Articolo scritto dopo la lettura dei romanzi Thrawn e Thrawn Alleanze

L’appassionato di Star Wars sa che il grand’ammiraglio Thrawn è uno dei personaggi più iconici dell’universo espanso. Ideato dall’apprezzatissimo scrittore Timothy Zahn, autore di ben dodici romanzi ambientati nell’universo espanso di Star Wars, Thrawn fa il suo debutto nei primi anni ’90 con la prima trilogia di romanzi. Il suo fascino è talmente importante che, dopo l’acquisizione di Lucasfilm da parte di Disney, quest’ultima chiede a Zahn di portare Thrawn dentro il canone, subito dopo averlo fatto debuttare in Rebels.

Ecco che nasce quindi la trilogia moderna di Thrawn, con il primo romanzo che arriva in Italia nel 2017 e con Thrawn Alleanze che lo segue nel 2019. Purtroppo rimane ancora inedito, per quanto riguarda l’italiano, il capitolo conclusivo di questa trilogia, Treason, uscito in inglese nello scorso mese di luglio. Siamo sicuri che Mondadori porrà rimedio a breve a questa lacuna.

Anche perché Zhan sta ora lavorando a un’ulteriore trilogia su Thrawn, conosciuta come Ascendancy, il cui primo capitolo, intitolato Chaos Rising, arriverà nel mese di maggio 2020. La nuova trilogia esplorerà le origini di Thrawn e sarà ambientata ancora prima rispetto ai fatti della precedente trilogia, che ora riassumeremo.

Il romanzo si apre con il prelievo di Thrawn dal pianeta in cui si è rifugiato dopo che l’Ascendenza chiss lo ha esiliato per via di divergenze sulle tattiche di azione da adottare rispetto a una misteriosa minaccia. In realtà Thrawn ha orchestrato tutto per farsi catturare dalle forze imperiali in pattugliamento sul pianeta: ha bisogno dell’Impero per proteggere la sua specie.

Diciamo subito che se in questo primo romanzo il tema dominante sono la differenze tra le specie e la discriminazione, nel seguito diventerà predominante la lealtà. Thrawn sarà sempre un personaggio combattuto tra la lealtà verso la propria specie e la lealtà verso l’Impero.

Nessuna carica di rilievo nell’Impero è affidata a un alieno e Thrawn è un’eccezione. Questo è un punto fermo di tutte le opere canoniche di Star Wars, perché sembra che Lucas abbia inteso originariamente l’Impero come discriminatorio rispetto alle specie diverse da quella umana. Nei ranghi imperiali, soprattutto per quanto riguarda gli incarichi gerarchicamente più importanti, non figurano non umani nella trilogia originale.

Ci sono, invece, tanti gruppi di non umani nel movimento separatista che ha provocato le Guerre dei Cloni, come il Generale Grievous (Kaleesh) e Nute Gunray (neimoidiano), portando alla morte di tanta gente e generando molto rancore tra gli umani. In più, nei Mondi del Nucleo regna un grande disprezzo nei confronti dei popoli provenienti dai pianeti al di là dell’Orlo Intermedio, umani o non umani che siano, e ancor più dallo Spazio Selvaggio e dalle Regioni Ignote. Nell’Impero che nasce sulle cenere delle Guerre dei Cloni, quindi, l’odio verso la diversità è un fattore molto presente.

La pelle di Thrawn è azzurra, gli occhi di un rosso acceso fiammeggiante e i capelli di un nero brillante. Thrawn appartiene alla specie dei chiss: i loro occhi si caratterizzano per uno spettro visivo che riesce a cogliere in parte i raggi infrarossi. E anche le loro orecchie sono più sensibili. Caratteristiche che rendono Thrawn infallibile,  o quasi, nelle sue indagini. Quando l’Impero lo individua per la prima volta, lui è vestito con quelle che parevano pelli e pellicce di animali, cucite insieme, ma sin da subito, e questo sarà un tratto distintivo della sua personalità, ostenta una sicurezza regale.

Thrawn viene presentato come una minaccia invisibile, da solo in grado di far fronte a un intero battaglione di assaltatori mentre l’impero sta scandagliando il pianeta nello Spazio Selvaggio su cui si è rifugiato. Mitth’raw’nuruodo è il suo vero nome.

