Approfittando del periodo estivo, ho deciso di rivedere l’intero Rebels. E devo dire che si è trattato di una visione molto diversa rispetto alla prima, per certi versi molto più emozionante. Il perché è presto detto: la reazione ai contenuti di Star Wars cambia a seconda di quanto si conosce dell’immaginario e di cosa si è visto/letto. Ho visto per la prima volta Rebels prima di aver letto i romanzi e i fumetti, e di aver approfondito per bene alcuni concetti. Adesso che ne so di più sull’immaginario in senso lato, ho potuto gustare certi momenti in maniera molto più intensa. E soprattutto, con la prima visione antecedente alla trilogia sequel, col senno di poi mi rendo conto che gli ultimi tre film di Star Wars hanno mutuato tantissimo da Rebels in termini di azione, stile narrativo, modo di presentare i personaggi e anche in certi aspetti comici.

Tra le altre cose, avevo molto sottovalutato la puntata S3:15 La spada oscura, che alla nuova visione invece mi ha impressionato non poco. Adesso la colloco tra i migliori contenuti di Rebels insieme a S3:20 Soli gemelli, all’inizio della seconda stagione con l’assedio di Lothal e al finale di quest’ultima con il duello tra Darh Vader e Ahsoka Tano. Ovviamente dipende soprattutto da ciò che è accaduto in The Mandalorian, per cui l’addestramento Jedi a una mandaloriana, Sabine Wren, acquisisce uno spessore completamente diverso. L’antica lotta tra Jedi e mandaloriani viene citata in un episodio dello stesso The Mandalorian, l’ultimo capitolo della prima stagione, precisamente quando il fabbro racconta a Din Djarin delle Guerre Mandaloriane.

Tra la citazione in The Mandalorian e questo episodio di Rebels, sembra dunque che ci si stia preparando a introdurre questa fase in grande stile. Le Guerre Mandaloriane sono scoppiate dopo due decenni di relativa pace dalla Grande Guerra Sith circa 4 mila anni prima rispetto agli eventi raccontati in Una Nuova Speranza. In altri termini stiamo parlando dei fatti raccontati nei due videogiochi Star Wars: Knights of the Old Republic che vedono Darth Revan come protagonista. Ovvero di storie “Legends”, che quasi sicuramente il Lucasfilm Story Group renderà canoniche. Questi videogiochi sono cruciali per la definizione di Star Wars come unvierso espanso, come crogiolo di storie che si muovono dai film originali ma poi vanno molto oltre. La stessa presidente di Lucasfilm Kathleen Kennedy ha recentemente ribadito come l’immaginario di Star Wars si snodi su oltre 25 mila anni.

Che il futuro film di Taika Waititi, dunque, possa proprio riguardare le Guerre Mandaloriane e Darth Revan, portando la sua epopea definitivamente nel Canone? E’ probabile, come lo è un ulteriore approfondimento di questo conflitto già nella seconda stagione di The Mandalorian, per la quale l’hype degli appassionati sta crescendo a dismisura, quando il trailer sembra imminente e il debutto su Disney+ si approssima.

Entrando in possesso della Spada Oscura Sabine Wren è in grado di unificare tutti i clan di Mandalore, assuefatti da generazioni al conflitto, e portare questo glorioso pianeta ad esprimere una voce unica nel conflitto tra Ribelli e Impero. Che la Spada Oscura sia un elemento della narrazione futura di Star Wars cruciale è espresso anche dal climax finale di The Mandalorian, in cui apprendiamo che adesso è nelle mani del Moff Gideon.

La Spada Oscura è stata forgiata dal primo Jedi mandaloriano, Tarre Vizsla, circa mille anni prima dei fatti narrati in Rebels. Alla sua morte, i Jedi recuperarono la Darksaber e la riportarono al Tempio Jedi dove rimase fino agli ultimi giorni della Vecchia Repubblica, quando gli ultimi membri della Casata dei Vizsla, di cui la stessa Sabine fa parte, se ne impossessarono nuovamente.

Il tutto ci fa pensare che Sabine avrà un ruolo molto importante in The Mandalorian. D’altro canto, se la prima stagione di Rebels vedeva tra i protagonisti pochi volti “familiari” dell’immaginario, dalla seconda in poi gli appassionati hanno potuto apprezzare i ritorni, tra gli altri, di Bail Organa, Ahsoka Tano, Leia, Obi-Wan Kenobi, Maul e l’Imperatore, oltre che commistioni importanti con i romanzi su Tarkin (soprattutto sulle sorti di Geonosis dopo la conquista imperiale) e Thrawn. In altri termini, è molto probabile che nelle Stagioni 2 e 3 di The Mandalorian appariranno personaggi molto noti dell’immaginario.

