È dalla pubblicazione del primo volume di Afthermath e dall’uscita de Il risveglio della Forza  che questa domanda continua a tornarci in mente: Chi sono gli Acoliti dell’Aldilà? E perché sono legati al settimo episodio della saga?

Perché queste figure sono così importanti per il nuovo canone? 

Questa storia inizia sul lontano pianeta Taris, un luogo desolato dell’Orlo Esterno. Ed è qui che avviene uno degli eventi fondamentali che mettono in moto la vicenda e la scintilla che ci porterà fino all’ascesa di Kylo Ren.

Nell’oscurità della sera avviene l’incontro tra 5 persone. Un Kubaz e la sua traduttrice e tre buie figure incappucciate. Queste ultime sono una ragazza con due uomini a scortarla. Si trovano in un caseggiato, la tenda nasconde un luogo fatiscente. Le pareti sono ricoperte di scritte, una di esse recita: VADER VIVE, sotto al disegno dell’Oscuro Signore dei Sith.

“Avete i crediti?” Domanda il Kubaz. La ragazzina traduce in Basic ai venditori.

È davvero la sua spada? Chi c’è lo puoi dire?”. Domanda la donna.

Nessuno. Però è una spada laser rossa. Non la volevate così?”

La frase del Kubaz getta la luce su un primo grande dubbio. La spada di Vader è stata distrutta ma la parte della  Galassia legata al Lato Oscuro crede che sia ancora in esistenza. E questo oggetto sarà fondamentale in futuro come reliquia di ammirazione ed ossessione. Perché come sappiamo gli oggetti appartenuti ai Sith creano dipendenza, anche dopo la morte del vecchio padrone. E la maschera di Vader funzionerà allo stesso modo con il futuro Kylo Ren.

La trattativa di conclude tranquillamente ma prima di lasciare i nostri tre ospiti, Ooblamon scruta con maggiore attenzione la figura femminile porgendole una domanda:

“Che cosa sei? Non mi sembri una Jedi.”

Siamo seguaci del Lato Oscuro. Gli Accoliti dell’Aldilà.”

Fanatici insomma. E cosa ne farete di quell’arma?”

“La distruggeremo. Così potrà ritrovare il suo padrone nel regno dei morti.”

La risata del Kubaz a questa risposta mette un punto all’incontro con queste misteriose figure. Tale frase conferma il livello di fanatismo degli Acoliti, che li spinge a vagare nei pianeti più remoti alla ricerca di tali manufatti. Ma gli oscuri piani dei “Fanatici di Vader” (soprannome azzeccatissimo) non si spingono ad agire in tranquillità e di nascosto. Perché i nel secondo capitolo della Trilogia di Afthermath (Debito di Vita) portano ad ambizioni molto più grandi.

Il secondo interludio inizia in un periodo in cui gli Accoliti sono più conosciuti rispetto al precedente episodio. Qui nella città di Coronet, su Corellia, troviamo un ragazzino impegnato in un atto di vandalismo: disegnare su un muro la figura iconica di un uomo molto malvagio con sotto l’ennesima scritta: VADER VIVE. Ad ammirare il gesto troviamo il detective di polizia Erno che con molta tranquillità si avvia ad arrestare il ragazzino. Dopo avergli messo le manette lo costringe ad avviarsi verso l’ufficio di Sicurezza di Polizia. Ergo aveva già valutato quel ragazzo. La carnagione era chiarissima (sostenevano di essere creature notturne). Un cappuccio nero e un mantello nero. Solitamente gli Accoliti erano pieni di accessori quali maschere ma questa volta non c’era niente.

“Vader vive. Tu dici che vive? Io sapevo che era saltato in aria assieme alla Morte Nera”

La morte non è la fine”

Io sapevo che invece era l’ultima fermata.”

Il ragazzo sogghignò. I denti bianchissimi e la lingua si mosse in maniera da inquietare il detective. Un’altra conferma della pazzia che i Sith portano ai loro fanatici ed ammiratori.

“Ma che problemi avete? Siete ammiratori dell’Impero?

No. Di qualcosa di più grande.”

“Vader. Non Palpatine?”

Il ragazzo sorrise

Una frase che dice più di mille parole. E che fa accendere molte lampadine. Vader è visto dalla massa come un vero pezzo grosso a differenza del vecchio Imperatore. E se ci fosse Palpatine dietro anche a questo? Forse lui stesso manovra tutto dietro gli oggetti di Vader e degli altri Sith. E se lui stesso fosse dietro la maschera con cui Kylo Ren parla? È una teoria che può valere a tutti gli effetti, almeno fino all’uscita di Episodio IX.

