L’articolo comprende spoiler sulla prima stagione di The Mandalorian

Sono tre gli spunti principali provenienti dalla prima stagione di The Mandalorian in termini di futuro per la “galassia lontana lontana”, a mio modo di vedere le cose. Il primo è chiaro, ed è più immediato: The Mandalorian serve soprattutto a comunicare che l’Impero esiste ancora, gli Assaltatori sono sempre in giro per la galassia (e hanno una mira da far pena), i Moff portano ancora morte e distruzione. Insomma, chi ha letto Aftermath, Bloodline e compagnia lo sa già, ma magari qualche spettatore si era perso la notizia che l’Impero non è per niente finito dopo Il Ritorno dello Jedi.

Il secondo spunto è legato agli ultimi momenti dell’episodio 8 di The Mandalorian. Ribadisco ancora una volta che sto facendo uno spoiler piuttosto pesante: quindi, chi volesse gustarsi The Mandalorian fino all’ultimo senza spoiler è pregato di non leggere, per il momento.

Mi riferisco alla famosa Darksaber, la spada laser già apparsa in Clone Wars e in Rebels. Si tratta di una delle più potenti spade laser di sempre, creata dal Mandaloriano Tarre Vizsla. Lui fu un Jedi ma, prima della sua morte, decise di tornare su Mandalore, dove divenne un simbolo per la sua gente. Tarre era sensibile alla Forza e fu addestrato alle arti dei Jedi fin da bambino. Primo Mandaloriano a divenire un Jedi, un’alta statua lo ricorda a Mandalore. Alla sua morte, i Jedi recuperarono la Darksaber e la riportarono al Tempio Jedi dove rimase fino agli ultimi giorni della Vecchia Repubblica, quando gli ultimi membri della Casata dei Vizsla se ne impossessarono nuovamente.

Diciamo che The Mandalorian potrebbe essere la porta per il futuro di Star Wars perché la Vecchia Repubblica potrebbe essere al centro dei prossimi film di Star Wars, come già anticipato da Kathleen Kennedy.

Quel che è canonico è che Pre Vizsla, leader della Casata dei Vizsla durante la Guerra dei Cloni, è entrato in possesso della Darksaber. Il suo scopo è quello di riportare in auge l’antico splendore, anche in senso militare, di Mandalore. Per farlo fonda la Ronda della Morte e innesca un forte moto di ribellione contro la governatrice di Mandalore dell’epoca, Satine Kryze.

Costei avrebbe voluto dare un’impronta meno militare alla politica di Mandalore, e per questo fondò una fazione devota alla pace, conosciuta come i Nuovi Mandaloriani. La Repubblica, per controllare la situazione, inviò i Jedi Qui-Gonn Jinn e Obi-Wan Kenobi, per proteggere Satine e il suo movimento. Tra la bella governatrice di Mandalore e Obi-Wan nasce una profonda storia d’amore, che il Jedi però respinge per rimanere fedele alla propria religione.

Satine e i Nuovi Mandaloriani subiscono, dunque, un feroce attacco dalla Ronda della Morte guidata da Pre Vizsla, che si scopre essere guidata dal potente leader separatista, il Conte Dooku. Obi-Wan e Satine si salvano dalla squadra di Vizsla, che combatte armato della leggendaria Darksaber, anche se questi riesce a prendere il potere su Mandalore. Il suo predominio dura poco, sarà il Sith Darth Maul a reclamare il potere su Mandalore, soprattutto per prendersi la sua rivincita su Obi-Wan e uccidere Satine Kryze. Entrerà in possesso della Darksaber in seguito a un duello contro lo stesso Pre, vinto dal Sith.

Darth Maul lo vediamo qui alleato con la Ronda della Morte e il Sole Nero per perpetrare il suo piano di vendetta nei confronti di Obi-Wan Kenobi: ricordiamo essere un momento precedente rispetto alle vicende che lo vedono invece legato a un altro sindacato, l’Alba Cremisi, così come raccontate nel film Solo: A Star Wars Story.

Fra questi eventi e quelli di The Mandalorian sappiamo con certezza che ci sarà la Grande Purga che culminerà nella Notte delle Mille Lacrime, quando l’Impero, esattamente come farà con altri pianeti, raderà al suolo Mandalore, ucciderà quasi tutti i suoi abitanti e si impossesserà della sua più grande risorsa, il Beskar alla base delle armature mandaloriane.

Anni dopo, durante gli eventi raccontati nell’altra serie TV Rebels, ritroviamo la Darksaber, stavolta in mano del protagonista Ezra Bridger, che nel frattempo l’ha sottratta allo stesso Darth Maul. Sarà il mentore di Ezra, il Jedi Kanan Jarrus a offrire la spada alla ragazza mandaloriana che fa parte del gruppo di ribelli protagonisti della serie, Sabine Wren. La Darksaber nelle mani di Sabine avrebbe dovuto rappresentare un simbolo per il suo popolo, incitandolo a ribellarsi contro l’Impero.

La Darksaber compare nell’ultimissima scena di The Mandalorian, impugnata dal Moff Gideon. Segno che c’è ancora una storia da raccontare, così come c’è da sapere qualcosa di più su Baby Yoda. Questi segnali sono legati più al futuro di The Mandalorian, di cui sono già in corso le riprese della seconda stagione, che di Star Wars in senso lato.

