Ai confini più remoti dell’Orlo Esterno, un piccolo pianeta incandescente percorre silenziosamente la sua orbita, nel settore di Atravis. Posizionato tra i pianeti Jestefed e Lefrani, il mondo infuocato è ricoperto di vulcani e fiumi di lava.

Ma non bisogna lasciarsi ingannare dall’aspetto arido del pianeta: Mustafar nasconde molto di più. Da antichi segreti della Forza, ai suo abitanti nativi nascosti nell’ombra, il pianeta di lava, conosciuto come il mondo dove i jedi muoiono, ha una lunga storia alle spalle.

5 COSE CHE NON SAI SU MUSTAFAR

Un tempo Mustafar era verde e rigoglioso

Mustafar è piccolo – leggermente più piccolo del nostro Mercurio – e migliaia di anni fa la superficie non era devastata come siamo abituati a vederla. Era invece un pianeta verdeggiante, raso al suolo quando Lady Corvax, governante di Mustafar sensibile alla Forza, utilizzò in modo improprio un antico artefatto per scopi personali, dando il via alla distruzione della vita sul pianeta. La storia di Mustafar è narrata in Vader Immortal di ILMxLAB, esperienza in realtà virtuale per Oculus e PlayStation VR.

Il castello di Vader è stato progettato da un antico Sith

Momin era un antico sith che preferiva usare la Forza per creare, piuttosto che distruggere. Cercava, infatti, di evocare paura e terrore primordiale con le sue creazioni. Prima ancora della Ribellione, l’Imperatore Palpatine donò a Darth Vader l’elmo di Momin, insieme al dominio sul pianeta Mustafar. Fu proprio lo spirito di Momin a progettare la fortezza di Vader sul pianeta, anche se alla fine l’antico architetto provò a ribellarsi al Signore dei Sith.

I nativi di Mustafar vivono sotto terra

Anche se abbiamo già incontrato due specie di mustafariani in Episodio III: la Vendetta dei Sith, non abbiamo mai visto gli abitanti del sottosuolo del pianeta fino all’arrivo di Vader Immortal. Questi esseri, organizzati in clan, vivono in enormi caverne situate sotto incandescenti campi di lava.

La superficie di Mustafar non è completamente priva di vita

Mustafar non è soltanto abitato da esseri senzienti, ma anche da altre misteriose creature. La vegetazione è rada, ma nella lava vivono diversi organismi estremofili. Sorprendentemente Mustafar accoglie una minacciosa creatura, soprannominata Eye of Webbish Bog, incaricata da Lord Vader di custodire un antico puntatore Sith.

Kylo Ren affronta la creatura nella sua ricerca per trovare il puntatore tra le rovine del castello di suo nonno. Il mostro gigante è glabro, e sulla sua enorme testa calva c’è una seconda creatura a forma di ragno. Questa sequenza omessa nel film è presente nel romanzo di Rae Carson di Episodio IX: l’Ascesa di Skywalker.

I coloni del culto chiamati Alazmec proteggono la foresta di Corvax Fen e la memoria di Darth Vader

La palude dove Kylo Ren scatena la sua furia ne l’Ascesa di Skywalker è conosciuta come Corvax Fen, in onore proprio di Lady Corvax. Qui vive una setta, gli Alazmec di Winsit, che hanno l’obiettivo di difendere le rovine del castello di Vader e i territori circostanti. Per questo motivo tentano di ostacolare Kylo, finendo però devastati dal nipote di Anakin Skywalker.

Curiosità bonus: Mustafar è stato creato per la prima volta durante la fase di concept art di Episodio V: l’Impero Colpisce Ancora, dal maestro Ralph McQuarrie.

McQuarrie, lavorando ai progetti per il secondo film di Star Wars nel 1977-1978, ha ideato un castello oscuro su un pianeta di lava. Il concetto è stato successivamente perfezionato da Doug Chiang per Rogue One: A Star Wars Story.


Questo articolo è distribuito sotto licenza Creative Commons: vietata la riproduzione priva di menzione di paternità adeguata, a scopi commerciali o per opere derivate.