Erede di una famiglia importante, soldato ligio al dovere, illustre legislatore, leale sostenitore della Repubblica, Wilhuff Tarkin è alleato fidato dell’Ordine dei Jedi. Addestrato poi dallo spietato Signore dei Sith che sarebbe diventato Imperatore, il governatore Wilhuff Tarkin ha scalato i ranghi dell’Impero esercitando la sua autorità in modo spietato e inseguendo con zelo il suo destino di architetto del dominio assoluto. Le prime minacce da affrontare restano gli agguati delle Forze della Resistenza e una nuova cospirazione separatista: per questo l’Imperatore ha ancora bisogno dei suoi sostenitori più formidabili, Darth Vader, il misterioso spietato Sith, e Tarkin, geniale gelido stratega in grado di spianare la strada per condurre l’Impero al trionfo e i suoi nemici alla morte. Tarkin, infatti, è convinto che una volta completata la cosiddetta Morte Nera le ultime sacche della ribellione potranno essere schiacciate con l’intimidazione e annientate.

Il romanzo di James Luceno, uno dei migliori del nuovo Canone, ci mostra come Tarkin riesca a conquistarsi la fiducia dell’Imperatore e a diventare il suo primo servitore, fino a conquistare il grado di Gran Moff, creato proprio per lui. Vedremo, inoltre, come Tarkin imparerà a collaborare con Vader, dopo averlo conosciuto ai tempi delle Guerre dei Cloni. Mentre il controllo dell’Imperatore si è steso dal Nucleo all’Orlo Intermedio, l’Orlo Esterno rimane ancora in preda al caos, così come lo era in parte ai tempi della Repubblica e così come era rimasto per lungo tempo nel periodo della cosiddetta Alta Repubblica. Solo con Tarkin, l’Impero riuscirà ad annettere definitivamente l’Orlo Esterno, e ad estendere il proprio controllo.

Sono passati cinque anni da quando Darth Sidious si è autoproclamato Imperatore della galassia. Tarkin qui supervisiona la costruzione della Morte Nera su Geonosis, diversi anni prima delle vicende raccontate in Rogue One. Su Geonosis l’Impero sta assemblando il generatore dell’iperguida della Morte Nera, insieme alla matrice di navigazione e al reattore a supermateria. Infine, provvederà a montare i motori subluce e i generatori degli scudi.

Il romanzo, con una struttura a flashback che ricorda un altro romanzo su un personaggio di Star Wars altrettanto importante, Phasma, fa luce sulla personalità di Tarkin, da alcuni considerato meticoloso, ragionevole e avido, da altri un fanatico e spietato calcolatore.

Il romanzo di Luceno si rivela molto meticoloso e Star Wars fino al midollo, estremamente rispettoso dell’immaginario e dei film della trilogia originale e di quella prequel. Inoltre costella l’azione con sequenze in cui Tarkin sovrintende alle operazioni spaziali militari come fa Thrawn nella trilogia di romanzi di Timothy Zahn. E l’esempio riguarda anche la sagacia con cui Tarkin anticipa i suoi rivali e con cui reagisce.

Durante i primi anni dell’Impero era nato un proverbio, ovvero “meglio perdersi nello spazio che finire su Belderone”: l’adagio sottintendeva che il valore di un militare poteva misurarsi in base al sistema stellare su cui era impegnato. Il detto sottolinea uno dei temi di questo romanzo, che, oltretutto, viene ripreso frequentemente quando si descrive il clima sociale che l’Impero impone ai sistemi finiti sotto il suo controllo. Ovvero, il tema della dicriminazione nei confronti dell’Orlo Esterno. Lo stesso Tarkin proviene dall’Orlo Esterno, e pretende che tutti i sottoufficiali e gli altri sottoposti nella sua base siano umani.