Per quanto riguarda i chiss, loro sono considerati un mito nello Spazio Selvaggio, una zona oltre l’Orlo Esterno ai margini esterni della galassia. Usano il sy bisti per comunicare e sono conosciuti come guerrieri fieri e implacabili. Abili, pieni di risorse e profondamente leali gli uni con gli altri. Possono essere scambiati per pantorani, anche se i pantorani non hanno gli occhi rossi.

“Sulle Regioni Ignote incombono minacce che un giorno raggiungeranno anche il vostro Impero. E io conosco bene molte di quelle minacce”.

Il primo romanzo su Thrawn segue le prime avvisaglie di ribellione contro l’Impero e segue con dovizia di particolari le manovre militari degli ammiragli imperiali mentre, a bordo dei loro Star Destroyer, cercano di bloccare le iniziative ribelli e mettere fuori combattimento le loro flotte.

Come spesso accade nei romanzi di Star Wars, la storia di Thrawn viene raccontata dal punto di vista di un altro personaggio, una sorta di spalla. È il cadetto Eli Vanto, scelto come assistente di Thrawn perché parla la sua lingua. Di Lysatra, Eli proviene da una famiglia che opera nel settore delle spedizioni ma è anche un abile traduttore. Vanto è come una sorta di Watson per Sherlock Holmes: Thrawn gli spiegherà come è arrivato a dedurre certi aspetti delle sue indagini in modo che il lettore possa apprezzarne la perspicacia. Insieme a Vanto, anche il lettore apprende particolari molto importanti sulle indagini di Thrawn, il che lo porta ad aguzzare l’ingegno e indirettamente a esaltare l’intelligenza del chiss. L’autore, infatti, giocherà sempre con l’astuzia del lettore, provocandolo continuamente a stare al passo con le teorie del suo protagonista, molto spezzo decisamente contorte.

Il perché Thrawn tenga così tanto ad essere affiancato da Eli si scoprirà solo molto più avanti: dapprima il chiss pensa che Vanto sia stato ingaggiato da un gruppo di neimoidiani per osservarlo di nascosto. Thrawn ha una passione per la trasmissione del suo sapere e delle sue abilità, e Vanto sarà il primo a beneficiare di questo rapporto per apprendere. Per lui Thrawn ha previsto un futuro molto fulgido, servirà l’Ascendenza chiss.

Thrawn non sa niente degli umani, non conosce la loro lingua e non capisce le loro espressioni e le loro emozioni. È un abile stratega nel contesto militare ma ha molto da apprendere sulle relazioni interpersonali. E quella di Eli Vanto è come un’iniziazione.

Thrawn è l’unico a non essere una pedina nel gioco di tranelli orchestrato dall’Imperatore, anzi sembra contrattare da pari grado con Palpatine. Thrawn e i chiss sono in possesso di conoscenze e abilità sulle Regioni Ignote che possono essere preziose per l’Imperatore. Le Regioni Ignote sono già al centro della storia di Aftermath e, come sappiamo, anche di quella di Episodio IX.

La narrazione segue i primissimi passi di un ancora acerbo Thrawn nella Marina imperiale. Lui si adegua di buon grado e con stoicismo a mansioni molto umili, estranee al Thrawn che conosciamo, sia mentre frequenta il corso all’Accademia Reale Imperiale, dove subisce anche degli insulti razzisti, sia quando viene assegnato all’incrociatore Blood Crown. In queste fasi è sempre accompagnato da Vanto e sfoggia un’infinita perspicacia, che gli consente di essere sempre un passo avanti rispetto agli altri. “Parte del mio lavoro consiste nel prevedere le azioni dei nostri nemici”.

Il primo romanzo si Thrawn ci porta anche nel cuore del Distretto Federale di Coruscant dove si trovano il Senato, il Palazzo Imperiale e tutti i principali ministeri, nonché il quartier generale congiunto dell’Esercito e della Marina imperiale. Qui vive e lavora l’élite dell’Impero e tutti quelli che ambiscono a entrare nella parte più nobile della società, oltre a coloro che eseguono gli ordini dell’élite. Zahn scende nei dettagli della situazione politica di diversi pianeti, e delle intromissioni imperiali, Lothal e Batonn oltre che Coruscant.