Ma torniamo a noi. La storia continua con l’assistente alla sicurezza di Erno che lo avvisa degli avvenimenti che stanno succedendo in città. A quanto pare centinaia di persone con cappucci, mantelli neri, maschere e bastoni colorati di rosso hanno iniziato ad attaccare la gente che passava di là, e ad arrampicarsi sugli edifici e sui mezzi. La rivoluzione degli Acoliti ha inizio nella sera di giornata. A questo si aggiunge un blackout di luci che porta il buio in tutto il distretto di polizia. Il buio è seguito dagli spari che uccidono gli assistenti di Erno. E mettono alla tempia un blaster del distretto. Il blaster impugnato da Kiza, la segreteria del detective. Così Erno decise di provare a estrarre il suo blaster stesso. Lui era vecchio ma Kiza non era una poliziotta. Erno lo impugnò. Tese il braccio…  e l’aria intorno a lui si illuminò. Un forte ronzio gli rimbombò nelle orecchie mentre un fascio di luce rossa sibilava nello spazio vuoto. Il polso bruciava. La mano che impugnava il blaster era sparita. Cadde su una scrivania. Il responsabile era il ragazzo che aveva arrestato prima, ma con in mano una spada laser.

“Te l’ho detto che sapevo cosa c’era di sotto Kira”

“Era la spada che cercavi?”

Kira colpì Erno che cadde per terra e prima che potesse svenire gli sibilò un messaggio:

“Vader vive. E anche tu. Dì a tutti che gli Accoliti stanno arrivando.”

Un’ultima frase che preannuncia cosa succederà nell’ultima volta (per noi) che sentiremo parlare degli Acoliti nell’ultimo interludio del terzo capitolo di Afthermath.

Nell’interludio finale ci troviamo nel mondo boscoso di Devaron. Qui rincontriamo la nostra Kira, assieme ad altre ombre, in questo pianeta riconquistato dalla Nuova Repubblica. Gli Accoliti non potevano percepire la Forza,  perché non erano suoi tramiti, ma solo schiavi. Assieme alla ragazza c’erano una ventina di seguaci. Spiccava tra loro Remi. Un’amante di Kira, più che un suo amico. Come lei,  anche Remi aveva sognato l’oscurità, i Sith passati e del presente. Remi aveva una spada laser, una di quelle tante reliquie trovate per la galassia. Da quando la possedeva era diventato molto più vanitoso. A volte parlava e sussurrava all’arma. I manufatti dovevano essere distrutti, ma ormai raramente questo veniva fatto. Quella sera non si sarebbero limitati a depredare altre reliquie, ma avrebbero attaccato contemporaneamente molte basi della galassia appartenenti alla Nuova Repubblica. Si unì a loro Yupe Tashu. Il consigliere dell’ex Imperatore Palpatine. Tashu non era soltanto il loro maestro. Era uno delle cose più vicino all‘Impero Sith di Sidious e Vader. Il consigliere consegnò a ognuno un manufatto. A Kira toccò una maschera di bronzo con gli occhi neri di vetro. Senza bocca e naso.

“Questa è la maschera del viceré Panshard. È stata fabbricata con un metallo meteorico e racchiude le urla di centinaia di innocenti massacrati per io sollazzo del viceré. Le maschere possiedono grandi poteri. Alcune vengono indossate in vita, altre dopo la morte. Racchiudono l’energia della Forza vivente.”

Remi nel momento della premiazione scattò contro Kiza per invidia del dono ricevuto. Tashu reagì di conseguenza provando il ragazzo della sua spada e donandola alla stessa Kiza. Nel momento in cui impugnò la spada si sentì sprofondare in una meravigliosa oscurità. Si sentì più sicura, senza le paure che l’avevano dominata per anni. Era pronta ad attaccare la Repubblica. L’arma fendeva ogni materiale senza difficoltà. All’improvviso qualcosa la colpì. Non era un nemico. Era Remi. Pronto a riprendersi la vecchia spada laser. Kiza chiuse gli occhi e la presa al collo da parte di Remi cessò. Kiza colpì la tempia con l’impugnatura della spada e questo lo guardò con gli occhi spalancati dal terrore. Un attimo dopo la lama penetrò nel cranio. Remi dilatò le pupille e i suoi occhi si fecero rossi prima di bruciare dall’interno, poi crollò a terra e la ragazza si aggiustò la maschera pronta a ricominciare l’attacco. Poco dopo gli Accoliti reclamarono la loro prima vittoria.

Un interludio che conferma solo gli altri due. E che emoziona ed incuriosisce ancor più. Magari scopriremo di più sul collegamento tra gli Accoliti e i misteriosi Cavalieri di Ren, che hanno davvero tantissimo in comune. Un’ossessione per l’oscurità con un leader molto vicino a Vader e con un look ed un armamento pieno di probabili accessori derivanti da ex proprietà Sith. Insomma non ci resta che aspettare!


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