Si fa presente che il seguente articolo tratta di argomenti ad oggi relegati all’Universo Espanso “Legends”.

Siamo nel Palazzo dell’Esecutivo della Repubblica su Coruscant: il grande edificio a cupola venne ideato nel 32 BBY immediatamente dopo la battaglia di Naboo e proposto dal Comitato delle Appropriazioni Finanziarie a Palpatine come nuova sede dell’esecutivo. Ovviamente il neo Cancelliere accettò e la costruzione terminò nel 27 BBY, divenendo non solo l’ufficio della massima carica della Repubblica, ma anche sede di numerosi uffici senatoriali. Questa decisione pose in temporaneo secondo piano il grande Palazzo Presidenziale, una struttura piramidale che già dal 10,000 BBY fungeva da sede esecutiva del Cancelliere.

Panoramica del Distretto Legislativo con il Palazzo dell’Esecutivo e quello del Senato.

Palpatine supervisionò alcuni lavori inerenti alla costruzione dell’ufficio principale del nuovo palazzo – conscio del fatto che sarebbe stato uno dei suoi centri di potere per i decenni a venire – e pertanto, ne personalizzò alcuni aspetti. Le pareti delle stanze di rappresentanza appaiono rosse, un colore in antitesi con il classico blu repubblicano e molto più in sintonia con le cromature dell’antico Impero Sith e degli appartamenti personali di Palpatine, tuttavia nessuno ebbe modo di dubitare di una simile decisione, essendo questa percepita più come una questione di gusto.

Spaccato delle aree dedicate al Cancelliere Supremo

Riguardo appunto i raffinati gusti di Palpatine, non potevano mancare, ad arricchire il nuovo ufficio, alcuni capolavori artistici del tutto unici nel loro genere. Divisi fra l’ufficio rosso e l’ufficio privato in nero di Palpatine vi erano quattro statue in bronzio raffiguranti i Quattro Saggi di Dwartii, un gruppo di filosofi e giuristi originari della Regione Alleata di Nouane che nei primissimi tempi coevi alla fondazione della Repubblica Galattica – 25,053 BBY – ebbero modo di influenzare enormemente tali istituzioni con teorie e legislazioni controverse.

I Quattro Saggi di Dwartii

I ministri Nouanesi erano noti per essersi formati in ricche biblioteche e per via della loro preparazione, molti raggiungevano posizioni di riguardo all’interno delle strutture repubblicane. In particolar modo i Quattro Saggi, seppur considerati dotti e colti, detentori di una sapienza arcana e di un acume legale impareggiabile, avevano tuttavia un modo freddo e spietato di esercitare le leggi e le norme, risultando talvolta incomprensibili agli occhi delle nuove specie che si affacciavano ai sistemi repubblicani.

Anakin Skywalker e Palpatine camminano nell’ufficio di rappresentanza. Dietro di loro sono scorgibili le statue di Sistros e Braata

Uno di essi, Sistros, si dice che abbia saccheggiato i molti in favore di fini personali. Mentre Braata, incoraggiò apertamente lo studio e l’approfondimento delle arti legate al lato oscuro della Forza. Non a caso, le statue di questi due ancestrali sapienti si trovano proprio all’interno dell’ufficio di rappresentanza del Cancelliere Supremo. Le altre due, rispettivamente raffiguranti Faya e Yanjon si trovano ai lati dell’entrata dell’ufficio privato di Palpatine.

Anakin Skywalker e Palpatine camminano nel corridoio che collega l’ufficio di rappresentanza a quello privato. Accanto a loro sono visibili le statue di Faya e Yanjon

Una delle due statue in questione aveva una patina interna di neuranio, atta a nascondere una cavità contenente una delle spade laser costruite da Palpatine. Proprio quella spada fu utilizzata per il celebre duello accesosi in seguito al tentato arresto del Cancelliere da parte di alcuni Jedi guidati da Mace Windu. È interessante notare come questi quattro saggi siano stati idolatrati e tenuti in buona stima dai Sith sia da numerosi esponenti della Repubblica Galattica, tanto che le statue in questione furono fabbricate in tempi remoti e solo successivamente acquistate da Palpatine, risultando dunque pezzi d’antiquariato in piena regola.