La serie incarna l’ideale più puro della tradizione Disney da una parte e di Star Wars dall’altra. Ruota, intorno, al concetto di genitore e di balia di un essere apparentemente indifeso, tenero e grazioso nelle sue sembianze estetiche e nel suo modo di esprimersi. Proprio il ruolo del genitore che difende il “bambino” tipico della narrativa Disney è qui al centro dell’attenzione. Baby Yoda, questo il nome che la rete gli ha assegnato ma quasi sicuramente non ha niente a che vedere con il Maestro Yoda, è molto spesso abbandonato al suo destino, in pericolo proprio per scatenare nello spettatore un forte sentimento di protezione. Viene colpito duramente ma sa reagire perché sensibile alla Forza e armato di una serie di Poteri della Forza, peraltro richiamati anche ne L’Ascesa di Skywalker. L’identità di Baby Yoda, così come quella del “Mandaloriano” che abbiamo appreso chiamarsi Din Djarin, ma anche il destino della Darksaber, saranno sicuramente al centro delle vicende della seconda stagione di The Mandalorian.

La serie incarna anche l’ideale di Star Wars, perché un “padre”, o un padre putativo come vuole il Credo di combattenti dotati di armature mandaloriane, deve esporre sé stesso fino all’ultima risorsa a lui disponibile per proteggere un bambino e metterlo nelle condizioni di servire a sua volta la galassia, sfruttando il suo immenso potere.

Ma The Mandalorian custodisce uno spunto che ci spinge ancora più in là, se ho ben afferrato le intenzioni di Disney per il futuro di Star Wars. E corrisponde alle parole dell’armaiola mandaloriana: “Antichi racconti narrano le battaglie tra Mandalore il Grande e un ordine di stregoni detti Jedi che si batterono con questi poteri” (si riferisce ai poteri di Baby Yoda ndr).

Ora, questa frase sembra ricollegarsi con quanto affermato in precedenza da Kathleen Kennedy. Disney potrebbe aver affidato a Kevin Feige un progetto legato alla Vecchia Repubblica, e alle Guerre Mandaloriane così come raccontate nel videogioco Knights of the Old Republic, in questo momento non canonico.

Stiamo parlando di eventi verificatisi fra il 3.965 BBY e il 3.960 BBY, segnati da un grosso conflitto innescato dal tentativo dei Mandaloriani di conquistare una serie di mondi nell’Orlo Esterno, allora sotto il controllo della Repubblica. Dopo la fine della Grande Guerra Sith, infatti, i Mandaloriani vennero spinti dall’Impero Sith superstite guidato da Exar Kun a conquistare maggiore spazio ai danni del Senato Galattico.

Il Consiglio dei Jedi, tuttavia, non vedeva nei Mandaloriani il vero nemico, piuttosto nell’Impero Sith, e quindi proibì ai Jedi di entrare in guerra. Nonostante questo, due giovani Jedi, Revan e Malak, decisero di passare all’azione, attirando alla loro causa altri Jedi. Si innescò un furibondo conflitto tra Mandaloriani e Jedi.

Durante il conflitto, Revan si dimostra uno stratega ineccepibile, conseguendo vari successi militari fino a spingere le forze mandaloriane a ritirarsi a Yavin, poi a Korriban, a Dxun e infine allo spazio Mandaloriano originale. L’ultima battaglia si tenne a Malachor V, quando Revan predispose l’utilizzo di un’arma molto potente, conosciuta come il Generatore di Masse Oscure, affidata all’Esule Jedi, uno dei Jedi che aveva seguito Revan in guerra e che era diventato uno dei migliori Generali. Durante la battaglia finale, la temibile arma annientò sia la flotta Mandaloriana che quella Repubblicana, segnando il passaggio di Revan al Lato Oscuro.

L’Esule Jedi, ovvero il personaggio interpretato dal giocatore nel videogioco Star Wars: Knights of the Old Republic II: The Sith Lords, è in realtà Meetra Surik. Lei è l’unica seguace di Revan a non seguirlo nel Lato Oscuro e a tornare a Coruscant per affrontare il processo dal Consiglio Jedi. È troppo tardi perché un anno dopo Revan e Malak tornarono alla testa di una grandissima armata Sith, formata da astronavi Repubblicane e altre di tipo alieno. Iniziò la Guerra Civile Jedi.

Sarà questa la storia del prossimo film di Star Wars? Quello che sappiamo per certo è che Revan è diventato canonico e che la stessa Kathleen Kennedy mesi fa non ha smentito che proprio Knights of the Old Republic possa essere alla base del futuro di Star Wars. Altri rumor vorrebbero che sia Keanu Reeves a interpretare i panni di Revan. Per quello che è omaggiato come uno dei migliori personaggi dell’universo espanso di Star Wars, sarebbe sicuramente un valore aggiunto non indifferente essere portato sul grande schermo da un attore così carismatico.

Kennedy, inoltre, ha parlato di “ritmi diversi” rispetto alla trilogia degli Skywalker, il che sembra confermato da dichiarazioni molto più recenti secondo cui Feige dovrebbe essere al timone di un unico film mentre a Rian Johnson dovrebbe essere affidata una nuova serie, il cui numero di film non è stabilito. Il nuovo Star Wars dovrebbe essere annunciato a breve.



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