La quinta puntata di The Mandalorian, intitolata The Gunslinger (il Pistolero) e diretta da Dave Filoni in persona, ci riporta dove tutto è iniziato: Tatooine.
Una puntata che strizza l’occhio alla Trilogia Originale, mostrandoci il Mandaloriano ancora in fuga insieme al suo piccolo amico verde.

IL PIANETA CON DUE SOLI

All’inizio della puntata veniamo immediatamente scaraventati nel pieno di un combattimento: il mandaloriano è sulla Razor Crest e tenta di seminare Riot Mar, un cacciatore di taglie rivale che – malauguratamente – cerca di soffiargli non solo il bambino, ma anche la battuta.

Ti posso catturare caldo, o ti posso catturare freddo.

Il mandaloriano non ci sta: dopo aver abilmente annientato il rivale, decide di atterrare sul pianeta più vicino per riparare la Razor Crest. E il pianeta più vicino, guarda caso, è proprio Tatooine.

Il protagonista decide quindi di atterrare allo spazio porto di Mos Eisley, noto covo di fecce e di malvagità già comparso in Episodio IV: Una Nuova Speranza. E’ proprio qui, infatti, che il giovane Luke Skywalker e Obi-Wan Kenobi cercano un trasporto che possa aiutarli a farli uscire indisturbati dal pianeta nel primo capitolo della Saga.

Un altro incontro che ai fan dei prequel non sarà sfuggito: a fare compagnia alla responsabile della baia d’attracco, Peli Motto (interpretata dall’attrice Amy Sedaris) ci sono infatti tre Pit Droids, i droidi riparatori comparsi per la prima volta in Episodio I: la Minaccia Fantasma, durante la corsa di sgusci. Possiamo vederli persino giocare a Sabacc, il famoso gioco di carte di cui Han Solo è un grande fan.

QUI NON SERVIAMO QUEI TIPI LI’

Per pagare le riparazioni il Mandaloriano ha bisogno di crediti, e quale miglior posto della Cantina di Chalmun per trovare un lavoretto? Sì, stiamo parlando proprio della stessa famosissima cantina comparsa in Una Nuova Speranza. Qualcosa è cambiato, però, non credete?
Chalmun (lo wookiee padrone del postaccio, mai comparso su pellicola, ma solo in altri prodotti canonici paralleli) deve aver cambiato abitudini, dal momento che il locale è pieno di droidi, gli stessi che ai tempi della Guerra Civile Galattica non venivano neanche fatti avvicinare.

A scimmiottare Han Solo, nello stesso identico posto e nella stessa identica posizione in cui tempo addietro fulminò il povero Greedo, troviamo Toro Calican, un aspirante cacciatore di taglie che convince il Mandaloriano a dare la caccia a Fennec Shand, una letale assassina diretta verso il Mare delle Dune, lo sconfinato deserto dove in Episodio IV C-3PO finisce col perdersi e dove in Episodio VI facciamo la conoscenza del Sarlacc.

In sella a due speeder – simili ma non identici a quello guidato da Anakin in Episodio II: l’Attacco dei Cloni, i cacciatori di taglie si avventurano nel deserto, alla ricerca di Fennec. Durante il loro viaggio di imbattono persino in una coppia di tusken. Sapientemente il mandaloriano patteggia con i predoni che – in cambio del binocolo di Toro – permettono alla coppia di passare.
Quando i due si imbattono in un Dewback – i grossi rettili già comparsi in Una Nuova Speranza – credono di aver trovato la loro taglia: in realtà si tratta solo di un cadavere di un collega, probabilmente lasciato lì come monito agli inseguitore. Fennec, infatti, è nascosta tra le alture ed apre il fuoco contro il mandaloriano.

CHI TROPPO VUOLE…

Sfruttando delle granate accecanti i due riescono ad eludere l’assassina e – dopo un acceso combattimento corpo a corpo – a catturarla. Con uno speeder fuori uso il mandaloriano è costretto a tornare indietro e recuperare il Dewback: al suo ritorno trova però solo il cadavere di Fennec, e nessuna traccia di Toro.

Tornato allo spazio porto, il mandaloriano scopre che Toro ha ucciso Fennec con l’intenzione di consegnare lui e il piccolo alieno verde alla Gilda dei Cacciatori di Taglie su consiglio della stessa – sfortunata – assassina. Con un colpo da vero maestro il mandaloriano fredda Toro, liberando Peli Motto  e il bambino. Con la consapevolezza di doversi sempre guardare le spalle, il protagonista paga il suo debito e lascia il pianeta.
La puntata termina con la comparsa di un misterioso personaggio, probabilmente sulle tracce del mandaloriano.

CONCLUSIONI

Questa puntata sprizza fan service da tutti i pori (fan service positivo, per intenderci). E’ un’enorme pacca sulla spalla a tutti quei fan che cercano in The Mandalorian elementi familiari, e di conseguenza osa poco, aggiungendo pochissimo alla storia principale e alla caratterizzazione del personaggio. L’ultimo frame dell’episodio, comunque, suggerisce che nella sesta puntata scopriremo qualcosa di più sul guaio in cui il mandaloriano ha deciso di tuffarsi.

La quinta puntata di The Mandalorian, intitolata The Gunslinger (il Pistolero) e diretta da Dave Filoni in persona, ci riporta dove tutto è iniziato: Tatooine. Una puntata che strizza l'occhio alla Trilogia Originale, mostrandoci il Mandaloriano ancora in fuga insieme al suo piccolo amico verde. IL PIANETA CON DUE SOLI All'inizio della puntata veniamo immediatamente scaraventati nel pieno di un combattimento: il mandaloriano è sulla Razor Crest e tenta di seminare Riot Mar, un cacciatore di taglie rivale che - malauguratamente - cerca di soffiargli non solo il bambino, ma anche la battuta. Ti posso catturare caldo, o ti posso…
Tatooine, Mos Eisley e la cantina di Chalmun: serve aggiungere altro?

The Mandalorian: Chapter 5, The Gunslinger

Regia - 78%
Sceneggiatura - 62%
Ambientazione - 93%

78%

Tatooine, Mos Eisley e la cantina di Chalmun: serve aggiungere altro?


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