Palpatine ha sempre avuto una spiccata passione per l’arte e la ricercatezza, una caratteristica tipica anche di molti antichi Signori Oscuri dei Sith.

Sulle due pareti interne adiacenti all’accesso dell’ufficio privato di Palpatine, sono invece conservati due grandi vasi ornamentali posizionati su due bassi piedistalli. Queste sono urne degli spiriti, composte in materiale prezioso ed utilizzate dai Sith per conservare i resti dei Signori Oscuri. Una delle due in possesso di Palpatine contenevano i resti di Darth Plagueis il Saggio, al tempo Hego Damask II, il potentissimo Sith di specie Muun che studiò a lungo la manipolazione dei midi-chlorian.

Le due urne degli spiriti. Una delle due (molto probabilmente quella di sinistra) conteneva i resti di Darth Plagueis

Successivamente al furioso duello avvenuto nel 22 BBY su Yavin IV fra Anakin Skywalker ed Assajj Ventress, Palpatine si interessò alle scoperte della spedizione “Wolhanian”, una missione di ricerca a cui partecipò anche un noto archeologo e scienziato argazdaniano, il dottor Raygar. Il gruppo di studio ebbe modo di scoprire un prezioso incensiere Sith ed un grande bassorilievo costruito dai guerrieri Massassi importati da Naga Sadow millenni prima su Yavin IV. Palpatine inviò Mas Amedda per presumibilmente recuperare tali artefatti e anche alcuni esemplari di scarafaggi piranha.

Il dottor Raygar, partecipante alla spedizione che ritrovò il calice e il bassorilievo Sith

L’incensiere Sith venne esposto, senza troppe preoccupazioni, su una lunga console addossata ad un muro del corridoio che collegava l’ufficio di rappresentanza a quello privato di Palpatine. Quest’ultimo era infatti sicuro che nessuno avrebbe riconosciuto l’oscuro artefatto e non ebbe timore a posizionarlo in un luogo potenzialmente visibile. Ciò che nessuno poteva davvero sapere era il contenuto di esso: l’rtefatto aveva ancora al suo interno dell’incenso di Korriban, una resina estremamente rara e usata principalmente per pratiche meditative, cerimonie di iniziazione e per il Rito del Fuoco Sith.

Il calice Sith

Ultimo pezzo rilevante della collezione è appunto il grande bassorilievo, situato in una piccola abside ricavata nel corridoio di collegamento fra l’ufficio di rappresentanza e quello privato. Trattandosi di arte Sith e considerati gli avvenimenti raffigurati, si è potuto confermare che si tratta di una battaglia inquadrabile all’interno della Grande Guerra dell’Iperspazio. Pur non conoscendo la battaglia specifica in questione, tuttavia notiamo alcuni elementi figurativi ricorrenti, come la presenza di una cavalcatura rettiliforme ed una coppia di vermi da battaglia Sith, largamente usati durante l’invasione di Coruscant.

Dall’alto al basso: il rilievo originale, la bozza e l’artefatto sul set di Episodio III

Interessante notare come una versione simile, se non del tutto identica al bassorilievo in possesso di Palpatine, era presente anche su una parete delle stanze di Vitiate/Tenebare nella Cittadella di Kaas City, su Dromund Kaas attorno all’anno 3678 BBY. Secondo i Jedi che avevano modo di ammirare questa opera d’arte, Palpatine voleva rendere omaggio al loro Ordine e alla vittoria sulle orde d’invasine Sith, quando in realtà l’intento del Cancelliere era esattamente l’opposto: riaffermare la superiorità del lato oscuro e in un certo qual modo, vendicare gli sconfitti di Naga Sadow, una vendetta che non avrebbe tardato ad arrivare.


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