Attenzione: SPOILER su Star Wars: L’Ascesa di Skywalker

Uno degli aspetti di Star Wars Episodio IX più difficilmente accettati dalla fanbase è la cosiddetta “resurrezione” di Palpatine. Come è potuta avvenire se ne Il Ritorno dello Jedi veniva scagliato giù per il pozzo del reattore della Morte Nera, che per di più esplodeva in mille parti come osservato dagli Ewok sulla Luna Boscosa di Endor? In realtà, il ritorno dell’Imperatore Palpatine è stato anticipato da una serie di opere canoniche, e qualche indizio su come sia potuto tornare si trova anche nell’universo espanso. Facciamo chiarezza su questi passaggi.

“I morti parlano!”: inizia così l’opening crawl di Episodio IX: L’Ascesa di Skywalker. Ci si riferisce ovviamente a Palpatine, il quale ha iniziato a trasmettere la sua lugubre voce in giro per la galassia. La gente, sbigottita, si chiede come sia potuto succedere, visto che Palpatine è dato ovunque per morto da quasi 40 anni. Come è tornato in vita? L’Ascesa di Skywalker non è esaustivo da questo punto di vista, il che dà modo alle opere collaterali di sbizzarrirsi con le spiegazioni.

Fino alla parte conclusiva del film, Palpatine, o il suo corpo, rimane attaccato a una macchina, i suoi occhi sono privi di pupille e le sue mani sono raggrinzite e mancanti di alcune parti.

Nonno di Rey

La grande svolta de L’Ascesa di Skywalker, per certi versi simile alla rivelazione sulle origini di Luke nella trilogia originale, è che Palpatine è il nonno di Rey. Suo figlio, infatti, è il padre della ragazza. Ma quando Palpatine ha messo alla luce un figlio? Non c’è una risposta canonica a questa domanda: l’unica cosa che abbiamo appreso dal film è che sia il figlio di Palpatine che la sua consorte sono stati fatti uccidere dallo stesso Imperatore.

L’universo espanso non canonico ci rivela che una delle principali assistenti di Palpatine ai tempi della trilogia prequel, Sly Moore, è legata alla discendenza dello stesso Imperatore. Sly Moore era consapevole che l’allora Cancelliere fosse Darth Sidious. Lei si trova alla sinistra di Palpatine quando lui parla al Senato e sembra possedere il potere di offuscare le menti delle persone più deboli, il che sembra indicare che sia sensibile alla Forza.

Nelle leggende, Sly Moore ha utilizzato il DNA dell’Imperatore Palpatine per rimanere incinta di un uomo che successivamente scopriremo trattarsi di Triclops, il quale, come tratto distintivo, ha un terzo occhio sulla fronte. Sly Moore ha generato Triclops prima che il Senato della Repubblica venisse definitivamente sciolto. Che l’Imperatore abbia accuratamente conservato il proprio materiale genetico in modo da preparare un ritorno della propria stirpe, poi concretizzatosi con Rey? Beaumont, il personaggio interpretato da Dominic Monaghan, in Episodio IX sostiene che nel corso degli anni c’è stata molta scienza oscura nei circoli Sith, il che sembrerebbe riferirsi proprio agli esperimenti genetici dell’Imperatore.

Ci sono riferimenti a questi piani di Palpatine anche nelle opere canoniche. In Star Wars Rebels, ad esempio, apprendiamo che Palpatine sta studiando il “Mondo tra i Mondi”. Quest’ultimo riguarda la capacità dell’Imperatore di prevedere il futuro e modellarlo. Come dice il lupo Dume, nel Mondo tra i Mondi si trovano conoscenza e distruzione. Si può acquisire consapevolezza del futuro o dei futuri che potrebbero avvenire e vedere cose avvenute in passato. Si può alterare il futuro, ma può essere molto pericoloso perché non si conoscono tutta una serie di cose che sarebbero potute accadere. Questo può portare alla distruzione di chi vuole manipolare il futuro.