A 50 anni, Tarkin, che durante le Guerre dei Cloni ha servito il Maestro Jedi Even Piell, era così magro da sembrare emaciato, i capelli un tempo castano ramato ormai striati di grigio chiarissimo. Lo stesso codice genetico che gli aveva donato un paio di intensi occhi azzurri e il metabolismo accelerato gli aveva anche scolpito il viso facendolo assomigliare più a una maschera. Il naso aquilino appariva anche più lungo grazie al picco della vedova sulla fronte che, dopo la fine della guerra, si era fatto persino più pronunciato. Molti ritenevano che i suoi lineamenti gli conferissero un’aria molto severa, ma a Tarkin piaceva credere che gli donassero un’aria pensosa, se non addirittura sagace. E per quanto riguardava la sua voce, sorrideva sempre quando pensavano che dovesse il suo accento e il suo tono arrogante al semplice fatto di essere cresciuto nell’Orlo Esterno, precisamente sul pianeta di Eriadu.

Fulcro del settore del grande Seswenna nell’Orlo Esterno, Eriadu vede risalire le sue origini all’alba della Repubblica. All’epoca, i secoli bui della galassia si erano appena conclusi, i Sith erano stati sconfitti e cacciati, e la vera Repubblica era appena sorta dalle loro ceneri. Fondato sotto la guida del Cancelliere Supremo, un prestigioso membro della Casata Valorum, il Senato pangalattico aveva sciolto l’esercito e, con rinnovato slancio, gli abitanti dei mondi del Nucleo non vedevano l’ora di ampliare i loro orizzonti in cerca di nuove risorse e di opportunità per migliorare i loro stili di vita. Eriadu si era trasformato da un desolato pianeta qualunque dell’orlo esterno in un mondo civilizzato da annettere alla Repubblica grazie agli sforzi dei pionieri più avventurosi che, autorizzati da Coruscant, giravano per la galassia in cerca di nuovi territori in cui insediarsi stringendo patti con gli indigeni o semplicemente sopraffacendoli allo scopo di stabilire delle colonie commerciali in grado di fornire al Nucleo ogni risorsa necessaria. Fra gli innumerevoli riferimenti alle altre epoche di Star Wars, qui Luceno si riferisce all’epoca dell’Alta Repubblica.

Fu grazie all’influenza che Corulag aveva sul Senato della Repubblica che la Via di Hydiana fu collegata allo spazio di Eriadu, portando alla registrazione del pianeta sulla mappa della galassia. I Tarkin si guadagnavano da vivere come guardie del corpo su Eriadu. Tra i primi pionieri del pianeta, gli antichi Tarkin avevano dovuto guardarsi le spalle da soli, difendendosi prima dagli attacchi dei predatori feroci che vivevano nei boschi e sulle montagne e poi dai lestofanti che prendevano di mira gli abitanti inermi delle colonie più povere. Sotto la guida dei Tarkin, la milizia del posto si era lentamente evoluta in esercito di settore. Ecco perché, nonostante i loro antenati si fossero distinti come Cacciatori, piloti e appaltatori minerali, i Tarkin avevano cominciato a considerarsi gli eredi di un’antica tradizione militare in cui la disciplina, il rispetto e l’obbedienza erano i valori più rispettati di tutti. I genitori di Wilhuff Tarkin non mancavano mai di ricordargli che cosa significasse vivere in povertà, e facevano di tutto per convincerlo che avessero guadagnato ogni cosa in loro possesso soltanto superando ogni avversità. Peggio ancora, le loro ricchezze potevano sparire in un battito di ciglia, e senza una cautela e una determinazione costanti chiunque fosse stato più forte e più disciplinato di loro avrebbe potuto portargliele via. Wilhuff ha un prozio, Jova, a cui rimarrà sempre molto legato: lui lo conduce ad affrontare una prova di iniziazione e sopravvivenza estrema sull’Altopiano delle Carogne cacciando animali e insetti per mesi, fino ad abituarsi all’odore e al sapore del sangue. Un’avventura che lo segnerà per sempre e che sarà alla base di tutte le sue decisioni, e pure del nome della sua astronave personale.

