Dopo la cancellazione prematura in seguito all’acquisizione di Lucasfilm da parte di Disney, Clone Wars sta finalmente arrivando alla conclusione quando debutterà su Disney+ il 21 febbraio per quanto riguarda le nazioni in cui il servizio è già disponibile e il 24 marzo in Italia.

Dave Filoni, responsabile principale della serie, ha per certi rivoluzionato il modo di raccontare Star Wars con Clone Wars prima e Rebels poi. Ha introdotto personaggi, storie e concetti con cui i responsabili dei film hanno dovuto fare i conti: platealmente nei casi di Saw Gerrera, apparso in Rogue One, e della Darksaber, mostrata in The Mandalorian.

Clone Wars è nato come film d’animazione nel 2008 e, una volta diventata serie televisiva, è andata avanti per cinque stagioni. Netflix ha poi creato una breve sesta stagione, che è molto concettuale e non porta a compimento le storie dei personaggi principali. In molti casi questo è avvenuto con romanzi o fumetti, come nei casi di Asajj Ventress e Madre Talzin. Ma i fan vogliono sapere di più sulle storie di Ahsoka Tano e Rex, tanto per citare due dei personaggi più amati della serie.

Clone Wars, dunque, finirà con gli ultimi 12 episodi che verranno lanciati nelle prossime settimane. “Ho provato a fare qualcosa che avrebbe onorato il lavoro fatto insieme a George [Lucas]”, ha detto Dave Filoni, produttore esecutivo e regista della serie, a EW. “Allo stesso tempo, so che questa stagione finale deve essere conclusiva”.

Creata dallo stesso Lucas, la serie è stata originariamente impostata in modo da dare risposta a un quesito ben preciso: cosa è successo tra gli eventi dell’Episodio II, L’Attacco dei Cloni, e l’Episodio III, La Vendetta dei Sith? Clone Wars è riuscito a dare spessore al giovane Anakin Skywalker, a spiegare meglio le ragioni del suo passaggio al Lato Oscuro, a raccontare alcuni angoli della galassia e la situazione politica di certi pianeti, oltre che la tradizione di certe specie. Ha dato carisma a personaggi come il Generale Grievous e ha mostrato Anakin come eroe dalla parte dei Jedi, cosa che nei film è solo accennata. Insomma, Clone Wars ha ampliato tantissimo Star Wars.

Naturalmente con dei limiti, visto che non era possibile andare oltre i tragici eventi de La Vendetta dei Sith, ma con grande capacità narrativa, Clone Wars è stata in grado di aggiungere nuovi protagonisti, pianeti e creature, e oggi è amatissima dai fan.

Anche Filoni è sorpreso dall’influenza e dalla longevità della serie: quando Lucas chiese per la prima volta al giovane animatore di aiutarlo a sviluppare lo spettacolo circa 15 anni fa, Filoni non si aspettava che la serie si prolungasse per tutto questo tempo. “Pensavo che Clone Wars, come la maggior parte delle serie animate, sarebbe andato avanti per due o tre anni. Ero sicuro che avrei imparato molto, ma anche che presto sarei tornato a Los Angeles”, ha affermato. Invece, la serie conta più di 100 episodi, e ora sta per giungere a termine.

Sono serviti anni per realizzare questa settima stagione. I primi episodi vedranno Rex fare squadra con i Bad Batch, un gruppo di cloni sperimentali con abilità speciali. La trama della settima stagione era già in preparazione quando lo show è stato cancellato nel 2013 e Filoni – che da allora ha lavorato a serie come Star Wars Rebels, Star Wars Resistance e The Mandalorian – afferma di essere elettrizzato nel vedere finalmente queste storie concretizzarsi. Nel corso del tempo alcune delle idee dapprima strutturate come episodi di Clone Wars sono diventate dei romanzi, come L’Apprendista del Lato Oscuro.

“Adesso abbiamo strumenti e tecnologie che non esistevano quando abbiamo iniziato a lavorare su Clone Wars. Oggi le tecniche di animazione si sono spinte molto in là” ha detto ancora lo showrunner. “Ci sono molte cose che possiamo rendere con sfumature e dettagli che prima era impossibile ricreare”.

Nella stagione finale si assisterà all’assedio di Mandalore a cui si è fatto più volte riferimento in maniera indiretta. E ci sarà il ritorno di Ahsoka Tano, che alla fine delle precedenti stagioni aveva deciso di abbandonare l’Ordine dei Jedi, dopo essere stata padawan di Anakin Skywalker. Nell’elaborare la storia di Ahsoka, Filoni sostiene di essersi rifatto ancora una volta ai pilasti della narrazione così come gli sono stati tramandati da Lucas: con queste parole si riferisce, principalmente, al contrasto tra l’altruismo e il percorso più oscuro di egoismo, avidità e paura.

“È la spina dorsale della saga di Star Wars”, ha detto. “È un viaggio personale che abbiamo visto con Luke Skywalker e anche con Rey. E che vedremo ancora una volta con Ahsoka, un’apprendista Jedi per molto tempo che ora si ritrova con delle conoscenze e con delle abilità che dovrà mettere alla prova nella resa dei conti a cui assisteremo alla fine della settima stagione”.

Il problema principale della nuova stagione, in fin dei conti, è il problema che Clone Wars ha sempre avuto: ovvero, che il pubblico conosce già la fine della storia. Tra le altre cose, la storia di Ahsoka successiva all’Ordine 66 e ai fatti dell’Episodio III la conosciamo già con il romanzo Ahsoka di E. K. Johnston. Ma lo stesso problema lo aveva anche Episodio III, eppure è considerato oggi uno dei migliori film della saga dai fan. E poi non è forse il bello di Star Wars andare indietro a ritroso e capire perfettamente come si sono create le condizioni per il verificarsi di certi eventi?

“Abbiamo sempre saputo che la storia termina con il terzo film”, ammette Filoni. “Non c’è scampo. La chiave è nelle scelte che i personaggi fanno per arrivare a quel finale”.

“Sappiamo cosa succede, ma non esattamente come succede”.


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