevuto una presentazione gradevole, in grado di toccare corde che gli appassionati dei vecchi ‘simulatori’ ambientata nella galassia lontana lontana avevano forse nascosto in reconditi antri del proprio cuore. Squadrons aveva come obiettivo quello di riportare sugli schermi dei fan le epiche avventure dei piloti di caccia stellari. Questa volta, nello specifico, soldati della Nuova Repubblica e dell’Impero, nelle fasi conclusive della guerra civile galattica subito dopo la distruzione della seconda Morte Nera e la morte dell’Imperatore. Con in bagaglio l’esperienza della modalità apposita di Battlefront II, i ragazzi di Motive si sono così decisi a presentare la propria creatura.

 

Tutto ciò che resta

Cosa resta ai ribelli ora difensori della Repubblica? E cosa invece rimane nelle menti degli imperiali alla deriva, guidati da un manipolo d’ammiragli in aperta guerra interna? Forse la guerra, l’emozione e il brivido del sangue che per i nostri protagonisti diventa la pericolosità e la goduria del volo spaziale.

La campagna di Star Wars Squadrons si comporta come era lecito aspettarsi, configurandosi come un lungo tutorial da cui i giocatori potranno imparare le basilari tecniche di volo da sfruttare nel ben (forse non abbastanza) corposo multigiocatore. Il gioco ci permette di scegliere un volto ed un nome per il nostro pilota, rispettivamente Vanguard 5 nel team repubblicano e Titan 3 in quello imperiale. Durante le circa 5 ore utili a completare la storia ci imbatteremo in missioni più o meno uguali, le quali richiederanno i nostri sforzi nel distruggere caccia nemici, corvette, vascelli e altro; l’intreccio narrativo è semplice, e basa tutto sé stesso sulla caratterizzazione dei comprimari: imparerete a conoscere Shen, un esperto pilota di TIE abbattuto più volte ma sempre vivo grazie a particolari impianti, oppure la cinica Gunny, leader della squadriglia Vanguard, una spassosa mimbaniana al comando di un U-Wing. Gli sparuti dialoghi che intraprenderete sulle ammiraglie (rigorosamente in prima persona) saranno gli unici veri spunti narrativi in grado di solleticare il vostro desiderio da appassionati. Ben più in sordina invece i protagonisti della trama, due leader sicuramente carismatici, ma non in grado di comunicare efficacemente al giocatore.

I 4 quattro livelli di difficoltà disponibili vi consentiranno di adeguare il gioco alle vostre esigenze, che comunque non richiederà mai uno sforzo esagerato per essere portato a termine. 8 invece i veicoli a disposizione, divisi equamente tra le due fazioni: X, Y, A, U wing per la Nuova Repubblica, mentre TIE, Interceptor, Bomber e Reaper per l’Impero. Si tratta di un assortimento sufficientemente variegato per porci negli abitacoli di navi sempre diverse nella guida e nei ruoli: soprattutto online servirà sempre un team in grado di valorizzare le caratteristiche di ogni caccia, dalla manovrabilità di un A-Wing, ad esempio, passando per il supporto del U-Wing fino ad arrivare alle ‘trench run’ sulle ammiraglie nemiche volando con un Y-Wing.

 

Il volo secondo Motive, multiplayer

Accesi i motori si decolla immediatamente, e le sensazioni pad alla mano sin da subito appaiono piacevoli e chiare. L’HUD è interamente posizionato nell’abitacolo, dove verranno mostrate munizioni, vita, scudi e altro. A schermo appariranno comunque i bersagli nemici da selezionare per non perderli di vista, così come i segnali di avvicinamento di missili nemici, da cui sarà possibile evadere con specifiche contromisure. E’ importante ricordare che sarà possibile nascondere ogni tipo di aiuto a schermo, rendendo così l’esperienza più immersiva, soprattutto in Realtà Virtuale. In Squadrons sentirete ogni mossa del vostro veicolo. Scordatevi dunque la velocità automatica di Battlefront II. Nel titolo Motive potrete decidere quando e come accelerare, fermandovi anche completamente; si tratta di una possibilità decisamente utile e preziosa, che permette un controllo assoluta sul vostro bolide da guerra. Inoltre, il gioco vi insegnerà una particolare ‘drift’ con cui sarà possibile fermare e ruotare il veicolo immediatamente, mettendovi di fronte al vostro inseguitore. Si tratta di una delle manovre più difficile da padroneggiare, ma quando saprete usarla a dovere vi sentirete davvero il Poe Dameron della situazione. Legato a questo concetto c’è un semplice ma efficace sistema di controllo dell’energia; potremo quindi decidere se indirizzarla sui motori, sui cannoni o, nel caso delle navi repubblicane, sugli scudi. Cambiare continuamente assetto sarà il modo migliore per adattare la vostra nave ad ogni situazione, che sia la fuga da un caccia nemico o l’offensiva contro una corvette avversaria.