L’azione entra nel vivo quando Thrawn ed Eli Vanto, che da spalla acquisisce un ruolo notevole nella storia, sono alle prese con il tentativo di furto del prezioso gas tibanna (lo stesso di Bespin) da parte di un certo Cygni. Si tratta di un vero e proprio intrigo che Thrawn contrasta con metodi sagaci ma non sempre ortodossi, che generano delle antipatie da parte di alcuni capitani dell’Impero e che lo portano davanti alla corte marziale. Rischia di essere licenziato dalla Marina imperiale, pur cadendo sotto le attenzioni dell’Ufficio di Sicurezza Imperiale.

Nonostante Thrawn sia sempre due passi davanti a lui, Cygni riesce a trafugare una parte del gas tibanna che si trova sul Dromedar, mettendo nei guai lo stesso Thrawn. Ma il vero obiettivo del pirata è un altro, ovvero il doonium. Si tratta di un tipo di metallo molto resistente: l’Impero lo sta confiscando in giro per la galassia e, dalle indagini di Thrawn, emerge che anche un avversario, tale Cigno Notturno, è sulle tracce del doonium allo scopo di organizzare una ribellione contro l’Impero.

Thrawn viene descritto in completa antitesi rispetto agli altri capitani imperiali, meno impulsivo e più lucido, meno crudele e dichiaratamente spietato, ma infinitamente più efficace a decimare l’avversario dell’Impero quando serve. Allo stesso tempo, è l’unico nella Marina imperiale che si preoccupa di limitare il numero delle vittime. Thrawn è un genio e abilissimo calcolatore dei piani del suo nemico, come Palpatine, sa quando trasgredire alle gerarchie imperiali, e lo fa sempre con disinvolta noncuranza.

Ha un’intelligenza notevole nel rilevare anche il più piccolo cambiamento nella strategia militare del nemico ed è quasi impossibile coglierlo impreparato. Prima di ogni battaglia, inoltre, studia l’arte e le abitudini dei popoli che abitano i pianeti che si accinge ad attaccare. Il tipo di arte e il valore presunto dei pezzi, infatti, gli fanno capire come quel popolo agirà e reagirà in guerra.

Le sue doti e i suoi successi militari lo mettono presto al centro di un fuoco incrociato politico e chi lo aiuta , come il comandante Chenk, l’ammiraglio Wiskovis e il comandante Deenlark, viene defenestrato dai ranghi imperiali. Zahn si concentra sulle alte sfere di comando dell’Impero e sui giochi di potere in seno a esso, chiamando in causa figure importanti come il colonnello Yularen e il gran moff Tarkin. Qui ci sono solamente le macchinazioni imperiali, niente ribelli e niente jedi.

La capacità deduttiva di Thrawn nasce dall’impellenza a difendersi, principalmente dalla sua diversità in una galassia così complicata. È un personaggio che serve a rivalutare le forze imperiali, a sottolineare come anche tra di loro ci siano elementi validi e dalla personalità articolata. Troppo lungimirante, forse, per rimanere nell’Impero. Una figura del genere non poteva non essere accostata a Vader, come accadrà nel secondo capitolo.

Tornando alle indagini, il nome Cigno Notturno spunta ovunque, dal contrabbando di metalli all’acquisto di antichità, all’organizzazione di proteste e disordini. E anche alcuni moff, come il potente Ghadi, rivale del gran moff Tarkin, hanno segreti traffici di doonium.

Thrawn verifica un aumento dei furti di metalli come il doonium proprio nel momento in cui l’Impero sta cercando di raccogliere la maggiore quantità possibile di risorse del genere, anche se Thrawn non sa ancora perché. Si sta verificando un aumento del contrabbando che sta privando Coruscant dei dazi doganali e l’innesco di dispute come quella tra Afe e umani. Da una parte c’è il clan Afe degli autoctoni cyphari. Dall’altra un gruppo di coloni umani in una enclave confinante con il territorio degli Afe. I coloni accusano gli Afe di aver razziato i loro insediamenti di frontiera e rivendicano concessioni e una zona cuscinetto di sicurezza che assorbirebbe metà del territorio Afe, costringendoli a spostarsi verso i territori controllati dagli altri cyphari. Gli Afe dicono che loro vivono su quelle terre da secoli e che i loro attacchi sono solo un atto di rappresaglia contro i raid di sconfinamento degli umani.

