Nel corso degli anni Clone Wars è migliorato molto: si è adeguato alle tecniche di narrazione del momento, ha sviscerato i personaggi che ne sono protagonisti ed è progredito sul lato tecnico. Di stagione in stagione si è avvalso di tecnologie che ne hanno migliorato la profondità poligonale della sua grafica, la complessità delle scene e il numero di oggetti e personaggi presenti in ogni scena. Alle legnose animazioni delle prime serie sono subentrati movimenti più articolati e naturali, e un maggior numero di parti in movimento ha riguardato personaggi, mezzi e oggetti.

Con la settima stagione Clone Wars giunge a un’apoteosi da questo punto di vista. Meravigliano soprattutto le espressioni facciali, che rendono i personaggi più empatici e credibili agli occhi dello spettatore. È molto utile nel caso di Anakin, visto che lo spunto che muove alla base la serie è proprio quello di cercare di dare più profondità a questo personaggio e spiegare meglio di quanto abbia fatto la trilogia prequel il suo passaggio al Lato Oscuro. Ma non solo, anche Mace Windu, Obi-Wan, il Capitano Rex, Ahsoka Tano e Padmé adesso sono molto più realistici.

Questo è molto importante anche sul piano della narrazione. Tornando ad Anakin, il Prescelto è reso in maniera più moderna. Perché grazie a queste accortezze, Clone Wars diventa epico e intenso sul piano della narrazione, adeguandosi allo stile narrativo che è succeduto rispetto alle prime sei stagioni di Clone Wars. La narrazione di questa settima stagione riesce a prendere il meglio dalla trilogia prequel e lo fonde al meglio della trilogia sequel. In alcune sequenze, Clone Wars 7 ricorda l’epicità de L’Ascesa di Skywalker.

I primi quattro episodi sono dedicati alla Bad Batch, una squadra di cloni difettosi che avrebbe dovuto fare il suo ingresso in Clone Wars già prima della cancellazione della serie avvenuta nel momento dell’acquisizione di Lucasfilm da parte di Disney. Anche loro servono a descrivere meglio Anakin, in qualche senso, perché sono coraggiosi, avventati e diretti come lui. Sono più forti dei cloni regolari ma, nonostante questo, non sono determinanti come un Jedi come Anakin.

Ed esaltano anche i cloni regolari, e in particolare Echo, che ritorna in questo arco narrativo dopo che era apparentemente morto nella Cittadella su Lola Sayu in uno degli episodi più iconici della terza stagione di Clone Wars dove appariva anche Tarkin. Echo fa parte di un sistema neurale che permette alla Tecno Unione di fornire ai Separatisti importanti informazioni sulle tattiche militari dei cloni, il che consente all’esercito dei droidi di respingere l’attacco della Repubblica sul pianeta di Anaxes. Echo è adesso più macchina che clone, più da Bad Batch che da esercito regolare.

Certo, Clone Wars 7 risente tanto degli anni che sono intercorsi dalla sesta alla settima stagione, non sempre positivamente. Dave Filoni e soci, a un certo punto, hanno pensato che la serie non potesse più avere un futuro, e hanno completato alcune storie e dato un epilogo a certi personaggi attraverso opere collaterali. È il caso di Maul Figlio di Dathomir, dove apprendiamo le origini di Maul e de L’Apprendista del Lato Oscuro, dove invece seguiamo la fine della storia di Asajj Ventress, due personaggi che sono al vertice della tensione della narrazione di Clone Wars.

Un grande lavoro è stato fatto anche su Ahsoka Tano. Nell’opera di ricongiungimento tra i fatti di Clone Wars 5 e quelli raccontati nel romanzo Ahsoka di E. K. Johnston, Ahsoka appare come un personaggio più maturo e meglio articolato, ma anche più centrale nell’immaginario. Come sappiamo sarà interpretato dall’ottima attrice Rosario Dawson nella seconda stagione di The Mandalorian e, con ogni probabilità, avrà una serie TV dedicata. Le vicende raccontate nell’arco narrativo di Clone Wars 7 a lei dedicato partono subito dopo l’abbandono dell’Ordine dei Jedi a causa del tradimento di Baris Offee e rendono Ahsoka più simile al personaggio che abbiamo conosciuto nel romanzo che poi la riconduce al rapporto con Bail Organa e al ruolo di Fulcrum.

Una menzione a parte merita il tema dell’omosessualità di Ahsoka, già esaminata nel romanzo. Inoltre, il suo corpo è maggiormente coperto, esaltando la sua personalità piuttosto che le sue fattezze fisiche, mentre qualche centimetro scoperto di troppo aveva fatto gridare al maschilismo e all’eccessiva stereotipazione qualche detrattore delle precedenti stagioni di Clone Wars. Qui Ahsoka fa la conoscenza delle sorelle Trace e Rafa Martez e visita alcuni luoghi iconici di Star Wars come il famigerato e pericoloso Livello 1313 di Coruscant e Kessel.

Quest’ultimo passaggio è altrettanto importante. Clone Wars 7, come le altre stagioni di Clone Wars, indaga puntualmente la situazione politica e sociale dei vari pianeti. Scopriamo che Kessel è retto da una monarchia e che non è costantemente arido come lo abbiamo scoperto nel film Solo: A Star Wars Story. Allo stesso tempo il legame con il film ci mostra come sarà il futuro delle serie TV d’animazione di Star Wars e come illustreranno meglio e da un altro punto di vista luoghi e fatti dei film più recenti, oltre che della trilogia prequel. In una delle puntate di Clone Wars 7 oltretutto appare Dryden Vos.