Ovviamente, un espediente del genere può diventare un forte strumento in termini di manipolazione della narrazione perché giustifica dei cambiamenti anche molto importanti rispetto a vecchie storie di Star Wars, tra le quali la morte di Darth Sidious sulla seconda Morte Nera.

L’Ascesa di Skywalker non fa luce su come il corpo di Palpatine sia finito su Exegol. Ci sono delle creature non meglio definite che lavorano su strani macchinari apparentemente in grado di rigenerare dei corpi morti. Lo stesso Palpatine afferma di essere già morto, facendo evidentemente riferimento alla sua caduta nel reattore della Morte Nera.

Universo espanso

Nei primi anni ’90, la serie di fumetti non canonici Il lato oscuro della Forza (Dark Empire) prevedeva il ritorno dell’Imperatore grazie a una serie di cloni che era riuscito a creare durante il periodo del suo dominio sulla galassia. A ogni morte dell’Imperatore, lui usa un potere Sith per tornare su un altro dei suoi corpi. Questo fumetto introduce un concetto molto importante, che ora sembra essere diventato canonico, ovvero, che esiste un potere Sith che permette di “sovrascrivere” l’anima con un’anima di un Sith più potente nella Forza.

Invece, nella recente serie di fumetti canonici Star Wars: Darth Vader, apprendiamo che un Sith morto, Darth Momin, è in grado di possedere chiunque indossi una maschera da lui stesso creata e in cui ha infuso la sua forza vitale. Sfruttando la forte connessione di Mustafar, il pianeta su cui risiede Darth Vader, con il Lato Oscuro e il desiderio di Vader di far risorgere Padmé, Momin sembra in grado di riportare le persone indietro dalla morte. In realtà riporterà in vita solamente sé stesso, il che non sarà molto gradito da Vader, che distruggerà la maschera e terminerà definitivamente il Sith proveniente dal passato.

C’è poi un’opera non canonica intitolata Il codice Sith – I segreti del Lato Oscuro della forza, firmata da Daniel Wallace, a cui hanno fatto a più riprese riferimento i vari autori di Star Wars, i membri dello Story Group e lo stesso Rian Johnson. In questa un passaggio recita: “Il Lato Oscuro consuma il corpo fisico – come è successo al mio dopo l’attentato subito a opera degli Jedi – ma la mente può essere conservata. Attraverso queste arti oscure, presto mi trasferirò in un corpo più giovane clonato dalle mie stesse cellule”. Approfondimenti qui.

Snoke

In Episodio VIII: Gli Ultimi Jedi, Snoke indossa un anello con una pietra nera su cui sono stati impressi degli antichi glifi Dwartii, come si apprende nel Visual Dictionary di The Last Jedi. Quest’ultimo evidenzia dei forti indizi sulla connessione tra Snoke e Palpatine. Spiega, infatti, i Quattro Saggi Dwartii sono antichi filosofi che hanno tramandato degli insegnamenti talmente trasversali da poter essere abbracciati sia dalla Repubblica Galattica che dai Sith. Le statue dei Saggi Dwartii appaiono nelle sale private di Palpatine nella trilogia prequel e le ritroviamo fugacemente anche su Exegol. Indizi che hanno portato alcuni a supporre che la connessione tra Palpatine e Snoke venga esercitata proprio tramite questo anello. 

Il passato di Snoke e le sue relazioni con Palpatine, d’altronde, sono ancora molto fumose e necessitano di approfondimenti importanti tramite le opere collaterali. L’unica apparizione consistente di Snoke la abbiamo nel fumetto Age of Resistance della Marvel in cui, tra le altre cose, vediamo come Snoke abbia addestrato Kylo Ren su Dagobah. “Se avessi avuto tuo zio al mio fianco invece di te”, dice al ragazzo precedentemente noto come Ben Solo, “avrei governato questa galassia molto tempo fa”.

Trilogia prequel

Se è effettivamente Palpatine a esprimere questo concetto, sembrerebbe rimarcare uno dei punti cardine della tradizione di Star Wars, come voluto inizialmente dallo stesso George Lucas. Se uccidi con rabbia e rancore un nemico la tua azione aprirà le porte al tuo passaggio al Lato Oscuro. Se Luke lo avesse fatto con Darth Vader allora sarebbe finito tra le grinfie dell’Imperatore. Il quale incita Anakin a uccidere il Conte Dooku in Episodio III: è proprio quell’avvenimento che segna il primo passo verso la conversione al Lato Oscuro di Anakin.