Il ritmo di Zahn è incessante, e aiuta il lettore ad abituarsi all’intenso percorso di riflessioni e ragionamenti di Thrawn. Segue le fasi organizzative sulla plancia del Chimaera quando Thrawn dispiega ordini ai caccia, alle truppe, ai capitani e al resto delle forze imperiali mettendo molta enfasi e tensione, ed emozionando il lettore. Ora il cielo brulica di navi saettanti e lampi verdi di turbolaser: in questo modo il personaggio diventa familiare e l’appassionato di Star Wars avrà una forte sensazione di continuità rispetto al modo in cui è stato tratteggiato in Rebels e a come sarà presentato nelle future opere canoniche.

La scalata di Thrawn fino a grand’ammiraglio si incrocia con quella di Ahrinda Pryce, che diventerà governatrice di Lothal sotto la protezione del gran moff Tarkin. I fan di Star Wars la sanno al fianco di Thrawn e dell’agente dell’Ufficio di Sicurezza Imperiale Kallus a caccia della cellula di ribelli guidata da Ezra Bridger. Il romanzo evidenzia come Thrawn e la Pryce abbiano raggiunto un’alleanza per contrastare il fronte che osteggia entrambi e avanzare nelle posizioni di comando imperiali. Thrawn ha bisogno di Ahrinda Pryce e di Eli Vanto per le questioni attinenti alla politica, dove non è per niente bravo come per le questioni militari. È una precisa scelta di Zahn quella di rendere Thrawn debole sul piano della politica perché con questi romanzi vuole celebrare il trionfo della capacità sulle conoscenze.


Ahrinda e Thrawn stringono così un forte sodalizio: “Ho un problemino di ribelli su Lothal al momento” dice Ahrinda a Thrawn. “Volevo che il mio pianeta diventasse la prima e migliore fonte in tutto l’Orlo Esterno per i metalli preziosi, che fosse il primo pianeta industriale e il miglior centro militare del settore. E per farlo devo aver messo un po’ troppa pressione ai locali”.

Il romanzo mostra perché Ahrinda si sia indurita così tanto e perché sia diventata così cinica e crudele. Dalla separazione forzata dai genitori a causa delle razzie perpetrate sul suo pianeta, Lothal, all’interno della campagna di estrazione del doonium, ai sogni di carriera frantumati per l’elevata competizione nei ranghi imperiali più alti a Coruscant. Lei è particolarmente abile a modulare la voce, l’espressione e il linguaggio corporeo in quella che ama chiamare “modalità persuasiva”. E Zahn è molto bravo a convertire i personaggi di Rebels in chiave più adulta: rende Ahrinda Pryce credibile in modo che tutte le storie si incastrino in maniera fluida.


Quando, da commodoro dello Star Destroyer Chimaera, Thrawn è chiamato a proteggere una base imperiale con degli schiavi wookie dall’attacco di una flotta ribelle, capiamo come Thrawn intende il bene e il male: “Non sono del tutto a mio agio sapendo che l’Impero sta usando degli schiavi” gli dice Vanto, e lui risponde: “Sono al servizio dell’Impero, appartengono all’Impero. E come tali verranno trattati”.

“Esistono cose maligne in questa galassia” dirà più avanti Thrawn a Cigno Notturno su Batonn. “Molto più maligne dell’Impero e molto più pericolose per tutti gli esseri viventi. Di alcune siamo già a conoscenza, su altre abbiamo solo sentito circolare delle voci”. E ancora: “L’orientamento di un governo è dato dai suoi capi, ma l’imperatore Palpatine non vivrà in eterno. Quando verrà il momento di trasferire ad altri quei poteri, la mia posizione di alto ufficiale mi permetterà di influenzare la scelta del nuovo leader”.