Il multiplayer di Star Wars Squadrons vi darà la possibilità di selezionare due sole modalità: un deathmatch alle 30 uccisioni e la modalità cuore del gioco “Battaglia flotte”. Quest’ultima lancerà i giocatori (cinque per parte) in una schermaglia tra due flotte composte da un’ammiraglia, due navi destroyer minori e navi di supporto da usare come torre d’assedio nelle offensive. La modalità, in poche parole, basa tutta sé stessa sulla quantità di ‘morale’ ottenuta, una particolare valuta aumentabile con uccisioni di nemici e IA avversari, e che se raggiunto uno specifico cap consentirà alla squadriglia in vantaggio di sferrare un importante attacco alla linea nemica, eventualmente ripiegando quando le cose si mettono male. Si tratta sicuramente del contenuto più riuscito dell’intero gioco, ed è un peccato vedere solamente 6 mappe.

Nel gioco è presente anche un sistema di ranking. Cinque i gradi scalabili, che ad ogni raggiungimento garantiranno ricompense e bonus unici. Peccato per un lancio, sotto questo punto di vista, non proprio funzionale: per entrare nel sistema, infatti, sarà necessario completare 10 partite in modalità Flotta, le quali però non verranno conteggiate se anche un solo giocatore abbandonerà la partita. Di fatto, così, allungando inutilmente il tempo impiegato per essere valutati.

Star Wars Squadrons, dicevamo, è un gioco divertente. La componente simulativa non costringerà mai il giocatore ad anteporre un fantomatico realismo rispetto ad un’esperienza di stampo più arcade, ed il titolo riesce così a parlare a tutti, dando il là ad una community fidelizzata che, in questi casi, spesso rappresenta il nucleo portante del gioco.

 

Il mio caccia, il mio pilota

Parallelamente all’esperienza multiplayer è presente anche una progressione di stampo lineare. Salendo di livello sarà possibile sbloccare due valute. La prima, la ‘requisizione’ permetterà al giocatore di sbloccare componenti per il proprio caccia: il lavoro svolto dai ragazzi di Motive è stato qui prezioso e decisamente piacevole. Ogni pezzo della nave avrà effetti e modalità d’uso differenti, garantendo una varietà in termine di build sicuramente più che discreta: scudi, missili, mine, cannoni rotanti, motori ed altro riusciranno a tenervi incollati nel vostro hangar per diverso tempo prima di buttarvi a capofitto nella guerriglia spaziale. Ci sono poi i punti onore, che serviranno invece come mezzo d’acquisto di componenti estetiche per navi e pilota: si tratta di paint job, caschi, tute ed emote. Elementi piacevoli e che contribuiscono a dare un motivo in più per giocare.

 

Contenuti e lato tecnico

Concludiamo con alcune parole sul lato tecnico. Ancora una volta parliamo del Frostbite, ormai engine tuttofare di EA, che qui compone gradevoli scenari, e le sequenze in game risulteranno sempre curate, soprattutto dando una sguardo alle diverse componenti dell’abitacolo. Meno bene con volti e animazioni, che però non ricoprono un ruolo essenziale nell’economia generale. Vicino ad un engine ancora in forma, comunque, troviamo un art design sicuramente riuscito, e che spesso dipinge quadri ‘spaziali’ davvero belli, a cui contribuisce una decisa soluzione cromatica che restituisce al nero profondo tratti quasi favolistici.

Il problema più importante di Star Wars Squadrons rimane però un altro: il suo ecosistema chiuso. Parliamo dell’assenza (già annunciata) di un support post lancio. Squadrons rimarrà quindi -a patto di colpi di scena- un titolo senza aggiornamenti contenutistici. Scelta che se da una parte concorda con il prezzo budget del prodotto, dall’altra potrebbe ben presto portare all’esaurimento della sua offerta, lasciando alla community il compito di tenere in vita l’esperienza di gioco. Un peccato soprattutto considerando le qualità innegabili del titolo.


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Inizialmente era Project Maverick, poi, svelatosi ufficialmente, è diventato Star Wars Squadrons. L'ultimo titolo di EA Motive ha ricevuto una presentazione gradevole, in grado di toccare corde che gli appassionati dei vecchi 'simulatori' ambientata nella galassia lontana lontana avevano forse nascosto in reconditi antri del proprio cuore. Squadrons aveva come obiettivo quello di riportare sugli schermi dei fan le epiche avventure dei piloti di caccia stellari. Questa volta, nello specifico, soldati della Nuova Repubblica e dell'Impero, nelle fasi conclusive della guerra civile galattica subito dopo la distruzione della seconda Morte Nera e la morte dell'Imperatore. Con in bagaglio l'esperienza della…
Star Wars Squadrons è un gioco divertente, coraggioso, originale. Una storia dimenticabile fa da contraltare ad un gameplay sicuramente riuscito. Peccato per l'assenza di un support post lancio, che finirà per gravare sulle spalle di un'affiatata community
Gameplay - 8.2
Contenuti - 6.5
Lato tecnico - 7.5

7.4

Star Wars Squadrons è un gioco divertente, coraggioso, originale. Una storia dimenticabile fa da contraltare ad un gameplay sicuramente riuscito. Peccato per l'assenza di un support post lancio, che finirà per gravare sulle spalle di un'affiatata community