Li vediamo per la prima volta in Episodio II: l’Attacco dei Cloni, quando Obi-Wan Kenobi chiede aiuto a Jocasta Nu per identificare il misterioso pianeta Kamino: si tratta dei venti perduti, i 20 maestri jedi noti per aver abbandonato l’Ordine nel corso della sua storia.

Negli archivi del tempio di Coruscant, infatti, sono disposti venti busti raffiguranti i venti perduti, come monito per quello che l’Ordine vede come un vero e proprio fallimento.

Secondo Yula Braylon (Jedi dell’alto consiglio comparsa in Dooku: Jedi Lost) il motivo per cui questi noti jedi abbandonarono l’ordine risiede nel conflitto avuto con lo stile di vita dell’ordine stesso, e con i suoi principi troppo spesso limitanti.

Ma chi sono questi venti perduti? Ad ora ne conosciamo soltanto tre.

RADAKI

Radaki fu un antico jedi che, una volta lasciatosi corrompere dal lato oscuro della Forza, divenne il sith Darth Krall. Il motivo principale per cui abbandonò l’ordine fu la convinzione che i jedi avrebbero dovuto conservare i legami familiari e le loro ricchezze.
E’ noto per aver preso parte alla Battaglia degli Anni Sprecati (Battle of Wasted Years), da cui ne uscì vincitore. La sua spada è conservata nella segreta Collezione Bogan, all’interno del tempio jedi di Coruscant. Prima apparizione: Dooku: Jedi Lost.

TRENNIS

E’ stata una maestra Jedi durante l’era della Repubblica. Perse fede nell’ordine, per cui lasciò i jedi. Yoda ricorda con nostalgia Trennis, di cui non ebbe più notizie dopo la sua dipartita. Prima apparizione: Dooku: Jedi Lost.

DOOKU

Maestro di Qui-Gon Jinn, Dooku fu un potente jedi che durante gli ultimi anni della Repubblica si convertì al lato oscuro, diventando il sith Darth Tyranus, allievo di Darth Sidious. Dopo aver lasciato l’ordine rivendicò il titolo di Conte di Serenno e, durante le Guerre dei Cloni, guidò i Separatisti.
Anakin Skywalker, nella missione atta a salvare Palpatine, uccise Dooku decapitandolo. Prima apparizione: L’Attacco dei Cloni.

Per adesso non sappiamo chi siano gli altri 17 jedi che abbandonarono l’Ordine, ma siamo sicuri che in futuro queste affascinanti figure verranno esplorate ulteriormente.


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