Una sottolineatura merita anche la colonna sonora. Le capacità di Ahsoka nella Forza sono accompagnate proprio dal tema della Forza, di solito riservato agli Skywalker e ai personaggi centrali della narrazione di Star Wars. Segno che Ahsoka lo sta diventando e lo sarà sempre più. Come spesso accade in Star Wars, inoltre, la base musicale presenta delle commistioni fra temi del passato e temi di film più recenti, evidenziando ancora una volta uno stile narrativo più solido per questa settima stagione di Clone Wars, che mutua tantissimo anche dalle forme di narrazione introdotte dai film recenti.

Apparentemente troppo collaterale, l’arco narrativo con Trace e Rafa serve anche a spiegare la caduta in disgrazia e la corruzione dei Jedi, elemeno cardine ovviamente della narrazione della trilogia prequel. Il collegamento è con l’episodio Ostaggi (S1:E22), dove i Jedi affrontano Cad Bane che cerca di far evadere Ziro the Hutt. Una serie di incidenti nell’inseguimento di Bane provocarono la morte dei genitori di Trace e Rafa. Le due sorelle crescono nello sconforto e alimentano l’odio verso i Jedi, ritenuti responsabili della morte dei genitori che, per salvare le ragazze dallo schianto, sacrificarono la loro vita. Dopo l’incidente la Jedi Luminara Unduli fece visita alle ragazze, nell’obiettivo di confortarle con le proprie parole. Ma le ragazze percepiscono il discorso come vuoto. Ormai i Jedi, concentrati sulla guerra, distratti dalla loro missione e lontani dalla Forza, avevano perso di vista il loro cammino.

Per Trace e Rafa, Ahsoka, che nel momento dei fatti di Clone Wars 7 ha lasciato l’Ordine dei Jedi, è la conferma della decadenza dei Jedi. Il gruppo di tre ragazze vive un’avventura che coinvolge il Sindacato dei Pyke e il commercio illegale di spezia. Si tratta di un intricato gioco di potere che riguarda il Collettivo Ombra (Ombre su Mandalore, S5:E14), un esercito formato da Maul per riprendere il controllo di Mandalore mettendo insieme le forze criminali del Sole Nero, degli Hutt, dell’Alba Cremisi e dei Pyke. Gli oscuri piani di Maul per mettere i sindacati criminali gli uni contro gli altri riportano alla mente il finale di Solo: A Star Wars Story.

Bo-Katan Kryze, sorella dell’ex-Duchessa Satine uccisa da Maul, e Ursa Wren, madre di Sabine, chiedono l’aiuto di Ahsoka per sconfiggere Maul. È il preludio all’Assedio di Mandalore, arco narrativo conclusivo della settima stagione e di tutto Clone Wars. Dove il cuore e la tenacia di Ahsoka e di Anakin fanno da contraltare alla razionalità dei Jedi e di Obi-Wan dove, per una volta, si rovescia quello che abbiamo visto nella trilogia prequel, ed è l’amore, quello puro, quello senza calcoli, a trionfare.

L’aspetto puramente emotivo di Ahsoka e di Anakin non è più condannato, ed esalta il declino dei Jedi, dei loro giochi politici che li hanno distaccati dalla gente comune. Il finale di Clone Wars è emotivo come L’Ascesa di Skywalker e rappresenta una sorta di esaltazione massima di Ahsoka, quasi a suggellare l’importanza di questo personaggio nel futuro di Star Wars e l’amore incondizionato dei fan nei suoi confronti. Ahsoka sorge in Clone Wars 7, anche a discapito di Obi-Wan, anche a discapito di Anakin. Qui è suo il ruolo che Rey ha avuto al cinema.

L’Assedio di Mandalore è epico e con un climax simile a quello de L’Ascesa di Skywalker anche perché le vicende che racconta sono contestualizzate in contemporanea a quanto è accaduto in Episodio III: La Vendetta dei Sith. Anakin ha già ucciso il Conte Dooku e Obi-Wan va su Utapau per fermare il Generale Grievous. Ci avviciniamo a grandi passi al fatidico Ordine 66, rispetto al quale Maul ha più di una rivelazione da fare.

Toccando tutte le corte emozionali predisposte dalla saga, Filoni riesce a gestire magnificamente l’attesa prima del climax e della rivelazione finali. Penetra fino al cuore del senso di Star Wars, e del modo di raccontare moderno, fatto di citazioni e rimandi tra opere diverse, film ma anche serie TV, fumetti, romanzi e videogiochi nel caso di Star Wars. E allo stesso tempo è Star Wars allo stato puro perché va a scardinare due elementi cruciali della saga: ovvero, il ritornare indietro fino a raccontare quegli stessi episodi da una prospettiva differente per far capire come si è arrivati fin lì. Lo ha fatto Rogue One e lo ha fatto Episodio III.

E poi c’è sempre del buono anche in qualcuno che è destinato a essere condannato. Che si unisce al fascino per l’esplorazione spaziale e della scoperta interiore, la scoperta che in noi stessi c’è sempre una Forza che ci dà una possibilità di cambiare le cose, dobbiamo solo comprenderla e coglierla. Credo che qui Filoni stia spiegando il vero senso di Star Wars nella forma più lucida possibile: questa Forza è inestricabilmente dentro tutti noi, indifferentemente se si parla di umani, di Togruta, di Zabrak o di cloni.

Clone Wars ha un solo difetto, termina troppo presto.


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