Una strategia che Palpatine tenta di sfruttare anche in Episodio IX, incitando Rey a colpirlo e ucciderlo. Se Rey lo avesse fatto, con ogni probabilità avrebbe preso possesso del corpo di Palpatine e sovrascritto la coscienza del nonno, come ci insegna il fumetto Dark Empire, e si sarebbe definitivamente trasformata nell’Imperatrice Palpatine.

A questo punto è doveroso far chiarezza sui nuovi poteri della Forza canonizzati da L’Ascesa di Skywalker. Con “life force” (un potere che nelle opere Legends veniva indicato con il termine di “essenza”) i Force Sensitive appartenenti al Lato Chiaro possono usare la Forza per trasferire la propria vita su un’altra. Palpatine è dotato di un potere “ombra” rispetto a “life force”, che evidenzia quando si impossessa dell’energia vitale della diade della Forza rappresentata da Rey e Kylo. Si tratta di un’abilità molto simile a quella che Palpatine ha usato in Dark Empire per spostare la propria “essenza” tra un clone e l’altro di sé stesso.

Solo in questo momento de L’Ascesa di Skywalker Palpatine torna effettivamente in vita, come ci viene trasmesso dal fatto che riottiene le sue iridi e le dita si rimpolpano di carne. “La forza vitale del vostro legame… una diade nella Forza. Un potere come la vita stessa.” dice Palpatine in quella scena.

Nelle opere canoniche il riferimento più importante al potere che consente di riportare in vita dalla morte è ovviamente quello a Darth Plagueis il Saggio fatto in Episodio III: “Darth Plagueis era un Signore oscuro dei Sith così potente e così sapiente da poter usare la Forza per indurre i midi-chlorian a creare la vita. Aveva tale conoscenza del lato oscuro che riusciva a impedire a coloro che amava di morire” è quanto spiega Palpatine ad Anakin.

Come per la trilogia attuale, anche la trilogia prequel aveva bisogno di approfondimenti e spiegazioni per poter essere coerente. In Clone Wars ci sono diversi episodi che spiegano come Qui-Gon Jinn abbia trasmesso al Maestro Yoda il potere per preservare la coscienza di sé dopo la morte che culmineranno nell’episodio intitolato Destino, la morte è solo il principio. In questo arco narrativo si evince come i Jedi debbano attingere al potere del Lato Oscuro per poter completare il loro percorso che li renderà Fantasmi della Forza, il che sembra correlato con la scoperta di Plagueis. Approfondimenti qui.

Sembra, dunque, che si possa azzardare che il concepimento del piano di Plagueis e Palpatine, innaturale e oscuro al punto da ridare la vita ai morti, abbia provocato un riequilibrio nella Forza che, naturalmente tendente alla luce, abbia dunque risposto con un concepimento innaturale di Luce, che porta alla nascita di Anakin e alla Profezia del Prescelto.

Questa serie di eventi porterà Palpatine da una parte e la diade Rey/Kylo dall’altra ad acquisire una serie di poteri sempre più forti: non sono comuni Sith o comuni Jedi, ma la rappresentazione massima del Lato Oscuro e del Lato Chiaro.

Un altro momento di Clone Wars attinente al ritorno dalla morte riguarda l’arco narrativo di Mortis, peraltro citato di rimando in Episodio IX per via della presenza di un pugnale che reca un’incisione nella lingua runica dei Sith che ricorda la Daga di Mortis. In questa serie di episodi troviamo Anakin al centro di una Trinità nel ruolo del Padre mentre il Figlio, rappresentante del Lato Oscuro, ha tra le sue braccia Ahsoka Tano e la Figlia coinvolge nella scena Obi-Wan Kenobi nel ruolo del Lato Chiaro. Questa scena avrebbe un forte valore simbolico in cui Ahsoka in realtà rappresenta Leia Organa, mentre Obi-Wan Kenobi rappresenta Luke Skywalker. Rafforzando, peraltro, il concetto secondo il quale Anakin riporta equilibrio nella Forza tramite i suoi due figli.