Il romanzo si apre con la base Sentinel, la quale si trova su una luna piena di colline senza vita che orbita intorno a un gigante gassoso e dalla quale Tarkin supervisione i lavori alla nuova Morte Nera. La luna è funestata quasi costantemente da tempeste violentissime. I globi più vicini sono il desertico Tatooine e Geonosis sulla cui superficie esposta a radiazioni non è più possibile atterrare per esplicita volontà dell’Impero. La base Sentinel era stata dislocata da uno Star Destroyer classe Victory: un tempo angustia guarnigione adesso si estendeva in tutte le direzioni grazie ai moduli prefabbricati che erano arrivati o che erano stati costruiti sul posto.

L’Astronave personale di Tarkin, invece, è il Carrion Spike, mentre successivamente diventerà il capitano dello Star Destroyer Executrix. Il Carrion Spike monta un’iperguida Classe Uno che la rende la nave più veloce della flotta Imperiale. Lunga poco meno di 150 metri, la corvetta è un’astronave a metà tra i vecchi incrociatori del dipartimento dei Giudici, ovvero i tutori della legge che non appartenevano all’Ordine dei Jedi di cui ha fatto parte lo stesso Tarkin, e le fregate di nuova generazione della Corellian Engineering. Lo stesso Tarkin ne ha progettato la cabina di pilotaggio perché fosse più spaziosa: era proprio lì, infatti, che avrebbe trascorso la maggior parte del tempo durante i suoi viaggi. Il computer di viaggio del Carrion Spike consentiva alla nave di saltare dalla base Sentinel a Coruscant senza neppure uscire dall’iperspazio per scaricare i dati di viaggio dalle stazioni ripetitrici o dagli obsoleti fari a iperonda.

I riferimenti all’immaginario sono tantissimi, come nell’episodio dell’attacco alla Rampart, eseguito da una nave costruita su moduli provenienti da vecchi vascelli appartenuti all’esercito separatista. Tarkin si trova a indagare sull’attacco e le sue scoperte possono essere seguite nel dettaglio solo dall’appassionato che conosce bene l’immaginario. Partita della stazione Sentinel per raggiungere il Nucleo passando per il pianeta Pii, la stazione Rampart era un deposito di smistamento per astronavi da rifornimento in rotta per Geonosis, dove si stava costruendo la nuova arma spaziale. Viene attaccata da una nave da battaglia che è una versione in scala ridotta di un Incrociatore Separatista classe Providence al quale sono stati collegati i moduli delle fregate delle navi da guerra della Confederazione dei Sistemi Indipendenti. In particolare, della nave dell’ammiraglio separatista Trench che fu distrutta durante la battaglia di Christophsis. La nave inoltre possiede una Legione di caccia avvoltoio che i sottoposti di Tarkin scoprono essere appartenuti alla Legione di Grievous.

Quando il Visir Chagrian Mas Amedda (lo ritroviamo in Aftermath oltre che nella trilogia prequel e in Clone Wars) lo convoca su Coruscant per ordine dell’imperatore, Tarkin non può fare a meno di accorgersi che la residenza dell’Imperatore un tempo era stata il quartier generale dei Jedi, anche se tutto quel che rimaneva del sontuoso tempio dell’ordine erano le sue cinque altissime guglie, da cui si sviluppava ora un’accozzaglia di strutture squadrate con le facciate spioventi. Coruscant è molto diversa rispetto a come Tarkin la ricorda: prima di essere eletto governatore di Eriadu grazie all’aiuto della sua famiglia e dei suoi amici più potenti, infatti, Tarkin aveva vissuto qualche anno spensierato su Coruscant e sui mondi del Nucleo vicini.