Quando Thrawn incontrerà Cigno Notturno su Batonn si renderà conto che lui è solo un mercenario che si è unito alla Gilda Mineraria prima e ai ribelli dopo, quando ha capito che poteva sfruttare la crescente confusione che regnava nel mercato dei metalli dell’Impero. Tutto dipende dal progetto dell’Impero che ha richiesto ingenti quantità di doonium e di iriudium, più altri metalli che stavano togliendo dal mercato. Ovviamente si sta parlando della costruzione della Morte Nera.

La battaglia di Batonn è una delle più importanti per Thrawn. Innanzitutto perché è la roccaforte di Cigno Notturno e della sua cellula di ribelli. E poi perché l’ammiraglio Durril, uno dei suoi rivali, ha fallito l’attacco con il suo Star Destroyer Judicator. Thrawn replica la tattica fallimentare di Durril ma, nella fase di avvicinamento all’isola su cui si trova la base dei ribelli, protegge il Chimaera con tre incrociatori leggeri, che impediscono alle difese a terra di colpire lo Star Destroyer. Poi, ordina di mirare dei punti sensibili sull’oceano, in modo da generare degli tsunami che inondano le aree con le difese ribelli. A questo punto può partire l’invasione terrestre. È solamente una delle tantissime occasioni in cui il genio militare di Thrawn fa la differenza.

Il finale del romanzo è carico di tensione proprio perché segue la battaglia di Batonn contemporaneamente dall’orbita e a terra, ragguagliando il lettore sui movimenti degli assaltatori.

Dopo tutti i successi conseguiti sul campo di battaglia, all’inizio di Alleanze Thrawn è ormai popolarissimo tra i massimi ranghi imperiali. Anche la sua divisa lo riflette: è bianca, con le spalline dorate e i gradi da colletto argentati, una divisa mai vista nella Marina imperiale. Il grado è rappresentato da dodici placche blu, rosse e oro.


Le vicende seguono quelle di un altro imperdibile romanzo canonico, I Signori dei Sith. Inoltre, Thrawn ha appena subito una grave sconfitta, facendosi scappare dalle mani un gruppetto di ribelli che era riuscito a intrappolare sul pianeta di Atollon. Ci si riferisce ai fatti raccontati in Rebels. Thrawn ha riferito che non è riuscito a catturare e uccidere Kanan Jarrus su Atollon a causa di una strana creatura spuntata all’improvviso durante la battaglia.

La principale differenza tra i primi due romanzi su Thrawn riguarda il personaggio a spalla del chiss. Zahn ha bisogno di portare il suo protagonista a un livello più alto, e lo fa cambiando la spalla con cui si confronta. Se prima questo ruolo era affidato a Eli Vanto, qui c’è Darth Vader.

Divisi da una forte rivalità per conquistare il favore di Palpatine, i due non sembrano i partner ideali per la delicata missione che l’Imperatore affida loro. Da svolgersi, oltretutto, su Batuu, dove, tanto tempo prima, i due avevano interferito con uno dei piani di Palpatine. Sembrano l’uno l’opposto dell’altro: il chiss nella sua uniforme bianca da grand’ammiraglio, il Sith vestito di nero, con il lungo mantello che gli svolazza dietro. È giunta l’ora che Thrawn affronti il suo futuro. È giunta l’ora che Vader affronti il suo passato.

Vader è qui molto diverso rispetto a come lo abbiamo conosciuto ne I Signori dei Sith. Distaccato e molto potente nella Forza, nel romanzo di Paul S. Kemp, Vader è molto vicino alla tratdizione. In Zahn, invece, è più arrogante e avvenato, quasi sullo stesso piano di Thrawn, ricordando più che altro il “vecchio” Anakin Skywalker. Questo crea un filo conduttore tra Anakin e Vader, mostrando come qualcosa del Jedi sia rimasto nel Sith, e i punti della sua personalità che invece si sono modificati. Thrawn, infatti, interagisce sia con Anakin che con Vader, e il romanzo alterna capitoli con la vecchia storia su Batuu a capitoli con la nuova storia su Batuu.

