The Art of Star Wars: The Rise of Skywalker uscirà il 31 marzo edito da Abrams Books. Contiene interviste esclusive con gli autori, con lo staff tecnico e con il regista J. J. Abrams, e tante bellissime concept art. L’opera, fra i tantissimi contenuti, comprende diversi outfit per Rey e Ben Solo e una versione alternativa di una delle scene iniziali del film. Bisogna sottolineare come per questi volumi Disney conceda ai suoi artisti molto margine interpretativo: non si tratta, infatti, di contenuti canonici. Ne avevamo già parlato qui.

Ecco un design leggermente diverso per l’outfit di Rey.

“Pensavo che il bianco sarebbe stato fantastico. E poi abbiamo aggiunto un copricapo per renderla più Jedi. E per ricordare Leia mi sono basato sul copricapo che indossava in Una Nuova Speranza”, dichiara il capo concept artist Glyn Dillon tra le note del volume.

Dillon aggiunge che ad Abrams piaceva l’aspetto che Rey aveva ne Il Risveglio della Forza, e quindi l’hanno preso come modello per sviluppare la componente esteriore del personaggio, pur modificandone i colori. Hanno realizzato bozzetti anche di una Rey più colorata nello stile de Gli Ultimi Jedi e una versione che tende più al grigio.

“Mi piace l’idea che diventerà la nostra Skywalker, anche se non è una Skywalker. Quindi, per i nostri scopi, essere Skywalker è una metafora. Non necessariamente è legato alla discendenza di sangue”, ha detto Pablo Hidalgo durante una vecchia riunione nel gruppo di sviluppo di Lucasfilm.

“In Star Wars i costumi bianchi funzionano bene” ha detto ancora Dillon. “Sono legati al dualismo tra luce e oscurità, al concetto di yin e yang”.

In una versione iniziale dello script Rey avrebbe dovuto combattere contro il serpente che invece guarisce su Pasaana“Inizialmente, Rey doveva incontrare il serpente nella foresta circostante la base ribelle” (su Ajan Kloss ndr), ha dichiarato il concept designer delle creature Luke Fisher. “Dopo aver presentato una serie di progetti, J.J. ci informò che quella parte non faceva più parte della sceneggiatura, ma che avrebbe comunque guardato i disegni. Gli piaceva davvero la direzione che avevo preso con i disegni dei serpenti e mi ha detto detto che forse li avrebbero ripresi in considerazione per altre scene”.

“Presumevo che il serpente non avrebbe fatto parte del film. Qualche tempo dopo, abbiamo saputo che era stato effettivamente reinserito, questa volta all’interno di una grotta sotterranea”, ha aggiunto Fisher.

Afferma di aver tratto ispirazione da un pesce preistorico chiamato Dunkleosteus al fine di trovare un design che consentisse al team di costruire un practical effect adatto. “Prendendo il suo aspetto da predatore, espandendo la sua pelle a piastre e aggiungendo un ventre molle, ho trovato un design che pensavo potesse adattarsi all’universo di Star Wars”. Alcuni altri bozzetti nel libro mostrano il serpente con un design più simile a un cobra.

Anche per l’aspetto di Kylo Ren si sono fatti diversi studi e sperimentato varie alternative. Il team di concept artist ha preso in considerazione diversi colori per l’abbigliamento della parte superiore, tra cui il marrone e il blu.

Il team ha studiato l’abbigliamento di Ben Solo nel momento in cui smette di essere Kylo Ren. Ancora più interessanti i bozzetti sull’elmo di Kylo, con striature gialle invece che rosse. Un’altra opzione ancora prevedeva striature argentate. “In particolare mi piaceva molto la versione in argento, come se quelle striature corrispondessero in qualche modo alla parte che ha intorno agli occhi, ma J. J. ha preferito il rosso” ha detto Fisher in proposito.

Abrams voleva creare una connessione con Mustafar, il pianeta su cui risiede Darth Vader che si vede nelle prime fasi de L’Ascesa di Skywalker.

Nella versione finale del film si vede una sala conferenze dello Star Destroyer Steadfast. “Volevo creare un ambiente più chiuso nello stile di Ken Adam” (scenografo dei film di James Bond ndr)” ma J. J. ha voluto una visione aperta sullo spazio.

Il pianeta innevato di Kijimi è stato invece ispirato dai film di Akira Kurosawa, insieme a suggestioni provenienti dal lavoro di Ralph McQuarrie, il concept artist storico di Star Wars. Tetti squadrati e muri di pietra provengono, infatti, dai film di Kurosawa. “Speravamo che vedendo la sequenza della città innevata, i fan avessero la sensazione che Ralph McQuarrie avrebbe approvato quel progetto, e che sarebbe stato nel suo genere”, ha detto Kevin Jenkins, co-production designer.

Il capitolo con gli schizzi di Kijimi contiene alcune importanti rivelazioni sul lavoro di riscrittura della sceneggiatura de L’Ascesa di Skywalker, fatto da Chris Terrio. “Non ho mai riscritto così tante volte un film” ha detto lo sceneggiatore. “Era come una marea, c’era una nuova sceneggiatura ogni giorno. Si cambiava continuamente, pensando che non fosse sufficientemente valida”.

“Fortunatamente, il team di produzione era così bravo da adattarsi a tutti i cambiamenti. Correggevamo continuamente la rotta mentre procedevamo, perché alcune cose non funzionavano e altre non sembravano abbastanza ambiziose. Altre ancora erano troppo ambiziose. Alcune parti troppo dense di fatti, altre troppo semplici. O troppo nostalgiche, o troppo strane. Non è stato facile trovare il giusto bilanciamento”.


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