La prima stagione di The Mandalorian ha più o meno accontentato tutti. I fan hanno sicuramente apprezzato le prime peripezie del mandaloriano, così come i buffi comportamenti del Bambino. Allo stesso modo la produzione è stata lodata dalla critica, che ne è valso anche un bel gruppetto di nomination agli Emmy, ben 15.

Per quanto mi riguarda, cercando di fare un po’ la voce fuori dal coro, la prima stagione di The Mandalorian è stato un successo a metà. Se da una parte Jon Favreu ha sicuramente azzeccato la costruzione di un micro immaginario a dir poco delizioso, tra atmosfere western e palpiti samurai, dall’altra la sceneggiatura e l’intreccio narrativo generale declinavano in un atteggiamento quasi conservatore, senza mai voler rischiare e puntando tutto sul dipingere un affresco televisivo sì eccezionale, ma di frequente vuoto, la cui sostanza andava a trovarsi più in chicche per appassionati che in una storia solida. D’altro canto è ovvio il focus sull’iconografia dei mandaloriani. L’apparenza estetica decisamente attraente -ed un appeal in grado di emozionare sin dal 1981- ha contribuito a formare quest’aura di bellezza alla serie. Si guarda The Mandalorian e non gli si vorrebbe più staccare gli occhi di dosso; ma allo stesso tempo il cervello funziona e non si possono non notare evidenti superficialità.

Perciò, cosa aspettarsi dalla seconda stagione?

Quantità e qualità

Se ci seguite saprete sicuramente che su questa seconda parte sono usciti una valanga di leak. Basti pensare alla clamorosa notizia di Rosario Dawson come Ahsoka Tano. Beh, questo scoop, se ci pensate, non è mai stato confermato con un annuncio ufficiale. E così anche per Boba Fett, Rex, Sabine, Bo-Katana.

Ma la cosa davvero stupefacente è che sono tutte informazioni decisamente affidabili, recentemente menzionate anche nell’approfondimento in uscita su EW. Significa cioè una marea di ritorni, o arrivi, sul piccolo schermo quanto meno soverchiante. Se alcuni di questi potrebbero essere protagonisti di una fugace comparsa (Ahsoka tra tutti), altri rischierebbero seriamente di compromettere, o influenzare pesantemente, la storia di Din. Certo, non conosciamo la trama, le premesse di questa nuova parte della storia, ma l’effetto palcoscenico potrebbe ripresentarsi in maniera più importante e certamente fastidiosa. Questa continuazione dovrà necessariamente dare modo ai personaggi di evolversi, di costruirsi una terza dimensione per poter essere apprezzati non più come maschere e marionette, ma come vere menti che agiscono, sbagliano e con cui si può empatizzare. Non dimenticando poi Gideon (interpretato dal grande Giancarlo Esposito), Cara Dune e altri. La carne al fuoco è tanta, forse troppa. Riuscire a gestire questo flusso di personaggi su schermo sarà impresa dura per Favreu e Filoni, ma che potrebbe al tempo stesso concedere a The Mandalorian una dimensione paterna del nuovo corso Disney+, andando a configurarsi in essa come crogiolo di produzioni spin off in arrivo.

Ecco, personalmente da The Mandalorian 2 vorrei nient’altro che una bella storia. Raccontata come si deve, coi suoi tempi, rallentando. Sarà sicuramente bello vedere personaggi animati tanto amati prendere vita, ma al tempo stesso non bisogna dimenticarsi che questa è una nuova storia, la quale mai dovrà essere sacrificata per temporanee e piuttosto futili emozioni da appassionati.


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