Il romanzo racconta l’incontro tra Anakin e Thrawn su Batuu come se si trattasse di un episodio di Clone Wars. Padmé è dispersa sul pianeta e Anakin si fionda a cercarla, iniziando dall’avamposto di Black Spire, che l’appassionato già conosce per una serie di citazioni e come area dei parchi a tema su Star Wars. C’è anche un romanzo, Galaxy’s Edge: Black Spire, scritto da Delilah S. Dawson, già autrice di quello che forse è il migliore romanzo in assoluto di Star Wars, Phasma. Protagonista di Black Spire è difatti uno dei personaggi di Phasma, Vi Moradi.

Anakin viene in questa parte descritto come un eroe, è paziente e accetta la superiorità intellettiva del suo compagno d’avventura, godendone dei benefici. Come Vader è corroso dall’ira, vendicativo e cerca di sovrastare il chiss. Inoltre, è spaventosamente autoritario. In entrambi i casi gode di una doppia visione: la Forza gli mostra il presente e un’anticipazione di un momento nel futuro. La Forza accelera la sua percezione, facendo rallentare il tempo. Il racconto è molto interessante dal punto di vista della comprensione della psicologia di Anakin/Vader, evidenziando come il fatto di essere così tanto avventato inevitabilmente condurrà Anakin al lato oscuro. E Thrawn lo può percepire.

Thrawn assiste a questo potere su Batuu. Come ufficiale della Flotta di Difesa Espansionistica al servizio dell’Ascendenza chiss, nel racconto ambientato nel passato, Thrawn porta un’uniforme militare nera con uno stemma bordeaux sulla spalla e delle targhette d’argento sul colletto. Sul fianco destro ha agganciato un’arma e un lungo fodero a forma di tubo che avrebbe potuto contenere una spada laser.

La prima differenza tra Vader e Thrawn, nel racconto nel presente, emerge da come i membri dell’equipaggio del Chimaera si rivolgono ai due servitori di Palpatine. In modo confidenziale e partecipativo con Thrawn, distaccato e timoroso con il Sith. Vader valuta con disprezzo la mancanza di disciplina nei subalterni dell’ammiraglio. Ma non si lascia ingannare. Tutto ciò che Thrawn fa aveva una ragione, un piano o un movente nascosto. Lui è fortemente contrario al progetto della Morte Nera promosso da Vader, dal gran moff Tarkin e dallo stesso Palpatine, e invece caldeggia un suo progetto: i TIE Defender su Lothal.

Vader e Thrawn sono così diversi tra loro che il lettore può percepire il disagio che si crea nel loro rapporto. Dove Thrawn arriva con la deduzione, il Signore Oscuro arriva con la Forza. Quanto più affidamento fa uno sulla pianificazione, quanto più ne fa l’altro sull’improvvisazione. Per un individuo privo di sensibilità alla Forza, Thrawn ha una sconcertante capacità di leggere o anticipare i pensieri altrui.

Sul Chimaera si trovano le risorse militari più strette di Thrawn e Vader. Thrawn può disporre di Rukh, il noghri con potenti abilità da segugio e un meccanismo che lo rende invisibile già visto in Rebels. E del Commodoro Faro a bordo del Chimaera come già nella storia precedente. Il braccio destro dell’imperatore, da parte sua, scavalca tutto il resto dell’intricata rete politica e gode di una unità di forze speciali completamente dedicata a lui, la Prima Legione. Lord Vader ha attinto all’altrettanto nota 501a Legione per farne la sua squadra personale di assaltatori. Kimmund è il quarto comandante che quella particolare unità della legione ha avuto negli ultimi due anni. Due sono stati degradati, al terzo è stata riservata un’esecuzione sommaria.

Black Spire, che Thrawn e Vader visitano sia nel loro incontro durante le Guerre dei Cloni che per la missione per conto dell’imperatore, prende nome dai resti pietrificati dei giganteschi alberi neri che sovrastano l’avamposto. La cittadina ha qualcosa di speciale: al limitare della colonia ci sono delle rovine di qualche civiltà lontana scomparsa da tempo. Alcuni edifici sorgono del tutto o in parte all’interno delle strutture più antiche, mentre uno o due sono addossati alle rovine come se cercassero calore o protezione. Morte e violenza sono all’ordine del giorno a Black Spire.


