Da lettore accanito di romanzi e fumetti sull’universo di Star Wars, mi sono imbattuto innumerevoli volte in svariate vicende e personaggi più o meno memorabili. Sia nel vecchio canone, ora noto come Legends, che in quello attuale ho ampliato la conoscenza dell’immenso panorama a cui la galassia lontana lontana ci ha da anni abituato a scoprire nelle sue svariate sfumature.

Il successo della saga di George Lucas, è certamente dovuto in parte a tutto il materiale cartaceo che ci ha permesso di conoscere tutti quei dettagli che i film hanno solo vagamente accennato. Di esempi se ne potrebbero fare molti, quello di cui parlerò riguarda un Lord Sith introdotto recentemente che grazie ad una storia ben scritta riesce ad affascinare e a mostrarci un nuovo modo di vedere il Lato Oscuro della Forza.

Per coloro che non sapessero di chi stiamo parlando, il personaggio in questione è Momin, un Sith tutt’altro che simile ai suoi confratelli delle tenebre.

Chi è Lord Momin

La sua prima apparizione, o meglio menzione, avviene nella miniserie Lando in cui il futuro Primo ministro di Bespin si imbatte quasi per caso nel casco che il Sith indossava in vita. Ma è solo con l’uscita sulle pagine di Star Wars: Darth Vader – Fortezza Vader che il personaggio viene finalmente alla luce assieme alla sua storia

Momin infatti è un Sith vissuto secoli prima rispetto alla storia che conosciamo. Egli si è sempre ritenuto un artista alla ricerca di quello che, secondo la sua visione dell’arte, era la vera essenza di una creazione: ovvero il riuscire a trasmettere delle particolari emozioni a coloro che osservano il proprio lavoro.

Secondo il pensiero del Sith solo due emozioni erano veramente autentiche: il dolore e la paura.

Dopo l’incontro con la Signora dei Sith Shaa, la quale lo introdusse alle vie per il Lato Oscuro (gesto che fu ricompensato con il tradimento), il giovane decise di realizzare quello che sarebbe passato alla storia come il suo più grande capolavoro: immortalare nell’eternità i volti pieni di terrore di una intera civiltà difronte alla loro imminente distruzione. 

Il mondo che ebbe la sfortuna di attirare le attenzioni del Sith è uno dei più iconici della saga: Mustafar.

I Jedi riuscirono a fermarlo ma il danno ormai era fatto, e ironia della sorte Momin riuscì a farla franca. 

Nel presente Lord Vader, impossessatosi dell’elmo contenere lo spirito del Sith, intende scoprire il segreto per richiamare in vita i defunti attraverso gli insegnamenti dell’antico adepto del Lato Oscuro. Per raggiungere il suo scopo Vader fa costruire una fortezza, seguendo le direttive di Momin, con cui avrebbe incanalato la Forza (l’edifico è apparso anche in live action nel film Rogue One: A Star Wars Story, e anche nelle pagine del mensile Star Wars: Darth Vader).

In conclusione, di Lord Sith Star Wars ce ne ha presentati una vasta moltitudine, ognuno con un suo passato e una sua filosofia della Forza. Però l’unicità di Momin sta nel suo essere un discepolo delle tenebre inusuale; a differenza di Sidious che cerca il potere per il dominio della galassia, e Vader che lo brama per riottenere ciò che ha perso, Momin è mosso solo ed unico pensiero, soddisfare il Lato Oscuro attraverso la sua arte.

E qui vi è una similitudine con l’Imperatore, dove se Palpatine ambisce all’immortalità del corpo Momin desidera la stessa cosa però ingraziandosi La Forza attraverso le sue azioni.

E sono proprio queste caratteristiche che fanno di Momin uno dei Sith del nuovo canone meglio riusciti e che ci offre nuovi spunti di riflessione su come gli adepti del male possano approcciarsi alla vastità della Forza.


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