L’universo di Star Wars, si sa, è composto da centinaia di tasselli: film, serie TV, fumetti, videogiochi e libri. L’aspetto più interessante di questa concezione multimediale è, secondo me, la possibilità di raccontare storie dai tratti originali, spesso assolutamente inediti per la galassia lontana lontana. (a proposito, vi ricordo il nostro editoriale sull’importanza dei romanzi)

In questa definizione rientra certamente Last Shot, romanzo del 2016 di Daniel Josè Older, edito in Italia da Mondadori.

La storia si sviluppo attorno a Lando Calrissian e Han Solo, ora entrambi alle prese con una vita quotidiana decisamente più pacifica, anche se non meno facile. Il marito della Principessa Leia, ora senatrice della Nuova Repubblica, si trova indaffarato nella gestione di un particolare… problema: il figlio Ben. Le difficoltà della paternità e il sentimento di inadeguatezza mettono alle strette un personaggio sempre attratto dall’avventura e dal volo, in tentazione perenne verso una fuga ai margini della Galassia. Si tratta, però, di viaggi mentali, che alla fine riportano l’ex canaglia verso la propria famiglia.

Lando invece è in cerca, di una famiglia. Ora padrone di un’azienda fabbricante droidi su Cloud City, si trova spesso alle prese con una certa solitudine, insolita sopratutto per lui stesso, abituato a tutti i tipi di avventure, anche amorose. Tutto però sarà rivoltato al ritorno di una vecchia fiamma…

Lando e L3

Premesse per un romanzo di Star Wars abbastanza particolari, non trovate? Beh sappiate che non è tutto. Senza anticiparvi molto, Older porterà la narrazione verso inaspettati lidi. Tra flashback della giovinezza di Han, alle prese con la perdita di Qi’Ra, fino a svolte gore e pseudo-horror. Last Shot unisce passato, presente e futuro, parlando della maturazione dei due protagonisti.

Il fatto, però, è proprio questo. Il racconto è in realtà la presa di consapevolezza di quella maturazione, già avvenuta dopo gli avvenimenti della trilogia originale. Han e Lando sono gli unici a non capirlo, quasi non credendoci, cosa che porterà loro più problemi che altro.

Come cambiano le cose?

Tramite un intreccio decisamente riuscito, il romanzo introduce una nuova minaccia in realtà già familiare per i protagonisti. Un pau’an con una particolare ossessione per i droidi, legame fondamentale per metterlo in correlazione con la produzione di Lando. Ciò che però risulta veramente interessante è lo spazio usato per raccontare il passato di questo personaggio, che man mano si svelerà ai lettori rivelando una sorta di inquietante parallelismo speculare, una storia di emancipazione finita tremendamente male. A questa storyline è legato il fattore gore del libro; attraverso degenerati esperimenti verranno creati droidi con pezzi umani o di altre specie, addirittura di wookiee. E’ un piccolo sguardo su una componente che in Star Wars è sempre stato legata più a momenti comici, atti ad alleggerire la scena, mentre qui non si può che riflettere sulle conseguenze orrorifiche di atti folli.

A fronteggiare questo nemico ci sarà un inedito equipaggio, comandato proprio da Han e Lando. Forse l’elemento più debole del testo, sono comunque certo che molti fan sapranno immedesimarsi in alcuni personaggi, tra cui spiccano un paio di comparse davvero spassose. 

In ogni caso, ciò che veramente rende Last Shot uno dei romanzi più interessanti del canone è la straordinaria capacità di saper mettere un punto sul percorso di crescita dei due contrabbandieri. La loro apparente incapacità di approccio nelle sfide più banali, a confronto con l’estrema facilità nell’aver sconfitto un’Impero, è solamente un’illusione che li rende umani, dei veri eroi nell’incredulità del normale, fino ad allora tanto estraneo alle loro vite.

Ovvero come Han e Lando diventarono adulti.


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