Con la stessa arguzia sottolineata nel romanzo precedente, Thrawn indirizza Anakin verso Padmé. Mentre i due lavorano insieme per rimettersi sulle tracce della senatrice dispersa, Anakin percepisce che la struttura mentale di Thrawn è chiara e ordinata, i flussi di pensiero scorrono in modo fluido e preciso, simili a quelli degli scienziati o dei matematici. Ma il contenuto di quel flusso e le deboli emozioni che lo accompagnano gli sono completamente oscuri. È come un insieme preciso e ordinato di numeri sconosciuti.


“Ho avvertito un’interfenza nella Forza” con queste parole l’imperatore aveva giustificato la missione su Batuu. Ma quali sono i suoi veri piani? Perché togliere Thrawn e Vader dalla urgente lotta contro i ribelli, rischiando di perdere prezioso terreno? Se nella storia ai tempi delle Guerre dei Cloni, Anakin e Thrawn sono alla ricerca di Padmé e della sua ancella Duja sulle tracce di una fabbrica separatista, nel presente si trovano a indagare sull’oppressione esercitata dai darshi e dai grysk su Batuu.

“Lei sa qual è la fonte dell’interferenza?” chiede Vader. “Mi sono fatto un’idea” risponde Thrawn. “Preferirei non rivelagliela per non influenzare il suo pensiero e la sua analisi”. Vader, in qualche misura, deve soccombere all’arguzia di Thrawn, perlomeno fidarsi e prendere ordini da lui, il che non sarebbe normale per un Signore dei Sith. Paradossalmente, mentre nella storia del passato dimostra molta avventatezza, nel presente, invece, deve fare un passo indietro rispetto a Thrawn. Vader si accorge che c’è una strana simmetria nella Forza, un equilibrio che spesso si manifestava sotto forma di schemi e risonanze e strani ricongiungimenti. Le stesse risposte che in passato aveva trovato su Mokivj, un pianeta del sistema di Batuu, sono la soluzione all’enigma attuale. I grysk e il cortosis sono la risposta. Loro stanno architettando un attacco molto deciso e pungente nei confronti dei chiss, e Thrawn e l’Ascendenza chiss hanno una divergenza di vedute su come affrontarlo.

I grysk sono creature con spalle ampie e l’arcata sopraccigliare spigolosa, il cranio affusolato e due occhi infossati. Hanno ingaggiato i darshi per installare una base e una triade di comunicazione a Black Spire. Guerrieri spaventosi, in grado di schiacciare il nemico con i loro numeri e la loro ferocia. Sono loro la minaccia in comune per Impero e chiss a cui Thrawn aveva fatto riferimento nel primo romanzo. Trafficano su Baatu dei cilindri con delle vasche di ibernazione al cui interno si trovano delle entità sensibili alla Forza, le quali hanno provocato l’interferenza nella Forza percepita dall’Imperatore. Da come li tratteggia, Zahn sembra voler dare ai grysk un ruolo cruciale negli equilibri nelle Regioni Ignote, anche se fino a oggi non sono stati ripresi da altre opere canoniche (ad esempio, non sono presenti ne L’Ascesa di Skywalker).

Il punto è che i chiss hanno la capacità di scoprire e mappare le rotte spaziali temporanee nello stesso momento in cui percorrono nuove rotte, e questo fa gola ai grysk e all’Imperatore. Sono al tempo stesso navigatori e piloti del caotico iperspazio delle Regioni Ignote. Al contrario dei Jedi, che devono apprendere le vie della Forza, i poteri dei chiss diminuiscono con l’età. I bambini, preda per questo dei grysk, sono i più potenti nella Forza. È per questo scopo che Thrawn si allea con l’imperatore, per salvare i bambini chiss dalle grinfie dei grysk, mentre l’imperatore si affida a Thrawn perché vuole sfruttarne le conoscenze sulle Regioni Ignote per i suoi piani di espansione.

I navigatori chiss vengono chiamati, in cheunh, ozyly-esehembo, che in basic si traduce “colui che cammina nel cielo”.