Tutti sono incuriositi dalla presenza di Tarkin a Coruscant: Tarkin aveva sottomesso i pirati, aveva governato Eriadu, si era diplomato su Prefsbelt, aveva prestato servizio durante le Guerre dei Cloni, aveva ricevuto un encomio nella battaglia di Kamino ed era stato promosso ad ammiraglio dopo essere coraggiosamente evaso della prigione della Cittadella (riferimento all’arco narrativo di Clone Wars che vede Tarkin tra i protagonisti). Prima della fine del conflitto aveva raggiunto il rango di aiutante maggiore ed era diventato uno dei venti Moff dell’Imperatore.

Tarkin e Palpatine si erano conosciuti ai tempi in cui Tarkin frequentava l’Accademia Spaziale del Settore di Sullust. A quei tempi Palpatine era nel partito del cancelliere supremo Kalpana, insieme all’amministratore Finis Valorum. Palpatine rappresenta il suo pianeta natale, Naboo, al Senato della Repubblica, e i pianeti di Tarkin e di Palpatine sono vicini. Palpatine, che segue da tempo le gesta del giovane Tarkin, lo aiuta a entrare nell’Accademia dei Giudici. Anni più tardi lo introdurrà anche alla politica, e Tarkin si troverà costretto ad accettare per tutelare Eriadu, che i Jedi avevano abbandonato al suo destino.

Prima di portarlo dall’Imperatore, Amedda conduce Tarkin da Lord Vader. I due si conoscono bene, avendo affrontato insieme molte missioni da un capo all’altro della galassia. Nonostante questo, Tarkin non conosce la vera identità del Signore Oscuro, come nessun altro nella galassia, a parte l’Imperatore, Obi-Wan Kenobi e pochissimi altri, ma ha dei sospetti molto precisi. Quando lo incontra, Darth Vader stava inveendo contro una ventina di alieni dietro il banco degli accusati in un’aula di tribunale molto simile a quella in cui Tarkin aveva accusato l’apprendista Jedi Ahsoka Tano di omicidio e tradimento.

L’Imperatore, Tarkin scopre, lo ha convocato per saperne di più sull’attacco alla Sentinel. Tarkin ritrova un Palpatine non tronfio di ciò che ha fatto e non soddisfatto e appagato, ma stanco. L’attacco che ha subito per mano dei Jedi, e il tentativo di arresto, lo hanno segnato profondamente, e non solo fisicamente. Palpatine coinvolge Tarkin nelle indagini imperiali dirette dall’Ufficio di Sicurezza Imperiale, il quale è subordinato alla Commissione per la Preservazione del Nuovo Ordine, la COMPNOR, che a sua volta era nata dalle ceneri della Commissione per la Protezione della Repubblica. La base di cui Tarkin è al comando è stata attaccata da un aggressore sconosciuto armato di tecnologia separatista e l’attacco in questione è stato portato dopo un riuscito sabotaggio dell’HoloNet e l’installazione di olovideo, pre-registrati e in tempo reale, con cui gli aggressori speravano di convincere Tarkin a inviare dei rinforzi a un’altra base, lasciando indifesa la Sentinel. Con questi indizi, il Consiglio Imperiale sospetta che qualcuno voglia impossessarsi dell’HoloNet, come anni prima aveva fatto il Conte Dooku per diffondere nella galassia il messaggio separatista, per inviare un messaggio contro l’Impero. In seguito all’esito delle indagini, apparentemente Palpatine ordina a Tarkin e a Vader di recarsi su Murkhana per indagare su un magazzino pieno di strumenti di comunicazione, ma in realtà percepisce un richiamo del Lato Oscuro che riguarda Tarkin e Vader. Sottolineiamo che si tratta di un intreccio simile a quello che porta un individuo sensibile alla Forza come Vader e uno non sensibile a essa come Thrawn a collaborare in Thrawn Alleanze. La tecnica di mettere a confronto questi personaggi con una figura iconica come Darth Vader eleva il loro carisma e la loro caratura: chi legge i romanzi, la prossima volta che li vedrà al cinema o in una serie tv, trasalirà e vedrà Tarkin o Thrawn sotto una luce differente.

