Aftermath: la fine dell’Impero è senza dubbio uno degli ultimi elementi cartacei meglio riusciti di tutto il Nuovo Canone di Star Wars. Un romanzo che ci ha tolto numerosissimi dubbi lasciati in sospeso con l’uscita di Il Risveglio della Forza ed ha contribuito ad ampliare l’arco narrativo dei sequel. Il ruolo degli Imperiali in questo racconto è senza dubbio la parte più coinvolgente di tutto il libro. Gallius Rax  e l’ex Imperatore Palpatine ricoprono ruoli all’interno della storia fondamentali.

Come si sono conosciuti questi 2 personaggi?

Gallius Rax, per molte cose potrebbe essere considerato a tutti gli effetti il figlio adottivo o forse il vero Erede dell’Imperatore. Forse anche più dei suoi apprendisti. Sembra che il destino, di cui parlerà più avanti Palpatine,  sia il vero responsabile del loro incontro. Dal primo incontro con il Signore Oscuro, Galli è rimasto scosso, psicologicamente soprattutto, in quanto il vecchio sarebbe diventato nel corso degli anni il tormento dei propri sogni di ogni notte fino al loro secondo incontro.

Galli incontra Palpatine per la prima volta sull’Imperialis: lo shuttle personale di Palpatine.
Il bambino terrorizzato dalla vita che stava conducendo su quell’inferno di Jakku decise di nascondersi nella stiva della nave sperando che essa lo conduca ad una vita meno miserabile.
“Mostrati ragazzo. Avvicinati”.
Quelle semplici parole non erano soltanto una richiesta, ma un ordine. Galli resistette.
“Non te lo chiederò due volte”. Quella era una minaccia più affilata di una spada.
“Ho una proposta da farti, Galli. Sei fortunato ad essere qui. Vuoi sapere cosa ho in mente? Potrei mettere fine alla tua vita, e non ti biasimerei, ma ti propongo un’alternativa”.
La vita risparmiata in cambio di una sorveglianza controllata della durata di 10 anni ai lavori appena iniziati del futuro Osservatorio in programma.
Una nuova vita per il ragazzo, che non voleva più essere se stesso.
La morte comunque è una proposta che Palpatine suggerisce dopo tutto in alternativa, lui stesso sa che vivere su Jakku è un tormento e una lunga agonia e togliersi la vita molte volte si rivela essere la soluzione meno lancinante.
Ma Palpatine si ricredette nel sentire il piccolo, orgoglioso nel scegliere di vivere.
Questo messaggio è l’unica opzione di cui Palpatine aveva bisogno come conferma. Il ragazzo è uno dei pochi individui con un futuro destino promesso che lo ricompenserà. A questo punto il passo successivo di Palpatine sarà riportare il ragazzo sul pianeta e ritornare a prenderlo una volta che l’osservatorio sarà completo.
“Bene. Ecco il tuo primo incarico. Tornerai su Jakku. Il luogo dove stanno scavando i miei droidi. È prezioso non solo per me. Ma per l’intera galassia. Dovrai supervisionare i lavori. So che sei in gamba”.
Il vecchio prima di concludere fece un trucco di magia con la sabbia formandola in una spirale in continuo movimento sul palmo della propria mano. Questa scena e la rivelazione del nome dell’uomo, saranno le ultime cose che Gallius vedrà prima che il loro viaggio si rintrecci ben 10 anni più tardi.
“Potrebbe esserci un futuro per noi due. Adesso tornerai a casa. E un giorno ci rivedremo. Il mio nome è Sheev. Noi due siamo amici, ora. Dopotutto, un Imperatore ha bisogno di amici”.
Una momento che rappresenta un duplice significato: per Palpatine l’affetto e  l’interesse nei confronti del ragazzo, per Galli un terrore ed un tormento che segnerà per sempre la sua vita ed il destino dell’intera galassia.

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