Nella sua carriera di 25 anni come controfigura e coordinatrice degli stuntman, Eunice Huthart ha contribuito a realizzare alcune delle sequenze d’azione di genere più memorabili nella storia del cinema. Ha lavorato, infatti, in film come Children of Men, Animali fantastici e Dove trovarli, Justice League, ed è stata la controfigura personale di Angelina Jolie per il personaggio di Lara Croft in Tomb Raider.

Ora ha rivelato tanti dettagli su Star Wars: L’Ascesa di Skywalker in un’intervista a SY FY Ware. La Huthart ha un ruolo simbolico nell’industria, perché è stata una delle prime donne impegnate in questo settore. Ha seguito J. J. Abrams in tutto per poter rendere concreta la sua visione e, attraverso il suo team di stuntman, è riuscita a mettere a frutto la sua esperienza decennale e creare delle scene di grande impatto. 

“Fin dall’inizio dei lavori J. J. mi ha detto che voleva che la scena finale fosse quanto di più memorabile possibile, e quindi ho iniziato subito a lavorarci. Sapevamo che avrebbe riguardato Palpatine, ma non ci era permesso neanche di pronunciare quella parola”.

“C’era un nome in codice da usare al posto della parola Palpatine, ovvero Tredici (Thirteen in originale ndr). Ma me ne dimenticati e dissi a J. J.: ‘oh, J.J., ho avuto questa grande idea per Palpatine, potremmo…’ Al che l’intero set si è zittito improvvisamente e mi ha guardato come se avessi profanato non so cosa”.

“Abbiamo iniziato con la progettazione molto prima di girare il film. Già a gennaio 2017, abbiamo avuto circa un mese di progettazione concettuale. Insieme a J. J. abbiamo iniziato a progettare le mosse e le varie strategie per i personaggi. Una cosa molto importante era rendere l’idea che Rey e Kylo Ren stessero progressivamente migliorando i loro poteri”.

“Per Daisy volevamo che lei fosse contemporaneamente ben radicata al suolo e leggera quando era in piedi. Per farle capire cosa volevamo, le abbiamo mostrato dei corridori e le abbiamo chiesto di analizzare il loro modo di muoversi e di correre”.

“Per Adam abbiamo beneficiato della sua altezza, ma volevamo dare la sensazione che fosse ancora più alto. Abbiamo allentato i vestiti in corrispondenza dei fianchi e slanciato le spalle. Abbiamo anche lavorato con il suo personal trainer Simon Waterson ad alcuni esercizi per la schiena. Volevamo che assumesse una postura molto particolare”.

“Inoltre, entrambe le spade laser di Daisy e di Adam sono state rese più leggere del solito. Questo ha permesso loro di muoverle con maggiore disinvoltura, molto più rapidamente di quanto avessero fatto nei due film precedenti. Erano queste sottili differenze che ci interessavano”.

Eunice Huthart ha spiegato, poi, come hanno lavorato per rendere Ben diverso da Kylo. In primo luogo hanno mostrato alcune delle cose che Harrison Ford aveva fatto nei film precedenti, in modo che Adam Driver in qualche modo lo emulasse.

“Volevamo che quando Kylo diventava Ben ci fosse qualcosa di diverso in lui. Ha aiutato anche l’abbigliamento: era in maglietta e questo lo ha fatto sembrare più leggero. Anche gli occhi e la capigliatura erano diversi, e il resto lo ha fatto Adam”.

“In tutte queste scene abbiamo sempre tenuto a mente il concetto di Diade. Questa era la visione di J. J. fin dal primo giorno, fin dalla prima bozza della sceneggiatura. È stato un processo abbastanza semplice perché abbiamo compreso appieno la visione di J. J. E sapevamo anche che in fase di montaggio avrebbero migliorato ogni cosa”.

“Abbiamo girato combattimenti separati con le controfigure, perché erano troppo rapidi per poter essere eseguiti dagli attori. Era uno degli ultimi giorni di riprese, e gli attori erano ormai molto stanchi e Daisy esausta”.

“Ogni volta che mettevamo in scena un combattimento sapevamo esattamente dove si trovava ogni personaggio e quanta energia avesse. Ed è qui che J.J. è fantastico perché ha un ottimo modo di spiegare agli attori esattamente cosa si aspetta. Quindi, ad essere onesta, il mio lavoro su questo è stato molto piccolo”.

“Abbiamo anche messo Daisy e Adam dentro un’imbracatura e abbiamo chiesto loro di combattere al suo interno, per simulare la fatica dei loro personaggi quando cadono in ginocchio”.

 


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