I tre episodi di Clone Wars in questione mostrano come l’equilibrio di Mortis si spezzi quando il Figlio sceglie il Lato Oscuro, scatenando una reazione a catena che porta alla morte del Padre, poi della Figlia e di sé stesso. Il Figlio non rappresenta il Lato Oscuro inteso come male assoluto, ma come metafora delle emozioni che in Star Wars sono considerate negative, ovvero rabbia, paura e tristezza. Il tutto, nella metafora, ruota quindi intorno al ruolo di Leia, perché è lei, come poi vedremo in Episodio IX, il cardine di tutto: deve accettare il fatto di essere figlia di Darth Vader e deve capire come redimere il suo stesso figlio, Ben Solo.

Nel culmine di queste tre puntate, Anakin trasferisce l’energia vitale della Figlia per salvare la vita ad Ahsoka Tano e riportarla in vita. Anakin Skywalker, dunque, attraverso il Padre è riuscito a salvare la propria padawan, utilizzando le ultime energie di vita della Figlia. In senso metaforico, si serve di Leia, che come abbiamo detto è qui rappresentata da Ahsoka, per redimere Ben e riportare l’Equilibrio nella Forza.

C’è un equilibrio anche tra Luke e Leia, perché mentre il primo istruisce la seconda nelle vie della Forza, lei trasmette a lui la capacità di trasformare rabbia e paura in strumenti positivi. Lo stesso George Lucas spiegò che i tre Skywalker hanno lo stesso numero di Midi-chlorian, e quindi lo stesso potere.

Anakin ha riportato Equilibrio nella Forza salvando i suoi figli, Luke salvando Leia, Leia e Rey salvando Ben, Ben vivendo in Rey in un legame eterno. Approfondimenti qui.

Aftermath

Manca naturalmente un tassello, secondo noi legato alle misteriose creature che armeggiano su Exegol con ciò che rimane del corpo di Palpatine. Ma è importante conoscere tutti i tasselli che portano a quel fatidico momento, che ha ovviamente bisogno di approfondimenti con le opere collaterali.

Da questo punto di vista è cruciale conoscere la cosiddetta Operazione Cenere (Cinder in inglese), introdotta dalla serie a fumetti Star Wars: L’Impero a pezzi e ampiamente trattata nel videogioco Star Wars Battlefront II, per poi giungere al culmine nella fondamentale trilogia di romanzi Aftermath di Chuck Wendig, che a più riprese strizza l’occhiolino al ritorno dell’Imperatore Palpatine.

L’Operazione Cenere fa parte della Contingenza, un piano ideato dall’Imperatore Palpatine per garantire che l’Impero e i suoi nemici, ovvero l’Alleanza Ribelle, fossero entrambi sterminati alla sua morte durante la Battaglia di Endor. Come previsto dall’Operazione Cenere, le forze imperiali allestirono una costellazione di satelliti in orbita intorno ad alcuni pianeti ritenuti sensibili. Secondo il piano, tempeste elettriche e altri eventi meteorologici estremi scatenati dai satelliti avrebbero iniziato a devastare i pianeti selezionati.

Dopo la Battaglia di Endor, Iden Versio, comandante dell’unità di comando delle forze speciali imperiali della Squadra Inferno, fu convocata da suo padre, l’ammiraglio Garrick Versio, a bordo dello Star Destroyer Eviscerator in orbita intorno a Vardos. Versio parla di un’ultima richiesta da parte dell’Imperatore, ovvero assicurarsi di proteggere il Moff Raythe su Fondor mentre la sua squadra trasporta i satelliti dell’Operazione Cenere.

