È un istinto, una sensazione: la Forza ci ha fatti incontrare

Pensate che sia un caso che Finn anticipi tutte le mosse della flotta di Star Destroyer su Exegol? Ne L’Ascesa di Skywalker più volte ribadisce di dover dire qualcosa a Rey, ma non riesce a farlo: non vuole dirle di essere innamorato di lei ma di essere sensibile alla Forza. Seguendo un’idea introdotta da Gli Ultimi Jedi, adesso la Forza si sta riprendendo i suoi spazi ed è presente in un crescente numero di persone.

Il punto è che nella fase conclusiva de L’Ascesa di Skywalker sembra che il Lato Chiaro sia naturalmente destinato a prevaricare il Lato Oscuro. L’Imperatore Palpatine fa di tutto per indurre Rey e Ben a passare al Lato Oscuro, ma la Forza bilancia continuamente le parti in causa, portando il Lato Chiaro a vincere. Lo si capisce esplicitamente proprio per i “presentimenti” che ha Finn, che lo aiutano a mettere fuori combattimento la flotta dei Sith Eternal. Per ogni mossa del Primo Ordine, Finn è immediatamente pronto a una contro-mossa. Costantemente percepisce cosa stanno architettando gli ufficiali del Primo Ordine, e reagisce prontamente trovandosi sempre almeno un passo avanti rispetto al nemico. Senza il supporto delle “persone normali”, e senza l’esito della battaglia in orbita, lo sforzo di Rey al trono di Palpatine sarebbe stato inutile.

E a ben vedere anche qui la Forza sta giocando un ruolo. Esplicitata attraverso le voci dei vecchi Maestri Jedi, la Forza, in tutta la sua possanza e con tutti i poteri che prima erano suddivisi tra diversi Jedi, è adesso in Rey. Più Palpatine ascende nel Lato Oscuro e più Rey, e la Diade nella Forza che si compone con Ben, ascende nel Lato Chiaro. Insomma, è come se fosse scritto: il Lato Chiaro deve prevalere.

Era questo il senso della trilogia originale di George Lucas. Lo diceva la stessa Profezia: tramite i suoi figli Luke e Leia Skywalker, Anakin avrebbe riportato Equilibrio nella Forza, nel senso che avrebbe portato il Lato Chiaro a prevalere sul Lato Oscuro. La trilogia originale veniva scritta da Lucas in un’epoca molto differente rispetto a quella attuale, più idealistica e dove il bene avrebbe sempre, o quasi sempre, trionfato al cinema. Star Wars è una questione di sentimenti puri e molto semplici: la vittoria del bene sul male, l’amicizia, la convinzione di poter riuscire senza cadere nell’ira e nell’odio.

È proprio questo il punto che, secondo me, porta molte persone a inveire contro Star Wars. Ovvero, il risolvere il film a favore del bene spesso senza una spiegazione concreta, se non con una risoluzione dell’intreccio che può sembrare artificiosa, perché tutto si spiega con il “volere della Forza”. Il bene vince sempre, anche se tutto sta apparentemente andando contro i piani, e curiosamente sempre al servizio delle esigenze degli sceneggiatori, che certamente non possono far morire Rey o far trionfare senza mezzi termini Palpatine.

Non siamo più negli anni ’70 o negli anni ’80. Il bene non vince sempre nella società di oggi e il male deve avere delle spiegazioni. Non può essere lì solo per fare da spalla al bene e permettergli di vincere (mi viene in mente la scadentissima mira degli assaltatori). Oggi abbiamo film come Joker in cui, seppure rimanga un film di Hollywood, è indiscutibilmente il male a trionfare. Il confine tra bene e male è molto più sfumato, ed è soggetto a mille interpretazioni, e il modo di vedere le cose oggi è molto più complicato rispetto a 30 o 40 anni fa. Anche al cinema.

Anche Palpatine, come gli assaltatori, dà la sensazione di operare per perdere. Anche nell’Episodio VI, quando rende nota a Luke la posizione della Morte Nera allo scopo di farsi raggiungere. Certo, se Luke lo uccidesse passerebbe al Lato Oscuro e adempirebbe allo scopo di Palpatine, ma il rischio che non si converta, perché Darth Vader è mosso a compassione dall’ardore che vede nel figlio, è troppo grande per essere sottovalutato in questo modo. Anche in Episodio IX Palpatine predispone le cose per farsi raggiungere da Ben e Rey, senza prima sprigionare la potenza di fuoco della flotta dei Sith Eternal.

All’interno dell’immaginario di Star Wars, Palpatine potrebbe essere considerato come una figura che perde. Non è proprio così. A breve sapremo molto sulla Vecchia Repubblica e sull’Alta Repubblica, e vedremo quanto potenti fossero i Jedi. Palpatine, con il suo malvagio piano, è riuscito ad eliminare quasi completamente l’Ordine dei Jedi, che per migliaia di anni ha regolato la galassia. Un solo Sith è riuscito in un’impresa ritenuta impossibile per tutto questo tempo.

Insomma, la trilogia sequel ha un sapore “vecchio” nella dicotomia tra bene e male perché, per esplicita volontà della Disney, è una sorta di rifacimento della trilogia originale. Ma adesso è il momento di andare oltre: i prossimi contenuti di Star Wars saranno molto diversi e affronteranno il dualismo in maniera più “moderna”, forse come viene fatto nel Marvel Cinematic Universe. Già i germi del cambiamento sono stati seminati, e presto germoglieranno.


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