Probabilmente i grysk, presi com’erano a fronteggiare gli assaltatori, non lo videro nemmeno arrivare. Ma quando gli aggressori cominciarono a cadere sotto il fuoco serrato dei Defender, Vader raggiunse la linea di fuoco e la lama rossa della sua spada laser calò sui nemici come una falce sul grano maturo. Un paio di grysk un po’ defilati lo individuarono e rotearono le armi contro di lui. Il Signore Oscuro rispose scagliandone uno con una mano sul bordo del portello e bloccando gli spari dell’altro con la sua spada laser per poi farlo roteare in aria finché non atterrò ai piedi di Kimmund.

Alleanze è poi molto arguto nelle spiegazioni tecniche fantascientifiche, dove il primo capitolo si concentrava sulle deduzioni investigative. Attingendo alla sua esperienza di scrittore di romanzi di fantascienza, fra le tante cose, Zahn fa luce sul cortosis, un materiale che ha capacità di assorbimento e coefficienti di trasmissione dell’energia incredibilmente elevati, al punto che molti colpi delle armi a energia, incluse le spade laser, vengono dispersi lungo le fibre, senza danneggiarle. La fabbrica separatista su Batuu sta sperimentando proprio questo materiale in modo da rendere i droidi più efficaci nei combattimenti contro i Cavalieri Jedi.

Le tattiche di Thrawn sono a tratti estreme. Per avere la certezza di essere in possesso di informazioni rilevanti induce i separatisti ad attaccare lui e Anakin. “Non ci avevrebbero lasciato andare con informazioni così importanti, a meno che non fossero stati convinti di avere il coltello dalla parte del manico” spiega ad Anakin. Che, come Vanto prima di lui, apprende l’arte della deduzione, ed è gratificato dal poter reggere il confronto. “Ricordati solo che in guerra l’obiettivo è la vittoria, non la vendetta. E nemmeno il salvataggio” dice Thrawn ad Anakin quando partono per Mokivj per scoprire il destino di Padmé. Thrawn quindi intuisce il sentimento proibito che intercorre fra i due giovani, e soprattutto che Anakin è troppo avventato per essere un Jedi. Ma anche che i cloni devono far parte di un progetto più ampio che esula dagli scopi della Repubblica.

E intuisce anche che Vader è Anakin Skywalker, un segreto di cui pochissime persone sono a conoscenza. In nome di Anakin Skywalker, “e in nome della Repubblica che ha servito e dell’Impero che la Repubblica è diventata, le chiedo di riportare al giusto equilibrio il debito del mio servizio” dice Thrawn a Darth Vader. Equilibrio nel debito. Equilibrio nella Forza.

In definitiva, in questo secondo capitolo della trilogia su Thrawn la parola d’ordine è sottigliezza. In un Impero che pullula di uomini apertamente spietati come Tarkin, è quella la caratteristica del chiss che affascina l’imperatore. Chiunque al posto del chiss sarebbe stato riportato all’ordine molto prima, visto che, tramite i suoi sottoposti fa ciò che vuole, anche trasgredendo gli ordini di Vader, mostrandosi impudente e facendo perdere tempo al Signore Oscuro. Tuttavia, Vader può percepire la mente ordinata di Thrawn al lavoro. Può avvertire la sicurezza e le aspettative. E nonostante la sua impazienza, Vader deve ammettere di esserne incuriosito. Proprio l’aver messo in confronto Thrawn con una figura cruciale dell’immaginario di Star Wars come Vader è la mossa di Zahn per elevare all’ennesima potenza il carisma di Thrawn.

Quella raccontata in Alleanze è una lotta a prevalere, basata sul carisma dei personaggi e sulle capacità deduttive. Ma anche una storia di lealtà, quella che Vader imparerà ad avere nei confronti di Thrawn e quella che Thrawn manterrà sempre nei confronti della sua specie, i chiss. “La mia missione prima” ribadisce Thrawn. “Il mio popolo viene prima”. Vader è il rivale più arduo che Thrawn abbia mai avuto. Ma lo stesso Vader, a tratti, dovrà piegarsi all’ingegno di Thrawn e fidarsi di lui.


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