Parallelamente il romanzo di Luceno fa luce su alcuni segreti reconditi del Lato Oscuro. Ad esempio il covo di Sidious, una piccola grotta sotto i piani interrati del Palazzo Imperiale che un tempo era stata un antico tempio Sith. Che i Jedi avessero eretto il loro tempio sopra di esso era un segreto che i Signori dei Sith avevano custodito per mille anni, mentre pianificavano la loro vendetta nei confronti dei fondatori dell’Ordine dei Jedi. Quel potere era filtrato verso l’alto e verso l’esterno sin da quando avevano cercato di intrappolarlo, strisciando nei corridoi e nelle sale soprastanti, indebolendo l’ordine dei Jedi. Persino Vader ne era all’oscuro. Sarebbe stato lì, però, che un giorno avrebbero operato insieme, proprio come avevano fatto Sidious e Plagueis quando avevano cercato di strappare al Lato Oscuro i suoi più grandi segreti. E negli anni che erano seguiti, Sidious aveva cominciato ad apprezzare di più le macchinazioni e le profezie di Plagueis, benché quest’ultimo non avesse previsto che il suo apprendista sarebbe diventato Imperatore. I suoi piani avevano avuto bisogno di due Sith: uno che facesse da esca per il Lato Oscuro, l’altro che fosse pronto ad accoglierlo. Una volta Darth Plagueis gli aveva detto che “la Forza può reagire”. La morte di una stella non ne riduce necessariamente la luminosità, e in effetti Vader ne era la prova vivente: a volte Sidious scorgeva in lui ancora un barlume di luce. Gli attacchi come quello alla base lunare di Tarkin e le scoperte come quella su Murkhana lo distraevano dal suo vero obiettivo, cioè assicurarsi che la Forza non potesse reagire, spegnendo una volta per tutte anche quel barlume di speranza. E in effetti un concetto molto simile lo ritroviamo anche ne I Signori dei Sith.

Come avevano presupposto gli imperiali, un’esca attende Tarkin e Vader su Murkhana, che, come tanti altri baluardi separatisti, era un pianeta morente. Un gruppo composto da due umani (Berch Teller, ex capitano della Repubblica, e Anora Fair, cronista), un Mon Calamari (Dottor Artoz, inegnere esperto in astronavi), un Koorivar (Cala, esperto di artiglieria e sorveglianza), una Zygerriana (Hask Taff, altra cronista esperta di HoloNet) e un Gotal (Salikk, pilota stellare) ruba la nave di Tarkin, la Carrion Spike. Da questo episodio si snoda la struttura portante della narrazione, che vede Tarkin e Vader intenti a indagare sui movimenti della Carrion Spike e a inseguirla tra sistemi differenti. Tarkin giunge alla conclusione che è sulle tracce non di ex Separatisti furiosi con l’Impero, ma di ex lealisti della Repubblica che intendono vendicarsi.

Il gruppo si fionda nell’iperspazio e nei sistemi sprovvisti di ripetitori iperspaziali: a tal proposito, può essere interessante sapere che i piloti delle navi devono affidarsi a fari e a boe se non dispongono di computer di navigazione sofisticati, come quello del Carrion Spike, in grado di calcolare i salti ben oltre il faro successivo. Tarkin e Vader si trovano su una nave più piccola e tecnologicamente meno avanzata del Carrion Spike, trafugata a un signore del crimine locale (anzi, Vader penserà bene di massacrare l’intera banda criminale) e, in assenza del computer di navigazione, solo la Forza può adesso aiutarli… Vader infatti può concentrarsi sulla camera di meditazione a bordo del Carrion Spike, che egli stesso usa per i suoi bagni di Bacta, per rintracciare la nave nell’iperspazio. Non funziona, e Tarkin rischia di essere ucciso dalla sua stessa nave.