Stiamo parlando delle vicende raccontate nella campagna single player di Battlefront II, canonica e in cui fa la sua apparizione un giovane Luke Skywalker come personaggio giocabile. Insieme al membro della Squadra Inferno Del Meeko, Skywalker distrugge uno degli Osservatori predisposti dall’Imperatore sul pianeta di Pillio. Del Meeko avrà una storia d’amore con la protagonista Iden Versio, e a quei tempi questo fece pensare che potessero essere i genitori di Rey (eventualità poi sconfessata). La storia porterà a conoscere le intenzioni di Lor San Tekka e mostrerà come il fidato amico del Generale Leia Organa entrò in possesso della parte di mappa con la posizione di Luke Skywalker.

Insomma, seguire la storia di tutto l’immaginario di Star Wars è molto difficile perché è molto frammentata tra le varie opere. Allo stesso tempo, però, è piacevole verificare come le opere si intrecciano tra di loro. Gli Osservatori, infatti, sono al centro della trilogia di romanzi Aftermath. Gli eventi raccontati nel capitolo conclusivo Aftermath: La fine dell’Impero hanno rivelato, infatti, che l’Operazione Cenere faceva parte di un piano più grande, conosciuto come detto come Contingenza, ideato dall’Imperatore per distruggere sia le forze imperiali che quelle della Ribellione in modo da poter riorganizzare un piano tutto nuovo. Dopo non essere riuscito a esercitare la sua malvagità su Luke, scopriremo che del nuovo piano ne faranno parte Snoke e Rey, in prima istanza.

Quando era ancora in vita, l’Imperatore aveva percepito che il suo piano avrebbe potuto fallire proprio per via della presenza di Luke (che, come abbiamo visto, insieme a Leia, è lo strumento con cui Anakin esercita la Profezia del Prescelto), e per questo aveva predisposto un piano alternativo, incentrato sugli Osservatori e la Contingenza. Ha quindi scelto il pianeta Jakku come sede della distruzione totale sul quale trascinare, come ha fatto con Endor in Episodio VI ed Exegol in Episodio IX, sia le forze imperiali che quelle della Ribellione. Su Jakku si terrà una feroce battaglia che coinvolgerà i protagonisti di Aftermath, tra cui Snap Wexley visto in Episodio VII e in Episodio IX: non è un caso che vi siano Star Destroyer derelitti quando lo scopriamo in Episodio VII insieme a Rey.

A questo punto subentra un altro intreccio, questa volta con il romanzo Lost Stars di Claudia Grey, considerato come il miglior romanzo canonico di Star Wars e quasi sempre indicato come punto di partenza per chi vuole iniziare a prendere confidenza con le opere collaterali ai film. Questo romanzo segue la storia d’amore tra i protagonisti Thane Kyrell e Ciena Ree mentre partecipano a tutte le battaglie della trilogia originale fino al post-Endor quando evidenzia, per la prima volta, come l’Imperatore avesse trovato qualcosa di molto particolare nelle Regioni Ignote. Adesso sappiamo trattarsi di Exegol, un pianeta Sith ancora più nascosto e misterioso di Moraband, conosciuto in Clone Wars.

Si scoprirà che gli Osservatori disseminati da Palpatine in giro per la galassia (quelli di Jakku e di Pillio non sono gli unici) custodivano le coordinate per raggiungere qualcosa di misterioso nelle Regioni Ignote. La trilogia di Aftermath, quindi, si conclude con i superstiti dell’Impero che creano il Primo Ordine e abbandonano la Galassia per dirigersi verso le Regioni Ignote, dove c’è qualcuno di misterioso ad attenderli. Non si scoprirà l’identità di questa figura misteriosa (Snoke?), ma questa trilogia serve proprio a Disney per preparare l’appassionato di Star Wars al ritorno di un pericolo che sembrava scongiurato da anni.

La ricostruzione del nuovo Impero sotto forma di Primo Ordine ha dunque richiesto all’Imperatore molti anni. Ha dovuto studiare e padroneggiare nuovi poteri della Forza e solo tramite il tesoro nascosto su Exegol è riuscito a portare a termine il suo malvagio piano.

La trilogia sequel, per evidenti necessità di marketing di Disney, è stata pensata come una sorta di remake di quella originale. Questo ha portato a una serie di storture, e incoerenze, che solo le opere collaterali metteranno definitivamente a posto.

