Le dichiarazioni del 9 maggio 2020 dell’Executive dello Storygroup Matt Martin, finalmente, segnano un nuovo passo per la storia di una delle saghe fantascientifiche più amate di sempre:

“It’s all fake anyway so you can choose to accept whatever you want as part of the story.”

Se da una parte può infastidire la definizione “fake”, dall’altra si apre una voragine di possibilità che prima, con la schematica divisione effettuata dalla Disney dopo l’acquisizione, non era neppure immaginabile. Matt Martin ha de facto e possiamo anche dire de iure, sdoganato quella odiosa graniticità che fino ad ora aveva diviso così aspramente la base dei fan, riaprendo così Star Wars alle sue infinite possibilità:

“If you choose to only accept the real official canon: cool. If you like to mix and match between continuities:  cool. If you like to make up your own stories: also cool.”

Va bene tutto dunque, purché la passione sia viva e solida, verrebbe da pensare. L’UE, da immenso contenitore da cui attingere, acquisisce oggi una nuova credibilità, una levatura che gli era stata negata quando venne bollato indecorosamente come Legend. L’unire elementi del nuovo canone e del vecchio non è dunque più una azione sconsiderata o impensabile, ma dove possibile, non vi sarà alcun problema nel farlo, questo evidentemente anche per futuri sviluppi creativi. Chi critica la nuova gestione della Lucasfilm infatti, ha molto da ridire sulla trilogia sequel, considerata (anche da fan ben più tiepidi) come fin troppo sconnessa rispetto alla esalogia classica che, ad oggi, rimane il perno fondamentale e di maggior fruizione per chi si considera estimatore della saga.

Non a caso, abbiamo già sufficienti esempi di compromesso fra i due mondi, fisiologiche risposte all’indignazione dei fan più immersi nella vastità del Lore: Rogue One, il quale si richiama a Dark Forces. Rebels, serie ispirata alle opere di Ralph McQuarrie e riesumatrice del grand’ammiraglio Thrawn, icona amatissima dell’UE. The Mandalorian, un vero e proprio inno al materiale meglio conosciuto dai fan dell’Universo Espanso. Matt Martin compie così due operazioni fondamentali per tentare di calmare gli animi: indirettamente ammette gli errori commessi per quanto concerne la trilogia sequel e ufficializza il valore intrinseco delle narrazioni Legends. Un buon passo verso la pacificazione, tuttavia è bene comprendere che forse, visti gli attriti e le divisioni degli ultimi anni, Star Wars è ben più di una fiction, pertanto merita di essere trattata con i guanti. Molto ci si aspetterà nei prossimi anni, speriamo dunque che questo tuffo nella consapevolezza possa aiutare le divisioni creative, per il bene della Saga e dei suoi appassionati.


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