Articolo con spoiler su Star Wars: L’Ascesa di Skywalker

Dopo la seconda visione tutto risulta più coerente. Come qualsiasi nuovo film di Star Wars, anche L’Ascesa di Skywalker è pieno di riferimenti alle opere collaterali e all’immenso immaginario di Star Wars. Servono, appunto, a rendere coerente la struttura del film, a motivare il perché accadono le cose. In particolare, a una visione più attenta appare chiaro che la famosa Profezia del Prescelto, secondo la quale Anakin Skywalker avrebbe riportato Equilibrio nella Forza, non è contraddetta.

Come prima cosa la Profezia del Prescelto non sottintende un equilibrio necessariamente inteso come pari Luce / pari Oscurità. Piuttosto la Forza agisce in tutti i film come propulsore che alimenta il Lato Chiaro, aiutandolo a recuperare rispetto all’incedere del Lato Oscuro. La Forza è riequilibrata quando il Lato Chiaro domina la Galassia. Nello stesso L’Ascesa di Skywalker viene in soccorso di personaggi come Finn, Poe, ma anche Rey, guidandoli verso l’Equilibrio, ovvero l’annientamento di Palpatine.

Il punto è che Anakin Skywalker riporta Equilibrio nella Forza in tutte e tre le trilogie. Il vero senso del suolo ruolo, dove si apprende per la prima volta che esiste una Profezia del Prescelto, emerge ovviamente nella Trilogia Prequel. Anakin ha riportato Equilibrio nella Forza mettendo alla luce Luke e Leia. Lui è convinto che Padmé morirà durante il parto dei gemelli e agisce in modo da evitare quella che per lui sarebbe una tragedia, visto ciò che Padme rappresenta per lui e per la galassia intera. Per farlo è disposto a cedere alle lusinghe di Palpatine: quest’ultimo, infatti, lo ha convinto di essere l’unico a poter porre rimedio alla morte grazie agli insegnamenti Sith che ha ricevuto. Con ogni probabilità, è proprio l’innesco del piano di Palpatine, che porterà malvagità e oscurità nella galassia, a generare Anakin, “nato da nessun padre”, come dice la Profezia stessa. La Forza sta naturalmente procedendo al riequilibrio, creando le condizioni per il trionfo del Lato Chiaro.

In realtà, qui un genitore soccombe al volere dell’Oscurità perché non può nulla contro l’incedere del male, ma lo fa al fine di creare le condizioni per cui, in un futuro indeterminato, i propri figli possano ristabilire la Luce. Proprio per questo Rogue One: A Star Wars Story è una delle più immediate ed efficaci semplificazioni del senso di Star Wars. Anche lì un padre, Galen Erso, soccombe all’Impero (perché altrimenti sarebbe stato assunto un altro ingegnere per la costruzione della Morte Nera), per predisporre un piano che consentirà anni dopo alla figlia Jyn di porre rimedio e rovesciare l’equilibrio tra ribellione e Impero.

Come sappiamo, inserisce una falla nella Morte Nera, a cui si accede con una parola segreta, Stellina, ovvero “Stardust” nella versione originale in inglese. Proprio il soprannome che lui stesso ha dato alla figlia Jyn. Qui la traduzione da inglese a italiano, come spesso accade in Star Wars, fa perdere un po’ il senso della storia. Stardust ovviamente è un richiamo a Death Star, il nome originale della Morte Nera. Tramite il suo soprannome, Galen sta guidando la figlia verso la rivalsa contro l’Impero. Sarà proprio Jyn a sottrarre i piani di progettazione della Morte Nera dai database imperiali su Scarif e a dare una chance all’Alleanza Ribelle di distruggere la Morte Nera, con Luke, Leia e Han.

Nella Trilogia Originale, invece, Anakin più semplicemente riporta Equilibrio nella Forza scagliando l’Imperatore giù per il pozzo del reattore della Morte Nera. Spinto, ancora una volta, dalla fiducia e dalla voglia di riscatto che legge nello sguardo del figlio Luke.

Nella Trilogia Sequel, sono nuovamente i figli di Anakin, Luke e Leia, tramite Rey (Abbiamo tramandato la nostra conoscenza, ora mille generazioni vivono in te”), a sconfiggere Palpatine, e a riportare Equilibrio nella Forza. Definitivamente?

Naturalmente questo non toglie nulla al concetto per cui ciascuno di questi personaggi, per adempiere al proprio scopo, debba lottare contro il Lato Oscuro nascosto dentro di sé, perché il Lato Oscuro fa parte della nostra natura. Sarà sempre lì e dovremo sempre fare i conti con esso, cercando di ammaestrarlo, reprimerlo e confinarlo in un angolo sorvegliato della nostra essenza. Ma Star Wars, che è una favola di buoni sentimenti, inneggerà sempre all’Equilibrio inteso come il trionfo della luce sull’oscurità.

Altri dettagli su Star Wars: L’Ascesa di Skywalker si trovano in questo articolo.


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