Aftermath è la prima a provarci. Sempre in questa trilogia, infatti, si apprende come Palpatine si fosse circondato di una serie di consiglieri esperti in rituali di resurrezione Sith, che fanno capo a Yupe Tashu, presentato come un cultore Sith. Tashu mette in pratica un rituale utilizzando, proprio come Darth Momin, una maschera Sith e un Holocron.

“Palpatine è sopravvissuto. Lo incontreremo nell’oscurità. Tutto è andato come aveva previsto il nostro Maestro. Ogni cosa ha seguito il suo grande piano. E ogni sacrificio è stato compiuto” sono le parole proferite da Tashu in Aftermath, seppure l’ex consigliere di Palpatine sia considerato un fanatico visionario all’epoca dei fatti.

Tashu era convinto che ogni cosa appartenesse al Lato Oscuro e che Palpatine non fosse soltanto il leader dell’Impero, ma di ogni essere vivente nella galassia. Secondo lui, quel rito avrebbe riportato in vita il Signore Oscuro. Di Aftermath vanno assolutamente ricordati anche i due Ammiragli Imperiali Gallius Rax e Rae Sloane. In un periodo di grande tumulto per le forze imperiali, con varie “teste calde” pronte a conquistare il potere, loro due saranno gli unici in grado di acquisire consenso negli alti ranghi di ciò che rimane dell’Impero. In particolare, nella parte conclusiva di Aftermath Debito di Vita, ovvero il secondo capitolo della trilogia, un incontro tra lo stesso Palpatine e Galli, che il fan disattento di Star Wars potrebbe pensare essere collocato dopo i fatti di Endor ma che invece riguarda il giovane Galli, costituisce un altro indizio circa il possibile ritorno di Palpatine.

Anche le Sentinelle di Palpatine sono una figura di Aftermath che qui va citata. Si tratta di droidi fabbricati sul pianeta Vetine che erano in grado di riprodurre messaggi pre-registrati. Sia le loro fattezze estetiche che la loro voce richiamano in tutto e per tutto Palpatine. Dopo la morte di Palpatine durante la Battaglia di Endor, numerosi droidi sentinella conosciuti come i Messaggeri portarono i messaggi postumi del defunto imperatore ai comandanti imperiali con le istruzioni per iniziare l’Operazione Cenere.

Tashu e Gallius Rax, insieme a Snoke, all’Allegiant General Enric Pryde, ai fedeli del culto Sith e agli scienziati esperti di clonazione, sono gli artefici del ritorno di Palpatine.

Non si deve trascurare neanche il ruolo del Grand’Ammiraglio Thrawn, personaggio sempre in bilico tra l’abnegazione a Palpatine e il dovere verso la propria specie, i Chiss (pelle blu, capelli neri e occhi rossi luminosi). Thrawn ha permesso a Sheev Palpatine di scoprire Exegol, fonte di potere oscuro assoluto (due i romanzi su Thrawn ora disponibili in italiano, Thrawn e Thrawn Alleanze, ci sarà anche Treason).

Dunque, cosa è successo? Qualcuno su Exegol avrà portato a termine un rituale Sith simile a quello tentato dal consigliere Yupe Tashu nell’Osservatorio Sith di Jakku sfruttando gli insegnamenti di Darth Plagueis che Qui-Gon Jin ha provato a convertire per il Lato Chiaro. Il corpo di Sidious non è vivo, è stato in qualche modo ricostruito (materialmente non si sa da chi) con l’uso di tessuti clonati e la sua anima ripristinata con un rituale Sith.

Per riassumere, già nel 2015 in Aftermath veniva anticipato che Palpatine aveva trovato qualcosa di grosso nelle Regioni Ignote. Probabilmente in Episodio IX non era previsto un ritorno in carne e ossa di Palpatine, ma qualcosa è cambiato nei piani di Disney e con il ritorno di Abrams al timone della serie – il quale aveva l’esigenza di non fare di Ben Solo il vero “villain” – Palpatine era l’unica vera alternativa.



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