I guardiani dei Whill, protettori del tempio Keiber. Ma non c’è più niente da proteggere e quindi ora se la prendono con il primo che capita

Queste parole sono tratte da un dialogo di Rogue One, pronunciate dal Capitano Cassian Andor in risposta a una domanda di Jyn Erso, che chiede delucidazioni su Chirrut Imwe e Baze Malbus.

Non avevo fatto caso all’importanza di queste parole nelle mie precedenti visioni di Rogue One e, in una nuova visione in preparazione a Episodio IX: L’Ascesa di Skywalker, ne ho finalmente colto la loro portata. Fondamentalmente  rendono, in un qualche senso, “canonici” i Whill, anche se Cassian non specifica se si tratta di leggende o di fatti realmente avvenuti. Si riferisce ai personaggi Chirrut Imwe e Baze Malbus che, per quanto consideri Rogue One come una delle migliori concretizzazioni in assoluto dell’immaginario di Star Wars, avevo considerato quasi come superflui. Dopo questa “illuminazione” devo ricredermi anche su questo punto, il che conferma, ancora una volta, come sia pressoché impossibile giudicare le opere su Star Wars se non si conosce benissimo tutto l’immaginario.

Chi sono i Whill

Veniamo al dunque. I Whill sono molto importanti perché facevano addirittura parte della concezione originale di George Lucas come punto di riferimento di tutto l’immaginario. Nella prima stesura di Star Wars, infatti, Lucas immaginava di raccontare l’epopea degli Skywalker sotto forma di un testo scritto proprio dai Whill intitolato Libro dei Whill. Questi ultimi sono degli esseri superiori che, centinaia di anni dopo che i fatti si sono effettivamente verificati, avrebbero narrato gli eventi tramandati loro da un droide, R2D2.  Proprio da qui deriva la frase d’apertura “Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana”. Nella copertina della sceneggiatura originale così veniva descritta l’opera “Le avventure di Luke Starkiller così come sono state tramandate dal Libro dei Whill”.

Sempre nella concezione originale di Lucas, i Whill sarebbero dovuti apparire concretamente negli Episodi VII, VIII e IX, ovvero la trilogia sequel che oggi è nelle mani di Disney, che ha deciso di disfarsi di quella concezione. I Whill sarebbero dovuti essere i custodi dell’Equilibrio della Galassia, ossia svolgere un compito molto simile a quello che nella visione attuale è affidato alla Forza.

“Originalmente, avevo provato a far raccontare la storia da qualcun altro, un essere immortale conosciuto come Whill” ha detto George Lucas in un’intervista. “Qualcuno stava guardando la storia intera e la stava registrando, probabilmente qualcuno più saggio dei mortali coinvolti negli eventi. In seguito ho lasciato da parte questa idea, e il concetto dietro ai Whill è diventato la Forza”.

In passato è stata portata avanti l’ipotesi che Yoda, Yaddle e Vandar Tokare (personaggio dell’universo espanso apparso nel videogioco Knights of the Old Republic) potessero appartenere alla specie dei Whill, e così di riflesso vi apparterrebbe anche Baby Yoda di The Mandalorian. Ma questa ipotesi è stata categoricamente respinta dallo stesso Lucas. Se The Mandalorian finalmente si concretizzerà nel suo svolgimento, probabilmente (e auspicabilmente) impareremo qualcosa in più sulla specie a cui appartiene Yoda.

Yaddle
Yaddle

Nella versione scritta di Episodio III: La Vendetta dei Sith sembrerebbe che Qui-Gon Jinn abbia imparato il segreto dell’immortalità da uno sciamano Whill, ma questo da una parte non è confermato dal film e dall’altro sembra in contraddizione con Clone Wars. Nei tre episodi conclusivi della serie (S06E11, 12 e E13) Yoda viene guidato da Qui-Gon in un lungo viaggio per scoprire il segreto dell’immortalità. Il punto topico di Clone Wars, e della trilogia prequel, quindi riguarda Qui-Gon Jinn, il segreto dell’immortalità e il dualismo tra forza vitale e forza cosmica. Al fine di indicargli la strada verso l’immortalità, Qui-Gon conduce Yoda dalle cinque Sacerdotesse della Forza, che appaiono nell’episodio intitolato Destino, la morte è solo il principio. Allo stesso tempo, non è detto da nessuna parte che Qui-Gon e Yoda debbano aver appreso il segreto dell’immortalità dalla stessa fonte, potrebbe essere plausibile che il primo l’ha appreso dallo sciamano e il secondo dalle Sacerdotesse. Il che è importante perché dei Whill non c’è traccia in altre opere canoniche.

Yoda dovrà scoprire come preservare la coscienza di sé dopo la morte se vuole salvare l’Ordine dei Jedi. Le sacerdotesse, che rappresentano le emozioni di confusione, ira, tristezza, gioia e serenità, spingono Yoda a superare tre prove. Dovrà, innanzitutto, confrontarsi, controllare e sconfiggere il suo Lato Oscuro. Poi, dovrà imparare a riconoscere le illusioni. E, infine, dovrà affrontare i Sith, Darth Bane e Darth Sidious. Si tratta di episodi molti onirici e filosofici, in cui Yoda viaggia verso il mondo dei Sith, l’antica dimora di Moraband, dove “dovrà affrontare il vero volto del male, colui che può distruggerlo, colui che vuole il controllo della galassia”. Credo che a questo punto si possa azzardare chi è lo Skywalker del titolo di Episodio IX.

Il punto nevralgico è la distinzione tra forza vitale/vivente e forza cosmica/unificante. Ecco come vengono definite in Clone Wars nell’Episodio S06E11, Voci: “Una Forza che consiste di due parti. Gli esseri viventi generano la Forza vitale e in cambio alimenta la fonte perenne, che è la Forza cosmica. Tutta l’energia della Forza vitale, di tutte le cose che sono vissute, si nutre della Forza cosmica, unendo tutte le cose e comunicando con noi attraverso i Midi-Chlorian”.

Secondo altre ricostruzioni, Qui-Gon ha dovuto apprendere una parte del Lato Oscuro per poter governare la conoscenza dopo la morte, e questo viaggio di Yoda a Dagobah, un pianeta in cui è forte il Lato Oscuro, e Moraband conferma questa ipotesi, oltre all’aver dovuto affrontare il proprio stesso Lato Oscuro. Qui-Gon può manifestarsi solo in parte ai viventi, perché il suo addestramento non è stato completato: sarà diverso per Yoda, Obi-Wan e chissà chi altri.

Un altro elemento che sarebbe tornato se Lucas fosse rimasto al timone sono i tanto criticati Midi-Chlorian. I Midi-Chlorian, infatti, sarebbero stati una sorta di concretizzazione ‘microbiologica’ della volontà dei Whill, visti come una sorta di ordine onnipresente che gestisce l’Equilibrio tra Lato Chiaro e Lato Oscuro.

George Lucas con Carrie Fisher

Nella sua concezione originale, Lucas si era infatti rifatto a Frank Herbert e al suo Dune, dove ciascun capitolo si apre con estratti ‘storici’. Anche Star Wars sarebbe dovuto essere una sorta di resoconto storico raccontato da queste figure onniscienti. Chissà se i Whill verranno definitivamente citati ne L’Ascesa di Skywalker o se diventeranno definitivamente parte del Canone.



Commenta questo articolo sulla nostra pagina Facebook.