Tarkin e Vader scoprono che si tratta di più che semplici dissidenti che, grazie all’accesso che hanno ottenuto all’HoloNet, sono in grado di inviare messaggi alla galassia intera. L’Imperatore chiede a Tarkin una punizione esemplare, anche perché il dissidente che si chiama Berch Teller, un umano, sembra conoscere molto bene Tarkin, ed è in grado di anticiparne tutte le mosse. Lo muove proprio la malvagità di Tarkin, la scintilla che lo spinge a organizzare questa resistenza e a impossessarsi del simbolo di tutto ciò che Tarkin rappresenta, il Carrion Spike. Quando gli imperiali riescono a installare un radiofaro a bordo della corvetta hanno l’opportunità di intercettarla nell’iperspazio servendosi di tre astronavi capaci di generare un potente campo d’interdizione. I fuggitivi, però, si accorgono della presenza del radiofaro, fingono il salto nell’iperspazio ma fuggono altrove. Nel frattempo, attivando il campo d’interdizione in un settore molto trafficato, l’Impero causa 11 mila morti. A bordo del Carrion Spike, nessuno credeva davvero di poter sconfiggere l’Impero da solo. Stavano semplicemente contribuendo a quella che Teller sperava un giorno sarebbe diventata una causa più importante. Inoltre, volevano vendicarsi di ogni torto che avevano subito, di ogni atrocità che l’Impero aveva commesso, ed era proprio per questo che avevano fatto fronte comune. La cosa più importante per loro era mostrare di che pasta è fatto l’Imperatore.

La caccia ai dissidenti risveglia in Tarkin il ricordo delle entusiasmanti cacce piene di imprevisti che aveva affrontato sull’Altopiano delle Carogne. Scopre che tutto ruota intorno al pianeta di Antar 4, che già il Conte Dooku, per un breve periodo, aveva reso quartier generale dei Separatisti. Antar 4 aveva fatto parte della Repubblica praticamente da quando era stato colonizzato, ma la Secessione che aveva preceduto le Guerre dei Cloni aveva causato uno scisma tra gli umanoidi Gotal che vivevano sulla luna, portando alla nascita di gruppi terroristici che si erano ben presto uniti alla causa dei separatisti. Appoggiati della Repubblica, i Gotal lealisti erano riusciti a mantenere il potere fino alla Battaglia di Geonosis, quando la luna era caduta nelle mani dei Separatisti. Con la morte di Dooku e dei leader dei Separatisti e con la disattivazione dell’ esercito di droidi, Antar 4, come tanti altri pianeti nella Confederazione dei Sistemi Indipendenti, si era ben presto trovata nel mirino del Moff Tarkin, un’operazione militare che ne decreterà definitivamente la fama di comandante senza scrupoli in tutta la galassia.

Nel frattempo, l’Imperatore scopre il coinvolgimento anche di alcuni alti ufficiali imperiali, che segretamente appoggiano gli ex repubblicani. Ma quando l’Imperatore è così tanto coinvolto come si fa a essere certi che non sia tutta una sua macchinazione per mettere alla prova Tarkin?

Il romanzo di Luceno è un capolavoro per l’incredibile groviglio di riferimenti al Canone, a una complessità probabilmente superiore rispetto a tutti gli altri romanzi canonici, e in questo articolo ne abbiamo riportato solo una parte minima. Non racconta quasi mai sequenze di pura azione, ma si sofferma su fatti storici, intrighi politici e disquisizioni tecniche sul funzionamento della galassia, delle navi spaziali e delle loro armi. Contribuisce al senso generale di Star Wars perché fa riflettere sul fatto che sia stata posta fine a un personaggio tanto sadico e determinato, disposto a tutto pur di proteggere i suoi interessi e quelli del suo pianeta, rendendo di conseguenza la galassia un posto ancora peggiore.


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