Prima di cercare di capire quali, permettetemi dunque di rimarcare come la narrazione di Star Wars stia puntando verso il conflitto tra Jedi e mandaloriani. Viene citato sempre più frequentemente e caricato di enfasi: lo si evince anche dagli accessori che, nella stessa puntata di Rebels prima citata, Fenn Rau, leader di uno dei clan mandaloriani, i Protettori, dà a Sabine in modo che possa difendersi dai poteri Jedi nel già citato addestramento. Insomma, i mandaloriani si sono attrezzati e hanno adeguato le loro armature proprio per fronteggiare i Jedi.

Sabine non è solo colei che brandisce la Spada Oscura, ma anche l’inventrice di un’arma mortale, l’unica in grado di neutralizzare le armatura mandaloriane in Beskar. Attraverso un generatore ad arco, le surriscalda e istantaneamente ne vaporizza i bersagli e al contempo non danneggia gli assaltatori imperiali. Sabine l’ha ideata quando era giovane e avventata, durante la sua militanza nell’Accademia Imperiale, ma adesso l’arma va a minare l’identità mandaloriana, da sempre associata alle armature e al Beskar. Sabine ha chiamato la sua arma la Duchessa, come Satine Kryze, l’ex amata sovrana di Mandalore.

Alla fine delle vicende di Rebels riguardanti Mandalore Sabine cede la Spada Oscura a Bo-Katan Kryze, sorella di Satine, insignendola quale nuovo reggente di Mandalore. Allo stesso tempo, per quanto abbiamo appreso dalla prima stagione di The Mandalorian, ci sarà una seconda Grande Purga (con questo termine, infatti, nell’immaginario di Star Wars solitamente si identifica l’Ordine 66 e la fine dei Jedi) con la quale l’Impero neutralizzerà quasi completamente Mandalore. Ma tra Rebels e The Mandalorian c’è un vuoto, non sappiamo in cosa consista esattamente la Grande Purga e non conosciamo in che stato versi Mandalore. Vuoto che probabilmente sarà colmato nella seconda stagione di The Mandalorian, dove probabilmente capiremo come Gideon ha sottratto la Spada Oscura a Bo-Katan.

Ciò che sappiamo è che il Credo mandaloriano al quale Djarin, così come Paz Vizsla, aderisce, sembra essere nato come rivalsa rispetto all’Impero dopo la sua caduta, oltretutto con regole diverse rispetto a quelle dei clan mandaloriani tradizionali. Per questi fatti The Mandalorian può essere considerato come una sorta di seguito dell’arco narrativo di Rebels con protagonisti Sabine Wren e la Spada Oscura. L’Impero ha usato proprio l’arma ideata da Sabine per compiere la Grande Purga?

Potrebbe esserci un confronto tra Sabine e Gideon, ma anche tra mandaloriani e Jedi (in fin dei conti serve qualcuno, Ahsoka?, che spieghi a Djarin i poteri di Baby Yoda). Come abbiamo visto in un altro articolo, The Mandalorian potrebbe essere quel tassello di Star Wars che spiega come l’Imperatore non solo è tornato in vita sotto forma di clone ma, soprattutto, come è riuscito a rendere il suo clone sensibile alla Forza. Parliamo del concetto di Strand-Cast introdotto nel capitolo 7 della prima stagione di The Mandalorian.

Uno Strand-Cast non è specificamente un clone ma un nuovo tipo di creatura nata a partire da una genetica personalizzata, come se si potesse prendere una varietà di filamenti di DNA e metterli insieme in un nuovo modo. The Mandalorian quindi potrebbe suggerirci che Palpatine e Snoke hanno acquisito la capacità di essere sensibili alla Forza grazie al DNA prelevato anni prima da Baby Yoda. Oltre che dai legami con la trilogia sequel, inoltre, la seconda stagione di The Mandalorian potrebbe avere dei legami con il futuro cinematografico di Star Wars, quando probabilmente si tornerà indietro fino a raccontare la guerra tra mandaloriani e Jedi, già richiamata dall’episodio di Rebels da cui è partita la nostra trattazione e dal capitolo conclusivo di The Mandalorian.

Strand-Cast, ovvero “esperimento incompiuto”, è il figlio di Palpatine, padre di Rey, non lo è Baby Yoda, secondo quanto riferisce l’Ugnaught Kuiil a Djarin nel capitolo 7. Baby Yoda sembra piuttosto un essere naturalmente sensibile alla Forza. Che quindi il Moff Gideon abbia ricevuto l’incarico da un redivivo Palpatine di recuperare Baby Yoda per entrare in possesso dei filamenti di DNA necessari per rendere sensibili alla Forza i cloni dello stesso Imperatore, il suo stesso figlio o la nipote Rey? Se questo fosse vero, nei futuri contenuti di The Mandalorian potrebbero apparire non solo Sabine o Ahsoka, ma anche Snoke e, addirittura, l’Imperatore stesso.


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